Così un post su Facebook ha generato un movimento per portare coperte ai senzatetto

Partita da Roma, l'iniziativa di un gruppo di amici è diventata nazionale dimostrando che i social network possono davvero migliorare il mondo. Dipende da noi

Così un post su Facebook ha generato un movimento per portare coperte ai senzatetto
Luca La Mesa (Facebook) 

In tempi in cui parlare male di Facebook e del web in generale è di moda e in parte anche giustificato (si pensi al tema delle bufale che girano in rete, o al bellissimo reportage che il Fatto ha appena pubblicato sui boss di mafia e camorra che si taggano nei selfie sui social network); in tempi così bui la piccola storia che sto per raccontarvi è una luce in fondo al tunnel. Succede questo. A Capodanno, quando arriva la prima ondata di gelo, su Facebook compare un post che invita a donare coperte e altri generi di conforto per i senza tetto di Roma. Quel post, rivolto a un gruppo di amici, diventa virale, la raccolta va benissimo e diventa una raccolta fondi per comperare le coperta da Ikea.

Anche questa volta è un successo tanto che è l’Ikea stessa che, informata dell’iniziativa, si mette a donare coperte. Poteva finire lì ma il gelo non è finito e allora uno dei promotori si è rivolto ad un amico, uno startupper, che fa materassi “innovativi”, diciamo così, e questo gli ha prodotto al volo il prototipo di un materasso da 200 grammi che resiste all’umidità e che quindi puoi poggiare per terra. Sull’asfalto, sui marciapiedi delle nostre città.

Il tutto da Roma si allarga ad altre città italiane: a Torino sono due calciatori, uno della Juve e uno del Toro, a partecipare alla consegna notturna delle coperte. Assieme ai volontari, quelli veri, delle tante organizzazioni che per fortuna se ne occupano ogni giorno di queste emergenze e che con il nostro aiuto potrebbero fare molto di più. Come è accaduto questa volta. Grazie ad un gruppo di ragazzi romani con il cuore grande che hanno capito che i social network sono divertenti, sono utili, pensiamo persino di non poterne fare a meno, anche se a volte sembrano averci peggiorato la vita; ma in fondo possono e debbono servire soprattutto a questo. Ad aiutarci a costruire un mondo migliore.

Ecco tutto quello che è arrivato dopo il post su Facebook - Foto