Francesco ricorda il messaggio bolivariano della Vergine Aparecida. E incoraggia la richiesta di giustizia per Viroche

Il Pontefice è molto preoccupato per le crisi politiche e sociali del Sudamerica

Francesco ricorda il messaggio bolivariano della Vergine Aparecida. E incoraggia la richiesta di giustizia per Viroche

Papa Francesco è tornato a parlare del terremoto istituzionale che l'anno scorso ha portato all'impeachment di Dilma Rousseff , la presidente del Brasile democraticamente eletta che stava portando avanti importante riforme sociali bloccate attraverso una strategia di tipo politico-giudiziario che ha preso di mira anche l'ex presidente Lula, anche lui promotore di politiche sociali a favore della popolazione povera. "In questo momento difficile del Brasile, la Vergine Maria è un segno che spinge verso l'unità fondata sulla solidarietà e sulla giustizia. Dio vi benedica”, ha detto ai fedeli brasiliani presenti all'Udienza Generale.

Francesco si è rivolto ai diversi gruppi di sacerdoti, religiosi e fedeli brasiliani residenti a Roma, "venuti - ha detto - per condividere la gioia per il giubileo dei 300 anni di Nossa Senhora Aparecida, la cui festa si celebra domani". In proposito il Papa ha ricordato "la storia dei pescatori che hanno ritrovato nel fiume Paraiba do Sul il corpo e poi il capo della statua della Madonna, successivamente uniti insieme". Per Francesco quel miracolo racchiude il messaggio bolivariano della “Grande patria” che rappresenta anche oggi una visione attuale, la stessa peraltro espressa dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, con  la richiesta di più multilateralismo nei rapporti internazionali (dove una forte e democratica America Latina, con la sua sete di giustizia garantirebbe anche i diritti dell’Africa).

Francesco ricorda il messaggio bolivariano della Vergine Aparecida. E incoraggia la richiesta di giustizia per Viroche
  Dilma Rousseff

La crisi del Brasile e i problemi di Venezuela, Colombia e Ecuador

È noto che Papa Francesco ha una grande considerazione per Dilma Rousseff, ma il fatto più importante è che il Pontefice non può certo approvare l'attuale assetto del Brasile, dove avrebbe dovuto recarsi proprio in questi giorni per l'anniversario di Aprecida, e dove invece ha rinunciato ad andare mandandovi come legato il cardinale Giovanni Battista Re. In proposito va ricordato quanto Francesco ha detto nell'incontro con il Celam del 16 maggio 2016 (la cui sintesi autorizzata è riportata sul sito del Celam)  quando ha parlato di “golpe di stato bianco”.  “Il Santo Padre - si legge sul sito del Celam - ha mostrato preoccupazione per i problemi sociali che si vivono in America Latina in generale. È preoccupato per le elezioni negli Stati Uniti, per la mancanza di attenzione più viva sulla situazione sociale dei più poveri ed esclusi.

È preoccupato per i conflitti sociali e politici in Venezuela, Brasile, Bolivia e Argentina … In breve: in alcuni Paesi si può passare ad un ‘golpe di stato bianco’. È preoccupato per le carenze del popolo haitiano e per la mancanza di dialogo tra le autorità dei Paesi che condividono l’isola, Haiti e Repubblica Dominicana, allo scopo di trovare una soluzione legale ai migranti e agli sfollati. È preoccupato per il modo di intendere cosa è uno stato laico così come per il ruolo della libertà religiosa da parte delle autorità messicane. Il Papa incoraggia a vedere il progresso che si raggiunge con i processi di pace in Colombia e lo entusiasma il suo prossimo viaggio in questo Paese per una visita pastorale ad un popolo così colpito dalla violenza e bisognoso di intraprendere sentieri di perdono e riconciliazione. Il Papa si entusiasma quando parla della Patria Grande, l’America, e degli sforzi, che non si devono fermare, per conquistare l’integrazione dei nostri popoli. Per tutto questo occorre avvicinare posizioni, ristabilire il dialogo sociale e trovare soluzioni consensuali alle sfide che esistono nel mondo di oggi”.

La sottolineatura dell'entusiasmo di Francesco per l'ideale bolivariano non può velare però l'inquietudine che il Papa vive in questo passaggio per la povertà crescente, e le tensioni presenti in vari paesi come Venezuela, Bolivia, Ecuador, Brasile e Argentina (dove il presidente Mauricio Macri, considerato filomericano, non ha visto ancora accolto da Francesco il suo invito a visitare la propria patria: il Papa non vi è ancora tornato dalla partenza per il Conclave nel febbraio 2013).

Proprio a questi paesi si era riferito  Francesco aveva parlato di possibili “colpi di Stato bianchi”. In Brasile è già in atto. Ed anche l’Ecuador e la Bolivia stanno attraversando momenti piuttosto impervi (a causa di inchieste giudiziarie che sembrano pilotate in quanto oggettivamente favoriscono le destre) dopo i buoni risultati economici e sociali delle presidenze di Evo Morales e di Rafael Correa, un leader latinoamericano unanimemente stimato per la sua lucidità e le capacità politiche. Proprio quest’ultimo, da Bruxelles dove si è ritirato, ha espresso preoccupazione per il ritorno della destra nell’America Latina, che sta paralizzando le organizzazioni regionali del continente, e asseconda l’attuale politica del presidente americano, Donald Trump, che ha già rotto le relazioni con Cuba, Messico e Venezuela, che, ha detto, “è un paese sotto attacco mediatico, economico ed esterno”. “La soluzione è la pace e la democrazia. E la soluzione spetta al Venezuela stesso, non ai paesi egemonici”, chiarisce esprimendo infine un durissimo giudizio su Lenin Moreno, il suo successore alla guida dell’Ecuador, un paese che durante la precedente presidenza aveva compiuto passi da gigante sul piano sociale, economico e della conseguente credibilità a livello internazionale.

Francesco ricorda il messaggio bolivariano della Vergine Aparecida. E incoraggia la richiesta di giustizia per Viroche
Papa Francesco (Afp) 

Mentre in Colombia, dove il mancato appoggio dei vescovi al processo di pace ha provocato le dure reprimende di Francesco durante il recente viaggio apostolico, si vive una tragedia nazionale di cui i medi occidentali parlano pochissimo: il massacro dei campesinos  (15 secondo l’Antidiplomatico, otto o sei secondo altre fonti mentre oltre 50 sono rimasti feriti) nel sudest del paese, dove gli agenti hanno sparato sui contadini che tentavano di ribellarsi alla eradicazione forzata delle coltivazioni di coca.  

"Di certo, e al di là dei conflitti istituzionali e politici, che variano e hanno caratteristiche proprie da paese a paese, l'allarme del Papa - ha commentato Francesco Peloso su Vaticaninsider -  è per la condizione delle popolazioni della regione e per una crisi economica che diventa sempre più facilmente crisi sociale le cui prime vittime sono appunto i poveri". 

L’azione discreta di Francesco per chiedere giustizia per Viroche

Lunedì scorso, poi, Papa Francesco ha ricevuto nella biblioteca privata del Palazzo Apostolico i dirigenti dell’Università Nazionale di Tucumán (UNT), che ha incoraggiato a “educare al futuro e alla pace”. Il Pontefice ha salutato personalmente ciascuno dei visitatori donandogli un rosario benedetto. Come è noto, il Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Nazionale di Tucuman ha aderito alla richiesta di fare chiarezza sulla morte di padre Juan Viroche, il sacerdote anti narcos ucciso un anno fa nella sua chiesa a La Florida mentre si preparava a denunciare il sequestro di alcune minorenni destinate alla prostituzione nei night. Il documento del Consiglio di Facoltà chiede giustizia per il sacerdote e aderisce al cartello che si è formato durante la mobilitazione seguita alla morte del parroco, che fu trovato impiccato nella sua chiesa, con lesioni sul corpo che sono evidentemente incompatibili con la tesi del suicidio seguita invece dagli inquirenti. “Questa morte, ancora oscura, è di grande peso sociale e politico, a causa della sua connessione con le accuse (mosse pubblicamente da padre Viroche che si preparava ad un’azione legale) di traffico di droga e di prostituzione minorile a La Florida e nell’intera Provincia di Tucuman”, affermano i membri del Consiglio di Facoltà.

Intanto, a un anno dall’uccisione, padre Juan Viroche non ha avuto (ancora) giustizia dai tribunali argentini, ma finalmente si è conclusa la rimozione del suo ricordo da parte della chiesa locale. L’amministratore apostolico e arcivescovo emerito di Tucumán, il cardinale Héctor Luis Villalba, si è recato infatti alla parrocchia di Nostra Signora della Valle, a La Florida, per celebrare la messa in ricordo del sacerdote ucciso un anno fa proprio all’interno della chiesa. Ed ha consentito finalmente di collocare una targa in ricordo di Viroche, il che era stato proibito l’anno scorso. Un nuovo parroco infatti era stato inviato con queste precise indicazioni dall’arcivescovo Alfredo Horacio Zecca, che qualche mese fa, finalmente, è stato rimosso da Papa Francesco, che gli ha tolto anche il titolo di emerito, proprio per non aver difeso padre Juan né da vivo né da morto. Certo rimane l’amarezza per questo anno così triste che i ragazzi di La Florida e Delphin Gallo, le due periferie dello stato provinciale di Tucuman affidate alla guida spirituale di questo eroico sacerdote, hanno trascorso privati anche della solidarietà dei pastori che avrebbero dovuto consolarli dell’assenza del loro padre e fratello maggiore, che per salvarli ha dato la vita. Ma l’arrivo a La Florida di un cardinale per presiedere la messa nel primo anniversario della morte del sacerdote li ha ripagati almeno in parte della grande sofferenza vissuta in questi 12 mesi.



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