Call of Duty, la caccia ai nazisti e l'America di Trump

Su internet c'è chi si lamenta perché il gioco verrebbe usato per spacciare idee liberal

Call of Duty, la caccia ai nazisti e l'America di Trump

Call of Duty è una dei videogiochi più popolari di questi tempi. Il primo della serie è uscito nel 2003 e da allora ne sono state vendute 250 milioni di copie per oltre 15 miliardi di dollari di incassi. Praticamente un miliardo l’anno. Tecnicamente è uno sparatutto, nel senso che vinci sparando ai tuoi nemici: è un gioco di guerra. L’ultimo della serie è uscito qualche giorno fa ed è ambientato nella Seconda Guerra Mondiale. In un momento molto particolare: è appena avvenuto lo sbarco in Normandia e in un celebre discorso alla radio il presidente americano Roosevelt chiede a tutti di unirsi a lui in preghiera; il giocatore di Call of Duty è un soldato americano che andrà a caccia di nazisti (e dei terribili zombie nazisti) per liberare il mondo. Fin qui nulla di particolare, se non fosse che da un decennio le serie di Call of Duty erano ambientate in Iraq, Afghanistan e dintorni per combattere guerre simili a quelle che l’America stava conducendo contro Al Qaeda e l’Isis.

La seconda guerra mondiale è un ritorno al passato. Ma questa scelta avviene proprio mentre un altro videogioco, Wolfenstein II, esce con una serie ambientata in un mondo parallelo in cui, come in un romanzo di Philip Dick, Hitler ha vinto la guerra e l’America è governata dai nazisti. E tu, giocatore, devi eliminarli. Due giochi molto popolari che virano sull’obiettivo spara-al-nazista sono una coincidenza? Può darsi, ma allora come spiegare la campagna con cui Wolfenstein ha lanciato il prodotto? Make America Nazi Free Again. Creiamo di nuovo un’America libera dai nazisti, citazione diretta dello slogan che ha portato Trump alla Casa Bianca, Make America Great Again (con tutto quel codazzo di estremisti bianchi nazisti appunto che hanno fatto tornare attuale una leggendaria battuta di John Belushi del 1980: “Io li odio i nazisti dell’Illinois”). Le polemiche potete immaginarle: tra le recensioni online di Call of Duty molti si lamentano perché un gioco viene usato per spacciare idee liberal; mentre su Twitter Wolfenstein è sotto attacco da giorni.L’autorevole settimanale New Yorker, che del pensiero liberal è la Bibbia, ha scritto che viste le reazioni sarà dura, ma se alla fine questi giochi riusciranno a comunicare anche il motivo per cui gli Alleati combatterono il fascismo, allora saranno serviti davvero a qualcosa di utile.



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