Mina e Ivano Fossati faranno un album (di inediti) insieme

Otto anni fa il cantautore aveva deciso di ritirarsi dal mondo della musica. Per fargli cambiare idea serviva l'intervento della più grande cantante italiana di sempre

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Gaetano Lo Porto / AGF
Ivano Fossati

Otto anni fa Ivano Fossati annunciava all’Italia intera la sua volontà di mettere da parte il mondo della musica, quel mondo, il cantautorato italiano in particolare, che lui ha contribuito con il suo talento a rendere uno dei capitoli più luminosi della storia della nostra musica. Otto anni durante i quali è riuscito ad uscire fuori dai radar, a non essere coinvolto nella caciara social mediatica che produce il carrozzone della musica italiana.

Una motivazione ragionevolmente anagrafica, come di chi ha dato a questa arte tutto ciò che poteva o aveva voglia di dare, nonostante la delusione di una fetta di pubblico, sempre più stretta purtroppo, legata al suo stile unico, alla sua poetica lucida e precisa, uno degli ultimi di una generazione di cantautori che con le sue parole ci hanno di fatto formati come popolo, realizzando canzoni che, oltre ad essere belle, accarezzando più volte il capolavoro, sono veri e propri inni alla nostra anima di uomini, donne, cittadini, lavoratori, amati e amanti.

Fossati ha cantato ogni sfaccettatura della nostra esistenza rendendola epica, profonda, molto più di quanto noi stessi senza saremmo mai riusciti a comprendere lo fosse. Anche Mina è sparita, ed è una sparizione alla quale ormai ci siamo abituati, il suo fantasma in carne ed ossa si aggira sopra le teste di chi fa musica concedendoci alle volte, improvvisamente, come il più romantico degli incubi, una voce nella notte, splendida come lo è sempre stata, probabilmente la più suggestiva ed extraterreste della nostra storia pur ricca di ottime interpreti. Ma mai nessuno come Mina.

È per questo che serviva proprio lei, la tigre di Verona, a convincere Fossati ad uscire dal proprio mutismo e scrivere un intero album da cantare poi insieme. Undici inediti, disponibili al pubblico dal 22 novembre. Un evento che dovrebbe costringerci ad andare a letto presto per tutti questi due mesi che ci separano da quella data, in modo tale da avere l’impressione che le giornate passino più in fretta. Due mesi durante i quali non dovremmo più scendere sotto una determinata soglia di qualità di ascolto musicale, per non restare poi scioccati da ciò che potrebbe uscire da una simile collaborazione.

“Dopo otto anni – scrive Fossati in una nota stampa - la mia decisione non cambia: non torno a fare dischi né concerti, ma per niente al mondo mi sarei negato la gioia di scrivere questo album.  Nessun musicista sano di mente direbbe no a Mina”. È vero, si può dire no anche al pubblico, alla fama, alla storia, tutte cose alle quali Fossati già da anni ha detto no, ma con Mina non ci riesce nemmeno lui.

Secondo quanto scrive La Repubblica, l’album dovrebbe intitolarsi proprio “MinaFossati” e sarebbe un progetto nato tutt’altro che in maniera estemporanea, “Ai tempi di Veleno – racconta lo stesso Fossati in una sua biografia -  ci siamo incontrati una sera a cena a Milano, perché ci era venuta una gran voglia di realizzare un disco insieme dopo che io avevo fatto un piccolo intervento nella sua versione di Notturno delle tre. Ne abbiamo parlato un po’, ma per i miei soliti timori, e anche perché i discografici ci si sono messi come sempre di mezzo, non ne abbiamo fatto nulla. Non me la sentivo. Lei ha compreso benissimo, ma io temevo che a non comprendere sarebbe stato il grande pubblico. L’idea mi sembrava un po’ sbilanciata, non mi dava molta sicurezza. È un episodio così surreale che a volte mi sembra di averlo solo immaginato. Qualcuno dovrebbe chiedere a Mina".

Ora tutto ciò diventa realtà, immersi, accerchiati, da una discografia che spinge sempre più alla nostalgia, al rimpianto per i tempi andati, MinaFossati arriva come una ventata di aria fresca.      



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