Perché la storia del robot-lattaio dell'Hokkaido ci riguarda

In Giappone - come da noi - mancano i giovani e questo crea problemi nelle campagne. E così in una fattoria le 90 mucche sono munte ogni giorno da un paio di robot, mentre un terzo le distrae e un quarto si occupa di cibarle in base a quanto latte producono: il tempo liberato ha consentito ai fattori di aprire un caseificio e godersi un po' la vita... 

Perché la storia del robot-lattaio dell'Hokkaido ci riguarda

Prima di dire che i robot ci stanno rubando il lavoro dovete conoscere la storia del robot lattaio. O meglio del robot che munge le mucche. Naturalmente sta in Giappone e questo ci rende la storia molto vicina perché dal punto di vista demografico è il paese forse più simile all’Italia: pochi giovani, tanti vecchi, natalità bassissima.  

Nella fattoria della famiglia Kato, fondata una quarantina di anni fa nell’isola di Hokkaido, nell’estremo nord, si crea un problema molto serio: mancano i giovani disposti a venire a mungere le 90 mucche, un lavoro impegnativo che inizia ogni giorno all’alba e che non prevede sabati e domeniche di riposo. Il lavoro perfetto per un robot, ha pensato Kenichi Kato, 67 anni, il patriarca della fattoria che ha così deciso di investire due milioni di dollari in robot mungitori.

La robotizzazione delle fattorie non è una novità, in Europa si pratica dagli anni ‘90 e non a caso quelli comprati dalla fattoria Kato sono olandesi. La novità è che ormai questi robot sono completamente autonomi, fanno tutto da soli: la mucca arriva, un primo robot da 230 mila dollari individua le mammelle, ci attacca dei tubi collegati ad un contenitore refrigerato e mentre la munge un secondo robot - più economico, da 18 mila dollari - le dà qualcosa di buono da mangiare per distrarla. Dieci minuti e si passa alla mucca successiva.

Naturalmente con i robot arriva anche una sorta di digitalizzazione dei dati: di ogni mucca si sa esattamente quanto latte produce ogni giorno e questo consente di regolare meglio i pasti, anche questi affidati ad un robottino, simile come forma e dimensioni a quello di Star Wars, incaricato di girare per questa stalla e avvicinare il cibo alle mucche quando è l’ora.

Inutile dire che la produttività della fattoria Kato è schizzata in alto, ma non è solo questo il punto: prima lavoravano dalle 4 del mattino alle 9 di sera, adesso nel pomeriggio sono già a casa, hanno più tempo per la famiglia. E il lavoro è cambiato: visto che non devono perdere tempo a mungere le mucche, hanno aperto un caseificio e si sono messi a produrre formaggi. Insomma quando vi dicono che i robot ci stanno rubando il lavoro, pensate anche alle mucche dell’Hokkaido.



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