Mattarella ha aperto la stagione elettorale: ecco cosa ha chiesto ai partiti

Le richieste del capo dello Stato alle forze politiche, partendo da una in particolare: si facciano proposte credibili, ma non solo

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La legislatura sta per finire, praticamente a scadenza naturale: comincerà una campagna elettorale che dovrà essere accesa ma rispettosa. Sergio Mattarella ha rivolto i suoi auguri alla classe dirigente italiana, riunita al Quirinale, e ha aperto di fatto la stagione elettorale.

Proprio per questo ha lanciato un appello ai partiti perché facciano proposte "credibili". Il capo dello Stato  ha ricevuto nel salone dei Corazzieri i vertici istituzionali, i leader politici, i ministri, i sindaci, i sindacati e il governatore di Bankitalia, insomma tutti coloro che guidano il Paese. E ha chiesto loro "lungimiranza".

Il compito di chi ha incarichi pubblici, per il Presidente della Repubblica, è quello di "progettare l'avvenire", avendo come stella polare una "vita migliore" per i cittadini. Dunque servono "coraggio e lungimiranza" per porsi obiettivi di lungo respiro, avendo in mente come si vuole far diventare il Paese nel futuro. Il Presidente della Repubblica ha dedicato poche righe all'anno passato, si è limitato a sottolineare che è stato un anno di stabilità che ha aiutato la ripresa economica e ha garantito l'approvazione di una nuova legge elettorale.

Per l'anno prossimo Mattarella ha ricordato che nei primi mesi si voterà, ci sarà una campagna elettorale che ovviamente sarà "serrata" anche "accesa" , ma ha chiesto che sia sempre caratterizzata dal rispetto reciproco. Ma accanto a questo appello quasi doveroso per un Capo dello Stato, si è affacciata la richiesta precisa ai partiti di avanzare proposte "realistiche": inutile promettere la luna se non la si può mantenere, è parso dire il Presidente. Solo programmi "comprensibili e realistici" possono aiutare a recuperare la fiducia verso le istituzioni e la politica, riducendo anche l'astensionismo.

Al Quirinale per la prima volta è salito anche Matteo Salvini, che ha spiegato sorridendo di voler "prendere le misure" per quando, dopo il voto, chiederà per se' l'incarico  di premier. A pochi passi da lui anche Luigi Di Maio, che ha salutato Mattarella, il premier Paolo Gentiloni, la sindaca di Roma Virginia Raggi, la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi. Assenti, giustificati, invece Silvio Berlusconi e Matteo Renzi. 



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