La dieta per aumentare la fertilità maschile

Secondo uno studio, condotto da ricercatori dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza, bastano due mesi di dieta ricca di frutta e verdura per avere spermatozoi più sani

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IGOR STEVANOVIC / SCIENCE PHOTO / IST / Science Photo Library 

Fertilità maschile e alimentazione, un binomio inscindibile. La salute sessuale, infatti, inizia dalla tavola. Una dieta equilibrata, varia e salutare è di fondamentale importanza per l’equilibrio e il benessere maschile. Le evidenze emerse dallo studio condotto dal team di ricercatori coordinati da Giuseppina Peluso, responsabile del Laboratorio di Semiologia-Pma Azienda Ospedaliera di Cosenza, relativi al rapporto tra qualità degli spermatozoi e antiossidanti, sono un nuovo tassello a sostegno dell’importanza che l’alimentazione riveste nell’ambito della salute maschile.

Secondo lo studio, infatti, bastano due mesi di dieta ricca di frutta e verdura per avere spermatozoi più sani. Circa 800-1000 milligrammi al giorno di antiossidanti vegetali, contenuti in 300 grammi di frutta e verdura, possono raddoppiare in due mesi la motilità degli spermatozoi.

Ne consegue che tra gli attori fondamentali per la qualità e la capacità di fecondazione degli spermatozoi sono da annoverare: vitamina C, vitamina E, zinco, folati e beta-carotene presenti in frutta e verdura, ma anche nei legumi. Il tema della qualità degli spermatozoi non è da sottovalutare, perché se è vero che più è alto il numero di spermatozoi, maggiore è la possibilità di fecondare con successo, non bisogna dimenticare che la capacità di procreazione maschile dipende anche dallo stato di salute dello spermatozoo. E quello dell’infertilità è un problema più diffuso di quanto si possa pensare.

Mentre, infatti, cinquant’anni fa era la donna ad essere considerata l’unica responsabile dei problemi di fertilità della coppia, oggi i numeri parlano chiaro: in uno spermiogramma si registra una riduzione del 30/40% degli spermatozoi e addirittura del 50% della mobilità. Delle 48.000 mila coppie infertili che ogni anno provano ad avere un bambino, in circa la metà dei casi i problemi riscontrati sono maschili. E l’alimentazione può essere sicuramente una concausa.

Ciò detto, in accordo con la dieta mediterranea, che resta il regime alimentare di riferimento, il regolare consumo di frutta e verdura, alimenti notoriamente ricchi di antiossidanti, migliora i parametri del liquido seminale. I radicali liberi sono, infatti, i principali nemici della fertilità. In particolare consigliamo di assumere una dose sufficiente di alfa carotenoidi, di zinco e vitamina e che sono in grado di difendere le cellule che diventeranno spermatozoi.

La dieta ideale?

Spremuta di arancia e pompelmo a colazione. Per pranzo, invece, un'insalata di pomodori condita con del basilico o arricchita di verdura a foglia verde, come la rucola. Tra gli alimenti che non devono mai mancare: cavoli, broccoli, spinaci e legumi (aumentano la produzione di spermatozoi), noci (li rendono più attivi e mobili) e anche zafferano, fegato, pollo e pesce, che ne migliorano la qualità e prevengono i difetti.

Da mettere al bando, invece, le bevande zuccherate, l’eccesso di carne rossa, fritti, merendine e alimenti ricchi di grassi saturi. Ancora una volta la dieta mediterranea rappresenta un elisir di salute.



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