Tik ToK, la app cinese che Facebook vuole copiare

Video selfie facendo il karaoke: questo era musical.ly e faceva impazzire le adolescenti. Poi è stata comprata da Bytedance, scaricata 45 milioni di volte nei primi tre mesi dell'anno e oggi è la startup con la valutazione più alta del mondo.  Per questo Zuckerberg si è messo in testa di farne una identica: si chiamerà Lasso

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Stiamo tutti lì a guardare Facebook. Quanto cresce (poco), quanto guadagna (tanto), come si evolve (meno news e più stories). Stiamo sempre a guardare Facebook e Facebook guarda Tik Tok. Probabilmente non l’avete mai sentita nominare, ma i vostri figli sì, anche se fino allo scorso anno la conoscevano come musical.ly. La app per registrare brevi video musicali, cantando e ballando canzoni famose. Video selfie con colonne sonore epiche. Le adolescenti andavano pazze per musical.ly poi a un certo punto lo scorso anno (il 9 novembre) l’icona della app è sparita dal telefonino e al suo posto ne è apparsa un’altra, una lettera d su fondo nero. Ed ecco Tik Tok. Era successo che musical.ly, che era basata a Shanghai e a Santa Monica, arrivata alla soglia dei 60 milioni di users, o musers come si chiamano, era stata comprata per circa un miliardo di dollari da una società cinese, Bytedance (che curiosamente fra i suoi soci ha un noto venture capital californiano e un miliardario russo), che l’ha unita ad una app molto simile popolarissima in Cina: Douyn (prima Toutiao: 120 milioni di utenti). Unita si fa per dire: i cinesi hanno una censura online molto severa perciò quello che gli utenti vedono in Cina non lo vedono nel resto del mondo e viceversa.
La faccio breve: nei primi tre mesi del 2018 Tik Tok è stata scaricata 45,8 milioni di volte e il tempo di utilizzo in media è stato ben sopra un’ora al giorno, al punto che la stessa Tik Tok ha veicolato una campagna affinché i teenager la usassero di meno. In questo momento Tik Tok è considerata la startup con la valutazione più alta del mondo, 75 miliardi di dollari. E, viste le difficoltà di Snapchat, sembra quella meglio posizionata ad attrarre gli adolescenti. Di qui nasce l’interesse di Facebook: non di acquistarla, troppo tardi ormai; ma di copiarla. Sì, Facebook ha un problema antico con gli adolescenti (negli Usa solo il 5 per cento la indica come app preferita), perciò Zuckerberg ha affidato al numero uno dei suoi sviluppatori, Brady Voss, una missione non impossibile. Rifare Tik Tok. Si chiamerà Lasso.
In pratica proveranno a fare ai cinesi quello che i cinesi da sempre fanno al resto del mondo.
Copiare bene.

 


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