Attenzione, l'agricoltura sostenibile non è soltanto quella bio

Le nostre osservazioni sul disegno di legge in discussione al Senato

Attenzione, l'agricoltura sostenibile non è soltanto quella bio
 Afp
 Pesticidi agricoltura

Dallo scorso 9 gennaio è in discussione in Senato il Disegno di Legge “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”, già approvato alla Camera dei Deputati con larghissima maggioranza.

Questo DDL fa in parte riferimento al Regolamento (UE) 2018/848 del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018, ma aggiunge numerose disposizioni.

La comunità universitaria nazionale è perplessa per la premessa riportata nell’art.1 del DDL, che parla della produzione biologica come di attività di interesse nazionale “con funzione sociale e ambientale, in quanto settore economico basato sulla qualità dei prodotti, sulla sicurezza alimentare, sul benessere degli animali, sullo sviluppo rurale, sulla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema e sulla salvaguardia della biodiversità, che concorre alla tutela della salute e al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’intensità delle emissioni di gas a effetto serra”.

Ritengo che questa descrizione sia si appropriata, ma per definire tutto il comparto agricolo e non possa quindi essere di esclusivo monopolio dell’agricoltura biologica, che non ha nessuna relazione con l’obiettivo di promuovere un’agricoltura sostenibile.

L'agricoltura è una

Attribuire queste caratteristiche al biologico – al quale, sia chiaro, non siamo contrari, come dimostra il fatto che l’agricoltura biologica è parte degli insegnamenti della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali da anni – significa ammettere tra le righe che l’agricoltura convenzionale operi lontano da questi obiettivi, cosa che non è assolutamente vera.

In generale, classificare l’agricoltura in diversi tipi e promuovere culturalmente ed economicamente uno solo di essi, avalla posizioni irrazionali che giudicano le diverse pratiche come alternative, dando patenti di buono o cattivo senza alcun supporto scientificamente valido. L’agricoltura, è una, variamente declinabile solo in funzione dei contesti ecologico-ambientali e socio-economici, e deve perseguire sempre e in ogni caso le tre dimensioni della sostenibilità (ambientale economico e sociale), cui la ricerca e la didattica devono dare priorità. Le diverse pratiche dovrebbero essere considerate complementari, con l’obiettivo generale di incrementare e integrare produttività, qualità e sostenibilità ambientale dell’agricoltura.

Marco Trevisan

Preside della facoltà di Scienze Agrarie, alimentari e ambientali dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it