Stare davvero senza Internet

Alle isole Tonga, dopo 14 giorni di blackout totale causato dal tranciamento di due cavi sottomarini, torna la connessione al web. Quattordici giorni che sono sembrati non finire mai. Perché è facile dire che stiamo troppo tempo connessi e che gli abusi vanno prevenuti (è certamente così). La verità è che la Rete oggi è un bene essenziale da cui dipendono le sorti e il benessere del mondo. Non possiamo più farne a meno. Forse nemmeno per due settimane 

tonga internet connessione
 Afp

Si fa presto a dire che passiamo troppo tempo connessi, che con la rete e i social stiamo esagerando, che molti dei nostri problemi come società (il populismo, l’avanzata inesorabile dell’ignoranza, il successo inevitabile delle fake news) sono colpa di Internet. Provate a stare senza Internet davvero. E poi ne riparliamo. Domani, per dire, dopo quattordici giorni che a molti sono sembrati non finire mai, viene ripristinata la rete su tutte le  Isole Tonga, un arcipelago di 169 isolette fra la Nuova Zelanda e le Fiji.

Si era interrotta il 20 gennaio quando due cavi sottomarini che dal 2013 portano la banda ultralarga sulle Tonga collegandola al resto del mondo, sono stati recisi, non si sa bene da chi, forse dallo strascico dell’ancora di una petroliera, ma sono solo ipotesi. I centomila abitanti del regno e i moltissimi turisti che ci passano di solito in viaggio di nozze hanno fatto una specie di viaggio nel tempo. Sono tornati al mondo prima di Internet.

Dirlo oggi ai nostri figli può sembrare preistoria ma non è così: il primo rudimentale collegamento di quella che poi sarebbe diventata la rete del pianeta terra, risale a 50 anni fa esatti. Allora mise in collegamento quattro università americane, oggi sono in rete più di quattro miliardi di persone e c’è una corrispondenza clamorosa fra la mancata diffusione di Internet e la povertà.

Nei paesi più poveri, Internet quasi non c’è, quando inizia a diffondersi l’economia cresce e anche il benessere. E infatti nelle Tonga si è assistito a scene di panico. Si sono bloccate le telefonate internazionali, i pagamenti con carta di credito, ma per moltissimi è stata una tragedia anche solo non poter controllare le email. Diciamo che non c’era un piano B in caso di cavi oceanici recisi: l’unico sollievo è stato fornito da un collegamento via satellite che però aveva una capacità ridotta e quindi per non sprecare giga di traffico Facebook e YouTube sono stati banditi.

Per giorni le persone si mettevano in fila davanti alla sede della compagnia di telecomunicazioni locale per avere qualche minuto di connessione. Il razionamento di Internet è una cosa che non si era mai vista e per quanto ci possa apparire paradossale ci fa capire che è diventato un bene essenziale. Il fatto che qualcuno ne abusi non ci deve far dimenticare quale immenso progresso per l’umanità sia stato quel primo collegamento di 50 anni fa.



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