La mappa più vecchia d'Australia torna in vita dopo 350 anni di sepoltura (in un magazzino svedese)

Realizzata nel 1659 dal cartografo olandese Joan Blaeu, e ritrovata nel 2010, sarà esposta a Canberra. Dopo un difficilissimo restauro durato diversi anni

La mappa più vecchia d'Australia torna in vita dopo 350 anni di sepoltura (in un magazzino svedese)

L'Archipelagus Orientalis, una rarissima mappa dell'Australia che si credeva perduta e che è stata ritrovata in un magazzino di stoccaggio in Svezia, nel 2010, è stata resa accessibile al pubblico fino a metà del 2018. È stata creata da Joan Blaeu nel 1659 ed è stata conservata per 350 anni prima di saltare fuori senza che i proprietari capissero di che cosa si trattasse. Se ne sono accorti solo quando hanno deciso di venderla all'asta, nel 2013, per oltre 600mila dollari. Il compratore? La Biblioteca Nazionale d'Australia. E ora, dopo alcuni restauri, è finalmente disponibile per essere ammirata nella Galleria dei Tesori, a Canberra.  

Una mappa che racconta l'Australia prima che fosse Australia 

L'Archipelagus Orientalis non è una cartina geografica come le altre e si ritiene che ne siano sopravvissute solo due esemplari. È il certificato di nascita di un Continente intero ed è stata disegnata seguendo le segnalazioni dell'equipaggio di Abel Janszoon Tasman che, navigando a bordo della Zeehan, nel 1642, giunse nei pressi di quella che isola che poi fu chiamata, in onore del Capitano, proprio Tasmania. Allora, però, decise di darle il nome di "Terra di Van Diemen" in onore del governatore olandese che gestiva gli interessi di Amsterdam nelle indie orientali. Le cronache raccontano del suo sbarco nella Baia di Blackman e della bandiera olandese piantata con decisione in quella che è una delle scoperte più importanti ma che, al tempo, non soddisfò affatto gli olandesi, delusi da una spedizione che non portò le ricchezze sperate. È la prima mappa inoltra a chiamare l'insieme di quelleterre come "Nova Hollandia" raggruppando tutte quelle scoperte fatte, negli anni, da quella che era la più importante flotta navale del tempo. Per gli storici è uno dei modelli che l'esploratore Cook seguì per esplorare le coste orientali dell'Australia nel 1770  ridisegnandone confini e possessi.  

Preserving Blaeu's 'Archipelagus Orientalis' (1663) at the National Library of Australia   

La mappa più vecchia d'Australia torna in vita dopo 350 anni di sepoltura (in un magazzino svedese)

Uno straordinario recupero 

Martin Woods, il curatore della sezione cartografica della Biblioteca, ha raccontato quanto il lavoro di Blaeu sia importante oggi per capire i movimenti della Compagnia della Indie, autrice di almeno una dozzina di viaggi nel corso di circa 30 anni. Quando l'Archipelagus Orientalis è arrivato dall'Europa il suo stato di conservazione era preoccupante: "Abbiamo dovuto prendere un rischio" racconta Woods. Un rischio che però ha dato i suoi frutti anche secondo la direttrice della Biblioteca nazionale: "Quando ho visto la mappa per la prima volta mi sono accorta che persino respirarle vicino poteva creare danni. I nostri restauratori hanno fatto un lavoro che è andato oltre le nostre aspettative".  

Cosa racconta la mappa

Nonostante abbia quasi 350 anni, la cartina di Blaeu è sorprendente. Nonostante manchi quasi tutta la costa orientale, si intravede il Queensland, unito alla Nuova Guinea (visto che lo stretto di Torres doveva ancora essere scoperto) e c'è persino un'ombra che può essere riconducibile alla Nuova Zelanda. Nella parte superiore invece ci sono quei territori che gli olandesi conoscevano bene: dall'Indonesia alle Filippine. Una carta d’identità perduta e oggi tornata alla vita. 



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