A Natale per una buona causa un pensiero non basta

Soffrono la fame 815 milioni di persone (200 milioni sono bambini che non hanno compiuto 5 anni)

A Natale per una buona causa un pensiero non basta
Foto: Tom Pietrasik 

Il Natale è alle porte, tutti sembriamo rincorrere il regalo perfetto, che inevitabilmente si fa fatica a trovare, salvo ripiegare su qualcosa di banale e insignificante, in nome di quel rassicurante in fondo “basta il pensiero”.
 
Eppure esistono anche altri tipi di regali che, per il significato che hanno, riescono a farsi atto, dando una reale conseguenza a quel pensiero. Atti che aiutano concretamente chi vive sulla propria pelle l’impatto devastante di guerre, conflitti e cambiamenti climatici.
 
Mi riferisco ai regali solidali di Oxfam. Un pensiero di chi fa il regalo, come di chi lo riceve, ma soprattutto un atto di entrambi a favore di una famiglia che ha bisogno di risorse concrete, come cibo, acqua, bestiame, coperte. Una delle tante famiglie che ha perso tutto a causa di conflitti, siccità, persecuzioni, e che si trova a vivere dentro i più gravi contesti di crisi alimentare del mondo di oggi, senza cibo, acqua, risorse.
 
Sono 815 milioni – parlando di numeri - le persone che a oggi, secondo l’ultimo rapporto della FAO, nel mondo soffrono la fame, e che in contesti come l'Etiopia, lo Yemen, la Somalia, il Sud Sudan e la Nigeria nord-orientale stanno sopportando lo scempio della fame, combattendo ogni giorno tra la vita e la morte, per assicurarsi anche solo quel poco che la terra, arida, riesce a mettere loro a disposizione. 
Di questi, 200 milioni sono bambine e bambini che non hanno ancora compiuto cinque anni, e lottano ogni giorno con la malnutrizione. Uomini, donne e piccoli che stanno rimanendo senza cibo e ogni giorno hanno sempre meno sulla loro tavola.
 
Come i genitori di Rekebki, Wubalem e Tsega, che nel villaggio di Mecha, in Etiopia, dove Oxfam è al lavoro per garantire accesso al cibo e un reddito dignitoso alle comunità di agricoltori e allevatori duramente colpite dalla siccità, hanno a disposizione per un’intera settimana solo alcune manciate di farina, poche verdure, olio vegetale e il berberè, una pasta di spezie.
 

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Questo Natale, per tutte quelle famiglie come quella di Rekebki, nei contesti di emergenza umanitaria dove Oxfam è al lavoro per garantire l’accesso a cibo, acqua potabile, terra, e dove la sopravvivenza delle persone dipende dagli aiuti umanitari, quel pensiero potrebbe trasformarsi davvero, con un semplice gesto, in un’azione importante e significativa. Grazie all'iniziativa di raccolta fondi “Quanto è grande la tua tavola?” e al sostegno di voi tutti, si potranno simbolicamente aggiungere posti a tavola, apparecchiare e animare le tavole vuote di tante famiglie. Perché in questi casi il pensiero non basta e deve potersi trasformare in azione e aiuto tangibile. In un piatto di riso, un barattolo di miele, un ortaggio, un pezzo di pane, una tanica piena d'acqua pulita. Perché quando si parla di sopravvivenza e futuro, non si può lasciar vincere l'indifferenza.
  
Con soli 13€, si potrà garantire a una famiglia la farina necessaria per produrre pane per un mese, mentre con poco più di 50€ si potrà concorrere all'installazione di un impianto di irrigazione a goccia per la coltivazione di un orto. Allora sì che quel pensiero natalizio, fondamentale per quelli che concretamente raggiungerà, si rivelerà più prezioso del solito e basterà veramente a sé.
 
Si può sostenere la campagna di Oxfam “Quanto è grande la tua tavola?” cliccando qui; o acquistare un regalo solidale o una e-card nella sezione dedicata del nostro sito.



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