Berlusconi torna in campo. E spinge per l'asse tra Ppe e sovranisti

Un'alleanza tra tutte le forze conservatrici in Europa che escluda i socialisti. L'obiettivo del Cav non sembra distante da quello di Salvini e Orban

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 (Afp)
 Silvio Berlusconi

Un asse di centrodestra in Europa, oltre che alle amministrative: Silvio Berlusconi torna in campo e rilancia la proposta al Ppe affinché molli la sinistra e "si allei con i sovranisti che da soli non conterebbero niente". Le forze politiche guardano al 26 maggio. "Salvini cambi alleanza", sottolinea l'ex premier che questa mattina ha lasciato l'ospedale San Raffaele e si è detto pronto a scendere in campo nelle ultime due settimane di campagna elettorale (per lui tv e interviste, al momento no comizi).

Ma se per l'ex presidente del Consiglio è possibile che nel post Europee si arrivi ad un nuovo governo e ad una nuova maggioranza, fonti parlamentari della Lega sottolineano che qualora si dovesse arrivare ad una crisi di governo ci sarebbe solo il voto. Il partito di via Bellerio intanto osserva le mosse di Viktor Orban che ha annunciato di non voler più sostenere più il candidato del Partito popolare europeo (Ppe), Manfred Weber, alla guida della Commissione Ue. "Siamo pronti ad accoglierlo", dicono nel Carroccio. Con il convincimento però che i giochi si faranno solo dopo le urne, perché il Ppe non può mollare il premier ungherese mentre quest'ultimo punta solo a spostare gli equilibri della famiglia popolare.

Ma il fronte che Salvini sta costruendo potrebbe ritrovarsi insieme con Orban dopo il 26 maggio, con il premier ungherese che farebbe da collante nel dialogo con i conservatori. "La nostra linea di tenuta - dice da parte sua Luigi Di Maio - è non far fare il 51% ai vecchi partiti, Ppe e Pse, perché così avremo un nuovo gruppo che mi consentirà di essere determinante nelle votazioni al Parlamento europeo".

Intanto nei sondaggi forniti da Swg per la prima volta la Lega avrebbe perso un punto con M5s che guadagnerebbe lo 0,9% 'sorpassando' il Pd. Salvini punta a giocare il 'rush' finale della campagna elettorale sulla necessita' di ridurre le tasse e di ripresentare il progetto dell'autonomia, mentre M5s non esclude - qualora Siri non si dimettesse - a rilanciare la questione dei 49 milioni della Lega.

Sul sottosegretario è sempre muro contro muro. "Questo governo non sa altro che litigare", osserva Berlusconi. FI teme un risultato non troppo positivo alle Europee ma - afferma l'ex presidente del Consiglio - "ci siamo dati una missione per l'Italia, quella di avere dei voti che uniti a qualche voto negativo degli alti partiti che oggi stanno insieme al governo possano dare la possibilità di arrivare ad un nuovo governo".

Nel partito azzurro c'è chi pensa che l'editore Urbano Cairo possa scendere in campo proprio nei prossimi mesi per formare un contenitore centrista e chi lavora allo stesso tempo ad un incontro tra i 'big' del partito per evitare che dopo il 26 maggio ci possa essere un 'redde rationem' tra i dirigenti o un eventuale 'endorsement' di Berlusconi a Salvini.



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