I segreti del sudore

Un team della Northwestern University dell’Illinois è riuscito a realizzare un cerottino elettronico che analizza la nostra sudorazione ricavandone dati essenziali non solo per dirci se siamo in forma ma anche per individuare patologie molto importanti come il diabete e la fibrosi cistica

I segreti del sudore
 Afp
Serena Williams

Ieri ho fatto 17 mila 494 passi (il consiglio è di stare sopra i 10 mila) e la mia frequenza cardiaca media è stata di 73 battiti al minuto. Non lo so perché me lo ha detto il medico, ma una app del mio telefonino. Qualche anno fa questi e altri dati, utili per monitorare il nostro stato di salute, sarebbero stati impossibili da ottenere senza complicate apparecchiature: oggi basta un telefonino, meglio se collegato ad uno smart watch, e i nostri parametri sono a nostra disposizione in tempo reale. Con alcuni modelli di orologi o braccialetti intelligenti, è possibile farsi un elettrocardiogramma, con altri monitorare le crisi epilettiche e quindi curare una patologia molto seria.

Tutto questo da qualche anno in Silicon Valley ha dato vita ad una filosofia che va sotto il nome di “quantified self”, la quantificazione di noi stessi, ovvero la trasformazione delle nostre giornate in dati utili per prendere le decisioni migliori sul nostro benessere. Ora pare che siamo alla vigilia di un ennesimo salto in avanti grazie ad un indicatore potentissimo della nostra salute: il sudore. Secondo uno studio appena pubblicato sulla rivista Science Advances, il team dell’ingegnere biomedico John Rogers, della Northwestern University dell’Illinois, è riuscito a realizzare un cerottino elettronico che analizza il nostro sudore ricavandone dati essenziali non solo per dirci se siamo in forma ma anche per individuare patologie molto importanti come il diabete e la fibrosi cistica.

È da un paio di anni che si parla di cerotti in grado di analizzare il sudore, ma questa pare che sia la prima volta che si riesce a realizzare un prodotto piccolo, comodo da indossare e con una tecnologia avanzata e non invasiva (non c’è nulla che va sotto pelle, non stiamo parlando di microchip, ma solo di un cerotto). Ci vorrà qualche tempo, ma non moltissimo, perché questo cerotto diventi un prodotto di massa (il tempo di trovare il modo di farlo costare poco). Non a caso una grande multinazionale che produce bibite e integratori alimentari per atleti, ha assoldato la tennista Serena Williams per uno spot il cui slogan è: tu sudi e noi studiamo, tu giochi e noi monitoriamo, tu fai sport e noi facciamo scienza.



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