Chi risponde (e chi no) all'appello di Pisapia per un centro-sinistra unito

Se anche quest'appello cadrà nel vuoto, resterà solo l'opzione di una lista autonoma

Chi risponde (e chi no) all'appello di Pisapia per un centro-sinistra unito

Ultima chiamata per il centrosinistra largo. Giuliano Pisapia riunisce a Roma Campo progressista in una iniziativa che serve a presentare una serie di idee programmatiche, a dialogare con chi ha già manifestato una affinità politica e a lanciare l'ultimo appello per una alleanza di tutto il centrosinistra.

Se anche quest'appello cadrà nel vuoto, resterà solo l'opzione di una lista autonoma. Ma Cp non intende pensare già al piano B e mette in campo un dialogo con diverse anime dei progressisti per un programma e un obiettivo comune: non lasciare il Paese a destre e populismi. Insomma Campo progressista non demorde: di fronte alla avanzata della destra serve un centrosinistra che segni discontinuità con le politiche portate avanti fino ad ora. Prende atto che Renzi non sta seguendo questa strada e dice no a ridotte minoritarie.

Mentre Mdp, Si e Possibile danno appuntamento al 2 dicembre per dar vita a una assemblea unitaria, base della futura lista, Campo Progressista presenta le sue idee programmatiche e il titolo della kermesse sara' Diversa. Cp vuole proporre una Italia diversa, con proposte di governo attente al lavoro, alla lotta alle diseguaglianze, alla cultura e alla società. Per questa legislatura chiede come passaggio imprescindibile il varo di ius soli e biotestamento. Poi avanza proposte di governo per il Paese per la prossima legislatura.

L'analisi da cui partire è quella del risultato in Sicilia: ha vinto il centrodestra, il centrosinistra straperde, la sinistra non recupera l'astensionismo. Dunque serve una alleanza basata su "leadership condivisa, discontinuità, no ai pezzetti della destra" come Ap di Angelino Alfano. "Finora - spiegano da Cp - il Pd ha accelerato con il paraocchi, in modo diverso dall'impostazione che chiediamo noi". Dunque la strada sembra in salita, il Pd sembra poco incline all'alleanza e Cp non intende né fare da "lista civetta o stampella" né confluire nella 'cosa rossa'. La strada dunque resterebbe solo quella di una lista autonoma.

Ma nonostante i segnali negativi che accolgono questo ultimo appello, dal quartier generale di Campo progressista si mostra qualche cenno di ottimismo. Innanzitutto per la partecipazione di domani, e poi per la scossa che è giunta dal voto siciliano. All'Auditorium Antonianum "ci sarà una coalizione di persone", spiegano.

Chi interviene:

  • Laura Boldrini
  • Gianni Cuperlo, Pd
  • ​Cesare Damiano, Pd
  • Monica Frassoni, presidente dei Verdi Europei
  • Riccardo Magi, segretario di Radicali italiani
  • Luigi Manconi
  • Rossella Muroni, presidente di Legambiente
  • Giulio Santagata, già ministro del governo Prodi
  • Roberto Speranza
  • Bruno Tabacci.

Nessuno intende tirare per la giacca nessuno, ma il dialogo con le personalità dell'area riformista e progressita è fitto, soprattutto dopo l'altolà di Romano Prodi. Con il presidente del Senato, ad esempio, dentro Cp si spiega che non si tira per la giacca la seconda carica dello Stato "con cui abbiamo un rapporto ottimo e con il quale condividiamo le preoccupazioni". Ma soprattutto la speranza è che il campanello d'allarme del voto in Sicilia, con una sinistra perdente e un centrosinistra diviso, faccia avere un soprassalto di realismo ai più "per non consegnare l'Italia alle destre alle prossime elezioni". 



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