Migranti e lotta alle diseguaglianze: cosa ci aspettiamo dal nuovo governo

Oxfam commentò positivamente gli impegni presi da Giuseppe Conte quando si insediò la prima volta, 14 mesi fa. Ma le nostre attese sono state in gran parte deluse. Ora ci riproviamo. Sarà davvero un governo di svolta?

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FATHI NASRI / AFP
Migranti in Tunisia

Esattamente 15 mesi fa, Oxfam commentava il discorso di insediamento del primo governo Conte con queste parole: “Ci auguriamo e ci aspettiamo che questo governo, presieduto da un giurista, debba e faccia valere i principi della Dichiarazione universale dei diritti umani e delle altre dichiarazioni europee e internazionali che tutelano i diritti delle persone per tutti coloro che vivono in Italia, e nel mondo”. Un’aspettativa che il governo dei porti chiusi ha tragicamente disatteso.

Eccoci ad un anno e mezzo dopo. Lo stesso Premier chiede la fiducia di fronte al Parlamento su un governo definito da lui stesso del “Nuovo Umanesimo”, ossia orientato al “primato della persona, con i suoi diritti inviolabili e inderogabili doveri, il lavoro come supremo valore sociale per rendere ogni uomo un cittadino pleno iure, l'uguaglianza nelle sue varie declinazioni, il principio di laicità e la tutela di libertà religiosa, il ripudio della guerra, la promozione di pace e giustizia”. Parole che Oxfam condivide pienamente, ma che, visto il precedente, difficilmente possono garantire, da sole, quella discontinuità evocata a lungo nel corso della convulsa crisi agostana che ha dato vita al Conte bis. Eppure…qualcosa si è mosso.

Un primo cambio di passo sul lavoro?

In alcuni passaggi del discorso del Presidente si è avvertito un cambiamento di passo. In primis sul lavoro, con il progetto di andare avanti sul salario minimo e di stabilire un giusto compenso per i lavoratori non dipendenti, assieme all’annuncio di una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni e alla volontà di contrastare lo sfruttamento del lavoro. Su questo tema, impossibile non pensare che i giorni dell’insediamento del Conte I furono anche i giorni della tragica uccisione di Soumayla Sacko.

Per questo ci auguriamo che la nomina della sindacalista Teresa Bellanova come Ministro dell’Agricoltura costituisca il segnale di un rinnovato impegno sul contrasto allo sfruttamento in agricoltura. Un’azione che auspichiamo guardi a garantire equità e salari e redditi dignitosi per i lavoratori agricoli e i piccoli produttori, chiedendo alle aziende dell’agroalimentare e della GDO, di mettere in atto le necessarie azioni per prevenire, mitigare e rimediare a qualsiasi violazione dei diritti umani lungo la filiera agro-alimentare.

Eliminare disuguaglianze di accesso a sanità e istruzione di qualità, come priorità

Un sostegno al lavoro che, stando alle intenzioni, dovrà realizzarsi anche con il rafforzamento dei servizi pubblici, anche in ottica di conciliazione con la vita familiare. Conte riconosce che “rafforzare l'offerta e la qualità dell'educazione fin dal nido è un investimento strategico per il futuro della società, perché combatte le diseguaglianze sociali”. Un tema, quello dell’accesso universale a servizi pubblici gratuiti e di buona qualità, che Oxfam ha sempre considerato fondamentale per la riduzione della disuguaglianza e che è richiamato anche nell’impegno a rafforzare l’accesso ai servizi sanitari.

Due ambiti, istruzione e salute, su cui è necessaria un’azione immediata e incisiva: sia investendo maggiormente (l’Italia è ancora il fanalino di coda in Europa per risorse allocate sull’istruzione in rapporto al Pil), sia rafforzando la sanità pubblica. Su questo la sfida è garantire - in linea con la nostra Costituzione - l'universalità di accesso al sistema sanitario nazionale per ogni individuo presente sul nostro territorio, tutelando i più vulnerabili, come i migranti e mantenerne la sostenibilità e l’equità, evitando in primis disuguaglianze territoriali.

Dalla “decrescita felice” alla “crescita equa e solidale”, l’evoluzione del Movimento

Sempre per restare in ambito economico, non possiamo fare a meno di notare che alla decrescita felice spesso menzionata, in passato, dal Movimento 5 Stelle si sostituisce il concetto di crescita equa e solidale favorita anche da un rinnovato ruolo del pubblico, prefigurando la costituzione di una banca pubblica per gli investimenti nel Sud. In questo, l’annuncio di un green new deal è forse il fattore più distintivo che questo governo si pone rispetto ai precedenti: un obiettivo condiviso dalle forze politiche, ma anche una risposta a un tema che Oxfam, con tante altre organizzazioni ambientaliste e di sviluppo, pone con forza da alcuni anni nel dibattito pubblico. 

“Addio Flat Tax”, ma sono tanti i nodi da sciogliere in Italia ed Europa

Eccoci quindi al tema fiscale, che avrà il suo primo banco di prova con la prossima Legge di Bilancio. “Tutti, ma proprio tutti, devono pagare le tasse, affinché tutti possano pagare meno”, ha sottolineato Conte, tracciando con queste parole un segnale di discontinuità con il passato, su cui non possiamo non concordare. A patto che venga abbandonato il ricorso a condoni e rottamazioni che, a fronte di introiti, spesso modesti nell’immediato, non contribuiscono a incentivare la cultura dell’onestà fiscale nei cittadini. Allo stesso tempo però sono altri i nodi cruciali da affrontare seriamente: il potenziamento dell’efficienza dell’amministrazione fiscale centrale; l’ampliamento dell’organico delle sedi territoriali dell’Agenzia delle Entrate; il ripensamento degli ostacoli posti all’attività di prevenzione dell’evasione e riscossione dalla legge sulla privacy. 

Non può non balzare all’evidenza un altro segnale di discontinuità: l’allontanamento dall’idea di Flat Tax, voluta dalla Lega. Un’inversione di marcia esplicitata nella volontà “di una graduale rimodulazione delle aliquote a sostegno dei redditi medi e bassi, in linea con il fondamentale principio della progressività della tassazione” . Sul tema l’auspicio quindi è che si vada verso una riforma del grado di progressività dell’IRPEF, e anche oltre, considerando l’opportunità di estendere la base imponibile della progressività, inglobandovi redditi diversi da quelli da lavoro, secondo criteri di equità, effettività ed efficienza economica.

C’è poi un tema fiscale che guarda alle politiche europee. Il riferimento – che affianca il messaggio del Presidente Mattarella al Forum di Cernobbio – è ad un’ Europa dove “i profitti devono essere tassati dove effettivamente sono realizzati e dove si contrastano le pratiche di concorrenza sleale, non solo in ambito commerciale, ma anche fiscale, attraverso l'introduzione di un'aliquota minima europea” per i redditi d’impresa. Un tema, il contrasto a pratiche fiscali dannose e ai paradisi fiscali societari, che vede oggi alcuni Paesi in prima fila nella forsennata corsa al ribassoin materia di fiscalità d’impresa, su cui Oxfam è attiva da tempo nell’interlocuzione con le istituzioni italiane ed europee e che ci auguriamo possa essere ripreso con efficacia anche nei lavori del nuovo Parlamento UE e della Commissione appena insediata.

Sulle politiche migratore una semplice “correzione” non basta

C’è un tema, tuttavia, su cui il Conte II nasce all’insegna di una correzione e non di una necessaria inversione di rotta: le politiche migratorie.Pur riconoscendo la novità rappresentata dal riferimento ad un necessario approccio strutturale e a soluzioni concrete e di provata efficacia come i corridoi umanitarifacciamo nostre le parole dell’onorevole Rossella Muroni durante il dibattito: “Però, signor Presidente del Consiglio, ci può concedere da subito di sentirle dire che chi salva vite umane in mare non è un criminale? Perché, a proposito di cura delle parole, questo ci è stato detto in questi mesi, che chi, come noi, si metteva in mare per salvare vite umane era un criminale. Ecco, queste sono parole che noi non vogliamo e non possiamo più sentire.” Ebbene, Conte tali parole non le ha mai pronunciate.

Ci auguriamo, allora, che a parlare siano le politiche, disegnando da subito un cambio di approccio che annulli i Decreti Sicurezza.Potenziando il sistema SPRAR e abbandonando logiche emergenziali. Lavorando per l’integrazione sociale, scolastica e lavorativa dei migranti. Prevedendo nuovi canali di ingresso per lavoro e ricerca di lavoro e forme di regolarizzazione e di emersione per chi è già presente nel paese e costretto a alimentare le fila dei lavoratori in nero. Rilanciando l’idea di una legge sullo Ius Soli.

Superando la Bossi Fini e la logica dei decreti flussi. Crediamo che su questi temi la proposta di legge di iniziativa popolare della campagna “Ero Straniero”, meriterebbe di diventare norma dello Stato. Infine Oxfam chiede con forza all’Italia di tornare a giocare un ruolo di primo piano in Europa, lavorando per rilanciare l’idea di un Sistema di Asilo Europeo che rimetta al centro i diritti delle persone e la solidarietà tra gli stati membri. A partire dal rilancio di un meccanismo comune europeo di ricerca e salvataggio in mare, accompagnato da un dispositivo di redistribuzione automatica dei richiedenti asilo tra gli stati. E infine, ma non per ultimo, lavorando per la revisione del Trattato di Dublino.

Una politica estera appena tratteggiata: verranno mantenuti gli impegni di aiuto ai paesi poveri?

Molti temi non sono stati toccati dal discorso del Presidente Conte o sono stati appena tratteggiati. Il tema della politica estera è tra questi. Su tutti la vistosa assenza di un riferimento al rilancio di politiche e strumenti di cooperazione allo sviluppo, pure presente nel programma di governo, con particolare riferimento all’Africa. Anche su questo tema, ci auguriamo che l’Italia mantenga l’impegno ad investire in aiuti pubblici almeno lo 0,30% del PIL nel 2020.

Accompagnandolo con politiche – in materia, ad esempio, di accesso ai farmaci o salute globale - capaci di ridurre povertà e disuguaglianza e rispondere alla tutela dei beni comuni globali. L’ultimo atto del Conte I è stato l’incremento delle risorse al Fondo AIDS, Tubercolosi, Malaria. Ebbene, su questo sì, ci piacerebbe, vorremmo continuità. Sul resto, attendiamo davvero un “Governo di svolta”.



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