Salvarsi dall'uragano  Harvey  usando le mappe (collettive) di Google

Ogni punto identifica un indirizzo preciso ed è accompagnato da una descrizione delle persone

Salvarsi dall'uragano  Harvey  usando le mappe (collettive) di Google
Su Google Map è stata costruita una mappa per aiutare le popolazioni del Texas colpite dall’uragano Harvey. Ogni punto identifica un indirizzo preciso ed è accompagnato da una descrizione delle persone che, a causa delle inondazioni, si trovano in difficoltà. A volte solo nomi, a volte solo un breve racconto di quello che sta succedendo e del pericolo che si sta correndo: “3 persone, 1 donna incinta, un cane”. A volte, invece, con molti più dettagli: “Un uomo di 85 anni è bloccato al secondo piano delle sua abitazione mentre l’acqua sta continuando a salire”. In alcuni casi ci sono anche i numeri per provare a raggiungere telefonicamente chi ha bisogno di essere soccorso. Un vero censimento in grado di mappare chi resiste alle intemperie e, soprattutto, di ridurre i tempi degli interventi.
 
Salvarsi dall'uragano  Harvey  usando le mappe (collettive) di Google

Tra mappe e social: come chiedere aiuto

I punti si dividono principalmente in base al colore e alla gravità della situazione in cui ci si trova. Quelli blu, ad esempio, identificano casi in cui le condizioni si stanno aggravando ma che non sono ancora in fase critica mentre quelli rossi sono vere segnalazioni di emergenza. Molti nuclei familiari hanno anche iniziato a evidenziare quale tipo di assistenza medica necessitano. La mappa non è pubblica ma può essere raggiunta da questo link e si aggiunge a quella che, sempre Google, ha diffuso nei giorni scorsi sullo stato del territorio. Anche Facebook, già dal 24 agosto, ha attivato il suo safety check per far sì che gli utenti possano dare notizie e tranquillizzare amici e parenti.

Le donazioni dei “grandi”

Si moltiplicano intanto gli annunci di solidarietà per le zone colpite. Sia Amazon che Microsoft hanno annunciato su twitter che aiuteranno con delle donazioni alcune realtà, come la Croce Rossa, ad affrontare le emergenze dovute alla tempesta.  L’azienda di Jeff Bezos, ad esempio, insieme a Whole Foods, donerà un milione di dollari per la causa. 
L’ultimo bollettino, pubblicato poche ore fa, parla di almeno 10 vittime. Ma sono oltre 75mila le richieste di aiuto per colpa degli allagamenti che hanno sepolto Houston e molte altre città dello stato del sud. Le autorità stimano che 30.000 sfollati avranno bisogno di trovare rifugio abbandonando la propria casa.


Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it