Educare all'amore. Papa Francesco 'risponde' sulle spose dell'est

Educare all'amore. Papa Francesco 'risponde' sulle spose dell'est
Papa Francesco (afp) 

Quando alcuni giorni fa ha messo mano al Messaggio per la prossima Giornata della Gioventù, Papa Francesco, ovviamente, nemmeno immaginava la tempesta perfetta creata dal cartello sulle spose dell'Est di una popolare trasmissione televisiva condotta da Paola Perego e che a causa di questa grave gaffe è stata chiusa. Ma le sue parole c'entrano eccome con il problema, reale, che quel cartello evoca.

Il suggerimento implicito in quell’elenco di qualità femminili di cercare come mogli ragazze (in arrivo non solo dall’Est ma anche dall’America Latina, dall’Asia e dell’Africa) forse più remissive delle nostre (che evidentemente a molti italiani fanno paura) ma certo portatrici di culture e valori altrettanto importanti e significativi, fotografa infatti la difficoltà sempre più diffusa di un rapporto equilibrato di coppia nell’Italia di oggi (e in generale nelle società più avanzate). E che questo accada lo vediamo, così come comprendiamo che non sia affatto un male perché nascono bellissimi bambini, italiani ma anche espressioni di altri pezzi di mondo ugualmente belli e degni.

Un melting pot ricco di promesse

Un meticciato che rappresenta per l’Italia intera un futuro ricco di promesse, anche se davanti alle motivazioni elencate, che evocano figure un po’ irreali, sempre con la pancia piatta e che la sera non accampano mai il mal di testa, verrebbe per reazione da dare ragione alle nostre nonne che dicevano: “Mogli e buoi dei paesi tuoi”. Un detto che contrasta in effetti con l’invito reiterato di Bergoglio a costruire ponti e non muri.

“Dio - spiega nel messaggio per la GMG - è venuto ad allargare gli orizzonti della nostra vita, in tutte le direzioni. Egli ci aiuta a dare il dovuto valore al passato, per progettare meglio un futuro di felicità: ma questo è possibile soltanto se si vivono autentiche esperienze d’amore". “Sarebbe un guaio – osserva il Papa – e non gioverebbe a nessuno coltivare una memoria paralizzante, che fa fare sempre le stesse cose nello stesso modo". Ma anche "una società che valorizza solo il presente" non va bene:  tende infatti "a svalutare tutto ciò che si eredita dal passato", e qui come primo esempio Francesco indica l'istituzione del matrimonio. "Si pensa - rileva - di vivere meglio in situazioni cosiddette ‘aperte’, comportandosi nella vita come in un reality show, senza scopo e senza fine. Non vi lasciate ingannare!".

Incapacità di relazioni

Insomma le reazioni contrapposte al cartello del programma di Paola Perego, così come il diffondersi delle agenzie e dei siti internet per il primo appuntamento, non nascondono in effetti soltanto un deprecabile machismo, ovvero l’idea di poter scegliere la moglie  su un catalogo, ma anche una preoccupante incapacità di relazioni che si manifesta in modo eclatante nella solitudine che avanza: una vera desertificazione che in altri paesi sta già creando sconquassi (l’Osservatore Romano racconta dell’aumento dei suicidi tra gli ultrasessantenni in Giappone) e che anche da noi si aggrava come in una spirale. Mentre il calo delle nascite  secondo il Censis Italia ha contagiato anche le coppie straniere che stanno smettendo di fare figli.

Il problema vero che evoca quel cartello ma anche l’allarme dato ieri dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, sul declino demografico, alla fine è l’egoismo che è solo velato dalle considerazioni socio economiche, a partire dalla drammatica carenza di lavoro e dagli affitti troppo alti. Realtà che s’infrangono con l’osservazione molto semplice riguardante le condizioni di vita dei nostri nonni, che tuttavia non hanno impedito le nascite di  nuove generazioni come avviene adesso. 

Egoismo nel cercare una partner remissiva (anche a costo di correre il rischio che sia ‘interessata’) ovvero, all’opposto, nel cercare piuttosto la realizzazione professionale, anche a costo di rinunciare alla propria, salvo poi vivere con angoscia lo scoccare delle ore dell’orologio biologico.

Educare al rispetto dell'altro

E quel che serve, alla fine, non è una verifica sociologica  su chi poi abbia avuto miglior fortuna, ovvero se porti meglio sposare una ragazza nostrana o una ragazza esotica. Ma tentare di educare i nostri (pochi) figli al rispetto dell’altro, cogliendo la ricchezza incommensurabile che ciascuna persona porta. Insegnare loro, insomma, la grammatica dei sentimenti (il cui testo base è il Vangelo ma non mancano manuali ‘inculturati’ come ‘I promessi sposi’, purtroppo quasi espulsi dalle scuole italiane). E trasmettere loro che nella vita i bilanci non si fanno su quanto si è avuto in cambio ma su quanto si è saputo dare. “È vero - scrive ancora Francesco ai giovani di tutto il mondo - che avete pochi anni alle spalle e perciò può risultarvi difficile dare il dovuto valore alla tradizione. Tenete ben presente che questo non vuol dire essere tradizionalisti. No! Quando Maria nel Vangelo dice ‘grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente’, intende che quelle ‘grandi cose’ non sono finite, bensì continuano a realizzarsi nel presente. Non si tratta di un passato remoto". Per Francesco, infatti, "saper fare memoria del passato non significa essere nostalgici o rimanere attaccati a un determinato periodo della storia, ma saper riconoscere le proprie origini, per ritornare sempre all’essenziale e lanciarsi con fedeltà creativa nella costruzione di tempi nuovi”.