In Italia tremila donne colpite dal tumore potrebbero evitare la chemioterapia

Uno studio TailorX ha consentito di fare chiarezza su 21 geni tumorali, e in base ad un punteggio si è capito che in alcuni casi con linfonodi negativi la terapia non dà alcun vantaggio 

In Italia tremila donne colpite dal tumore potrebbero evitare la chemioterapia

Tutti i giorni ci confrontiamo con le donne operate per tumore al seno, quasi cinquantamila ogni anno solo nel nostro paese. Per buona parte  di loro  il percorso è molto chiaro: alcune necessitano di un trattamento chemioterapico adiuvante, altre di una terapia endocrina ed altre ancora di una terapia biologica associata alla chemioterapia.

Vi è però un folto gruppo di donne, con tumori che vengono chiamati "Luminal B", in cui da molti anni eravamo nell'incertezza. Si tratta infatti di tumori caratterizzati dall'essere ormonodipendenti e con assenza di recettori per l'HER2, ma con elevata proliferazione cellulare. Per questo vi era sempre il dubbio se somministrare, oltre alla terapia endocrina, anche un ciclo di chemioterapia.

Lo studio TailorX, appena presentato all'ASCO a Chicago, ha consentito di fare chiarezza attraverso lo studio di 21 geni tumorali (OncotypeDX). In base a questo test viene assegnato un punteggio. Se questo è inferiore a 25 ed i linfonodi sono negativi non vi è alcun vantaggio a somministrare la chemioterapia, poichè non migliora le possibilità di guarigione. I ricercatori hanno stimato che la chemioterapia possa essere evitata nel 70 per cento delle pazienti con tumore in fase iniziale, limitandola a quel 30 per cento per il quale porterà beneficio.

Nel periodo di follow-up dello studio di 7,5 anni si è evidenziato che la sola ormonoterapia non è meno efficace della chemioterapia più ormonoterapia, nelle pazienti con punteggio 11-25, in termini di sopravvivenza e ricomparsa della malattia. Secondo gli autori della ricerca, la chemioterapia è dunque inutile nelle pazienti con un’età superiore ai 50 anni con punteggio 0-25 e nelle pazienti con meno di 50 anni con punteggio 0-15.

Questo studio ha quindi una ricaduta immediata sulla pratica clinica, evitando la chemioterapia a migliaia di donne. In Italia, si tratterebbe di cambiare lo standard terapeutico a ben 3mila pazienti all’anno. Poter evitare la chemioterapia significa che i trattamenti saranno meno tossici e con meno effetti collaterali.

Vi sono naturalmente alcune difficoltà, prima tra tutte il costo dell'esame, ancora molto elevato, che pertanto ne limita l'utilizzo. Ovviamente sarà necessario ricorrere al test solo per i casi in cui vi è il dubbio, nella maggior parte dei casi invece la strada è già tracciata.

 



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