#quellavoltache L'uomo primitivo siamo noi

Dal caso Wernstein alla denuncia di Asia Argento, una giornalista italiana ha creato una campagna social globale. La bandiera è un hashtag che svela la miseria globale del maschio

#quellavoltache L'uomo primitivo siamo noi
 Afp
 Asia Argento

È diventata una campagna globale, forse la più potente narrazione mai fatta sullo stato dei rapporti fra uomini e donne, ed è iniziata in Italia. Il 13 ottobre. Erano i giorni dello scandalo di Harvey Weinstein, l’attrice Asia Argento si era trovata in un attimo dalla parte di chi che trova il coraggio di denunciare la violenza subita in quella di accusata per non aver parlato prima. Erano quei momenti lì, in cui le vittime e i carnefici rischiavano di confondersi lasciando tutto com’era prima. O anche peggio. E c’era il rischio che molti pensassero che in fondo era una storia di Hollywood, che non ci riguardava.  

#quellavoltache L'uomo primitivo siamo noi
 La testata di Metro New York modificata per un giorno

Ed è stato in quel momento che la giornalista Giulia Blasi ha lanciato l’idea: un hashtag, una parola d’ordine, #quellavoltache, per condividere su Twitter e Facebook quella volta che un’altra donna si era trovata in una situazione simile. È stato come aprire i  cancelli di uno stadio prima di un concerto, o abbattere un muro che ha diviso una città in due per troppi anni.

È stato come una diga, ma invece dell’acqua in molti casi scorrevano lacrime. Il giorno dopo #quellavoltache è stato esportato in Francia con un hashtag ancora più crudo, sputtana il tuo porco; e da un paio di giorni una attrice americana ne ha lanciato la versione inglese, #metoo, anche a me, anche a me è successo.

E certo le molestie e lo stupro non sono la stessa cosa, e nemmeno i ricatti morali paragonati alla violenza fisica. Ma il racconto collettivo che da giorni si può leggere sui social network è una rappresentazione spietata dello stato dei rapporti fra uomini e donne. In questa funzione di aggregatore di storie che altrimenti non avresti mai scoperto, Twitter in particolare diventa quasi un bene comune, uno strumento indispensabile, non solo, come siamo abituati a pensare, un social per denigrare insultare minacciare, ma piuttosto per combattere tutti assieme per un mondo migliore.

E mentre leggi quelle storie, così diverse eppure così uguali, non puoi fare a meno di commuoverti, e pensare che uomini come Vint Cerf e Tim Berners Lee sono stati così geniali da inventare Internet e il Web, e che altri uomini come Zuckerberg e Dorsey hanno fatto altrettanto realizzando piattaforme globali di comunicazione come Facebook e Twitter, in modo che potesse emergere quanto molti di noi, quando si parla di donne e di sesso, siano rimasti in fondo all’età della pietra.



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