È Wimbledon la nuova frontiera digitale dello sport

“Le nuove tecnologie vanno provate, anche se non funzionano ancora alla perfezione, ma almeno le hai capite”, dice Alexandra Willis, capo dei contenuti digitali del torneo di tennis più famoso

È Wimbledon la nuova frontiera digitale dello sport
Foto: Oli SCARFF / AFP 
   Novak Djokovic

Quelli di Russia avrebbero dovuto essere i Mondiali della tecnologia, i primi della storia in cui il pubblico via Internet avrebbe eguagliato quello in tv, i primi con il VAR in campo per rivedere subito le azioni dubbie. La nuova frontiera della sport. E così è stato. Ma la vera rivoluzione è andata in scena negli stessi giorni poco distante da lì, a Londra, in un evento che è forse l’emblema stesso della tradizione: il torneo di tennis di Wimbledon.

Si ripete uguale a sé stesso e indifferente alle mode dal 1877, eppure può farlo perché cambia continuamente. Dalla primavera dello scorso anno a capo dei contenuti web e social c’è una giovane donna che sta dimostrando un talento notevole se ha trasformato l’immarcescibile torneo di tennis sull’erba inglese in uno dei più ammirati esempi di combinazione di sport e digitale. Si chiama Alexandra Willis e la sua filosofia la spiega così: “Le nuove tecnologie vanno provate, anche se non funzionano ancora alla perfezione, ma almeno le hai capite”.


È il caso della realtà virtuale che consente di avere delle immagini video a 360 gradi: per Wimbledon è stata ingaggiata NextVr, società specializzata in eventi sportivi virtuali, in modo che il pubblico potesse avere la sensazione di stare letteralmente in mezzo al campo. Grazie a un potente sistema di wifi gratuito poi tutti i match sono stati trasmessi in diretta tramite la app ufficiale al pubblico in fila, le file in Inghilterra sono sacre! Mentre il sistema di intelligenza artificiale Watson della IBM è stato usato in due modi: per creare un bot in grado di messaggiarsi col pubblico rispondendo a domande e curiosità via Facebook; e per ottenere in modo automatico gli highlights video, i momenti clou di ogni match, analizzando con un algoritmo i rumori del pubblico e l’intensità degli applausi.


Una parte di questi contenuti sono finiti su Discover di Snapchat, il social preferito da molti giovanissimi. Mentre il partner video ufficiale, la tv ESPN, consentiva di seguire match interi sul telefonino tramite una app dedicata. Il tutto ovviamente lasciando Wimbledon esattamente com’era 150 anni fa, senza bisogno di portare i robot in campo, ma anzi difendendo la tradizione: le telecamerine della realtà virtuale per esempio erano mimetizzate dietro gusci stampati in 3D usando lo stesso pantone del verde del mitico prato.  



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