Perché Gentiloni in realtà non ha in programma di andar via

Tutto dipenderà dalle elezioni e nessun sondaggio può anticipare il futuro

Perché Gentiloni in realtà non ha in programma di andar via

Calmo, pacato, ma soprattutto non sull’uscio di palazzo Chigi. Paolo Gentiloni parla per due ore e mezza alla conferenza stampa di fine anno e di fine legislatura, ma l’impressione che dà è quello di un presidente del Consiglio che ha davanti ancora mesi di governo. Del resto Sergio Mattarella non ha voluto che si dimettesse o venisse sfiduciato proprio per evitare che per gli italiani e all’estero ci fosse una immagine del Paese debole o instabile.

“Non tireremo i remi in barca” assicura allora Gentiloni davanti alle telecamere “questo governo governerà”. Più volte oscilla tra l’uso del presente e quello del futuro. E in effetti lo attendono almeno tre mesi di guida dell’esecutivo, perché anche se le elezioni dessero una maggioranza certa, prima della prima metà di aprile per tempi tecnici non ci potrebbe essere un nuovo governo. Ma la sua permanenza potrebbe durare anche di più se dal voto non uscisse un vincitore netto e i tentativi di individuare un nuovo presidente del Consiglio richiedessero più settimane.

Per questo il Capo dello Stato ha voluto che Gentiloni restasse con pieni poteri: oltre alla gestione degli affari correnti, delle diverse criticità che il Paese deve affrontare, ci sono alcuni vertici internazionali a cui partecipare e il Documento di economia e finanza , che di fatto stabilisce il quadro di politica economica per l’anno a venire, da presentare alle Camere entro il 10 aprile.

Dunque Gentiloni è in sella, si mostra fiducioso e assicura che “l’Italia non si metterà in pausa”, il pericolo di instabilità, anche agli occhi degli osservatori internazionali, deve essere fugato perché ne va degli interessi del Paese. Poi fa notare che ora tocca al presidente della Repubblica guidare la transizione, secondo le norme stabilite dalla Costituzione.

E non è un caso che proprio mentre Gentiloni si accomodava nella tribunetta stampa dell’aula dei gruppi alla Camera per l’avvio della conferenza stampa, Silvio Berlusconi a La7 lo lodava: “Gentiloni continuerà ad essere il presidente del Consiglio in un delicato periodo. E’ persona gentile e moderata: saprà gestirlo con avvedutezza”. Una lode, quella giunta dal presidente di Forza Italia, in cui molti hanno letto un avallo a un possibile bis.

Ma di bis Gentiloni non vuole nemmeno parlare, ha glissato tutte le domande su un suo possibile impegno da premier per il futuro governo. “Dipende molto dalle condizioni politiche in cui si troverà il Paese” ha detto parlando di riforme e non solo. Di certo c’è che per i prossimi mesi, in Italia e all’estero, sarà lui a guidare il Paese sotto la supervisione del Quirinale. Ma chi lo conosce bene già spiega che tutti i passaggi cruciali che eventualmente dovrà affrontare saranno gestiti d’intesa con le forze politiche, evitando strappi e forzature. Per il dopo si vedrà. Tutto dipenderà dalle elezioni e nessun sondaggio può anticipare il futuro.



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