A Foligno la Scienza si trasforma in una festa

Quattro giorni di incontri che hanno attirato una folla di curiosi: per informarsi, ma anche per divertirsi

A Foligno la Scienza si trasforma in una festa

Sono reduce dal Festival di Scienza e Filosofia  che si è tenuto a Foligno dal 27 al 30 Aprile. Il festival quest’anno è stato dedicato all’innovazione declinata in tutte le sue possibili accezione.

Ho trovato particolarmente evocativo il sottotitolo:  "Il futuro in mezzo a noi"  e mi è molto piaciuta la locandina dalla quale guarda fuori una bambina (ma potrebbe anche essere un maschietto) dall’aria incuriosita.

La scelta degli argomenti è stata molto ampia con oltre 100 relatori che hanno animato 140 conferenze distribuite in tutti i palazzi del centro storico. L’organizzazione è basata su uno stuolo di studenti/volontari che forniscono informazioni, gestiscono la burocrazia delle prenotazioni, aiutano i relatori e registrano le conferenze, che saranno rese disponibili nel sito del Festival. Per molti di loro si tratta di parte dello stage del programma scuola-lavoro e quelli con i quali ho avuto occasione di interagire mi sono sembrati molto soddisfatti dell’esperienza che stavano vivendo.  

A caccia di extraterrestri

Amo partecipare ai Festival della Scienza e mi piace moltissimo l’atmosfera che si respira in Foligno. Sono sicura di non essere un caso isolato. Molti dei relatori sono delle presenze fisse. Quest’anno ho “condiviso” la conferenza con un collega americano che collabora alla Breakthrough Initiative, il progetto finanziato dal miliardario di origine russa Yuri Milner per potenziare la ricerca di vita extraterrestre e per preparare i viaggi interplanetari. Insieme abbiamo parlato di ricerca di mondi abitabili e di comunicazioni interstellari. Un ottimo argomento per un festival dedicato all’Innovazione. Andrew Siemion (astrofisico, direttore del centro di ricerche Seti di Berkeley) è venuto apposto dalla California per partecipare al suo primo festival della scienza e ne è rimasto entusiasta. Non gli era mai capitato di essere intervistato in una sala con affreschi del ‘400, ma nemmeno di vedere un così grande via vai di gente. Colpito dalla quantità di pubblico, mi chiedeva: da dove vengono? Quanti festival ci sono in Italia?

Trasformare la scienza in un happening

Trasformare la scienza in occasione di incontro, di dibattito e, perché no, di spettacolo, è un bel modo di riempire la città di una folla curiosa che, oltre a poter ascoltare gratuitamente tutte le conferenze, ha modo di conoscere Foligno.

Il festival è iniziato mercoledì, ma il clou del programma si è dipanato tra venerdì, sabato e domenica con eventi focalizzati alle scuole al mattino di venerdì e sabato mentre durante i pomeriggi e le serate, e per tutta la giornata di domenica, gli eventi sono stati dedicati al grande pubblico che non ha deluso le speranza degli organizzatori facendo registrare  il tutto esaurito.

Si è parlato di nuovi lavori, di creatività, di internet, di medicina, di viaggi interstellari, di matematica, di biologia, di etica, di fisica, di storia e anche di religione, con un evento speciale dedicato a Martin Lutero.

Con un’offerta così ampia le sovrapposizioni sono state inevitabili. Per esempio, mentre sabato pomeriggio io e il mio collega abbiamo parlato del futuro della ricerca di pianeti abitabili, la gente ha dovuto scegliere tra il nostro intervento e quelli dedicati all’Etica del dissenso, alla Women’s creativity, alla competitività e solidarietà del XXI secolo, al viaggio verso Marte, alla democrazia di internet.

Per fortuna, come dicevo, gli interventi vengono registrati per poi essere  resi disponibili in streaming allargando la già ampia platea del Festival della Scienza e Filosofia di Foligno.