E poi ci sono le liste a basso costo. La campagna 'fai da te' dei partiti minori

Staffetta con le auto degli attivisti, materiale da stampare a casa e un pugno di minuti che la tv è costretta a concedere. Ecco come si organizzano i piccolissimi partiti

E poi ci sono le liste a basso costo.   La campagna 'fai da te' dei partiti minori
 AGF
Marco Rizzo, Mario Adinolfi, Viola Carofalo (AGF)

Lontano dai riflettori, c'è una campagna elettorale low cost , fatta di volontariato e fantasia. Mentre tutti gli occhi sono puntati sui grandi, dal centrodestra al M5S al Pd, che hanno mezzi seppur più limitati rispetto al passato, c'è un nutrito drappello di partiti minori che sfida la sorte e le urne e si arrabatta con mezzi spesso improvvisati, dalle fotocopie al car sharing. 

Tolte le liste regionali, sono 12 i 'piccoli' che si giocano la sopravvivenza, senza apparentamenti  con partiti maggiori o coalizioni, e che devono superare il 3% per entrare in Parlamento. Le probabilità sono poche, ma l'entusiasmo è tanto. 

L’unico momento garantito di visibilità sono le Tribune elettorali Rai, gestite da Rai Parlamento, che prevedono messaggi autogestiti, tribune, tavole rotonde e una conferenza stampa di 40 minuti. E anche La7 e Mediaset hanno organizzato i loro spazi di informazione, ovviamente. 

Ma quel che più colpisce, in tempi di antipolitica, è la passione con cui le liste minori si sono organizzate. Innanzitutto raccogliendo le firme con le cifre improvvisate e facendo il file davanti al Viminale per presentare le liste.  E poi dando vita a una campagna elettorale fai-da-te, basata sul passa-parola, su iniziative private e tanta immaginazione.

Ecco dunque che Marco Rizzo, del Partito comunista, viaggia sempre con un tubo portadisegni dentro il quale arrotola lo sfondo con logo per rilasciare interviste volanti ovunque si trovi. Portadisegni dentro il quale arrotola lo sfondo con logo per rilasciare interviste volanti ovunque si trovi. E sempre Rizzo ha organizzato la sua campagna elettorale a basso costo, disegnando sulla mappa dell'Italia un giro di comizi in città contigue: alla fine di ogni occasione un volontario lo accompagna in auto alla tappa successiva. "Modello liana" lo chiama lui, e fa risparmiare sui biglietti. 

Anche Mario Adinolfi, di Popolo della famiglia, ha fatto di necessità virtù, a cominciare dalle liste dei candidati: dovendo presentare più di nomi, ha saccheggiato l'agenda di parenti e amici ed ha ammesso serenamente: "Ho candidato anche mia moglie e mia madre". 

Per quasi tutti, poi, da Sinistra rivoluzionaria a Potere al popolo, i programmi  e i volantini hanno una diffusione casalinga: i militanti scaricano dal sito i Pdf con il materiale elettorale e se lo stampano da soli.

Per la precisione va sottolineato che dopo l'emanazione da parte del governo Letta del decreto legge del 2013, i contributi elettorali sono stati aboliti. Chi si presenta alle elezioni ha diritto a rientrare nel pacchetto di partiti che usufruiscono quota parte del 2x1000. Insomma, l'impegno dei "piccoli" è forse destinato a non essere premiato da eletti in Parlamento, ma va dato atto dell'impegno profuso, assolutamente in controtendenza in un Paese e in un'epoca spesso indicata come disincantati e deluso dalla politica.

 



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