La violenza di coppia è diventato un problema serio anche tra gli adolescenti 

Sempre più giovani lamentano un atteggiamento aggressivo del partner. Anche a 13 anni. Si deve intervenire già a scuola

La violenza di coppia è diventato un problema serio anche tra gli adolescenti 

Non è la gelosia ad aver ucciso la ventunenne di Pietra Ligure. Non è per gelosia che il suo exfidanzato, lo scorso 7 aprile, l’ha accoltellata 15 volte alla testa, al collo e alle spalle. Questa si chiama possessività che sfocia quasi sempre nel controllo, nel monitorare le azioni dell’altro perché “non si vuole perdere la persona amata”.

Quella persona diventa di proprietà. “Lei è mia”, “lui è mio”, sono le parole che si usano in questi casi per descrivere questo amore. Il problema tante volte è di valutazione, non ci si rende conto che la possessività, non è amore, ma controllo, è voler gestire la vita di un’altra persona, senza rispettare i suoi spazi. Fondamentalmente viene violata la libertà dell’altro.

La simbiosi non è amore, come anche erroneamente credono tanti genitori che non si rendono conto che i figli stanno crescendo incastrati in una relazione che non fa bene alla loro salute, che gli insegna a rapportarsi in maniera errata e a vivere negativamente un rapporto sentimentale.

La violenza al primo innamoramento 

Facciamo la conta dei feriti e dei morti per colpa della violenza all’interno delle coppie, parliamo di prevenzione e mettiamo solo cerotti. Perché non si vuole capire che il problema è a monte? Perché non si vogliono aprire gli occhi e vedere che dobbiamo fare una sistematica educazione affettiva, visto che la maggior parte degli insegnamenti sbagliati li hanno proprio dentro casa?

Viviamo ancora in un’Italia troppo maschilista, dove le pari opportunità lasciano un pochino a desiderare, dove le madri si prodigano nel far tutto e i padri devono pagare. Troppi silenzi, troppa educazione differenziata tra maschi e femmine. In più, a scuola, non si approfondiscono queste problematichein maniera sistematica e chiara, non si “perde tempo” a fare educazione affettiva perché si devono rincorrere i programmi ministeriali. La scuola scarica il barile sulla famiglia e la famiglia sulla scuola, senza rendersi conto che gli unici a perdere sono i ragazzi stessi.

Eppure le relazioni in adolescenza, così come quelle in età adulta, possono avere dei lati oscuri, essere pervase da violenza e prevaricazione, con un alto livello di distruttività, soprattutto perché i ragazzi non hanno gli strumenti per comprendere che certi atteggiamenti non possono considerarsi “normali” e che il possesso e la gelosia morbosa non vanno confusi con l’amore.

La prevaricazione e la violenza di genere all’interno della coppia, possono quindi manifestarsi fin dal primo innamoramento, fin dai primi legami sentimentali, e lasciare segni indelebili in una fase in cui si crede ancora nell’amore, in cui non si pensa che un coetaneo possa, per “amore”, arrivare a castrare, vincolare, soffocare e anche aggredire verbalmente o fisicamente.

Altre volte, gli adolescenti stessi non riescono a capire che ciò che vivono e subiscono, non sono comportamenti “normali”, non si tratta di eccesso di amore, non è gelosia, è possesso ed invasione dei propri spazi.

I dati sulla percezione degli adolescenti 

I primi segnali sono individuabili già a partire dalle scuole medie, nella fascia tra gli 11 e i 13 anni d’età, in cui quasi 1 preadolescente su 10 dichiara di avere un fidanzato particolarmente possessivo e che nel 6,5% dei casi controlla anche il cellulare, una tendenza presente soprattutto tra i maschi, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, raccolti su 8.000 adolescenti in tutta Italia.

Nella fascia compresa tra i 14 e i 19 anni, invece, circa 1 adolescente su 10 racconta di avere o di aver avuto paura del proprio partner, il 4% di essere stato aggredito fisicamente e quasi 2 adolescenti su 10 di aver subìto aggressioni verbali, non solo rivolte alle ragazze, ma anche nei confronti dei maschi.

Il 6% degli adolescenti si sente incastrato nella propria storia sentimentale perché vittima di un partner che minaccia di suicidarsi ogniqualvolta si litiga e ci si lascia. Tale condizione, genera profondo stress, opprime, fa sentire intrappolati nella relazione stessa e si arriva ad avere paura delle reazioni dell’altro, fino a non sentirsi più liberi di prendere in autonomia delle decisioni, soprattutto quando l’amore finisce.

Le violenze di coppia, sul digitale 

Oggi non si può più prescindere dal prendere in considerazione anche ciò che accade nel mondo digitale, attraverso la tecnologia, perché chat e social network vengono usati come armi per soffocare l’altro.

Il 16% degli adolescenti è stato obbligato a cancellare amici/amiche su Facebook o su altri social network perché il partner era geloso di quel contatto e di quella amicizia, in particolare le ragazze, mentre 6 adolescenti su 100 sono stati addirittura costretti a dare al proprio fidanzato/a la password dei vari profili social, per poter essere controllati in tutte le loro attività.

A più di 2 adolescenti su 10, il partner controlla il cellulare, chat, messaggi, foto, video e tutti i tipi di attività all’interno del proprio smartphone: ovviamente, sono a conoscenza dei codici di accesso del telefono del partner e si sentono autorizzati a guardare come e quando vogliono, senza alcun limite.

Troppi ragazzi sono vittime di scenate spaventose: vengono seguiti tutti i movimenti sui social, si controllano tutti i like e le interazioni con gli utenti della rete e viene messo in atto un monitoraggio costante e continuativo di WhatsApp e di tutte le chat di messaggistica istantanea.

Il 19% dichiara di avere un partner molto possessivo e il 22% è controllato nelle sue azioni, negli spostamenti, sulle persone con cui esce e anche come si veste (il 13,5% sono femmine, il doppio rispetto ai maschi), percentuale più bassa alle medie, intorno al 6%, ma non per questo meno preoccupante, considerato il fatto che nell’arco di pochi anni tende a triplicarsi.

Questi comportamenti adolescenziali, dunque, sono il terreno fertile per il femminicidio e per la violenza domestica: allora, perché non capire che si deve fare prevenzione fin dalle scuole primarie? Perché si deve necessariamente arrivare a fare la conta degli omicidi se si potrebbeintervenire precocemente, imparando a riconoscere i segnali della violenza di coppia prima che sfoci in violenza domestica?