Quanto era diversa l'Italia del 1958. Esclusione dai Mondiali a parte 

Un Paese che scopriva il miracolo italiano al volante di una 500 e vestendo Marzotto 

Quanto era diversa l'Italia del 1958. Esclusione dai Mondiali a parte 

Quello era un Paese che ancora usciva dalla guerra, questo è un Paese che ancora non esce dalla crisi. Quello era il Paese che assaggiava il benessere del miracolo economico, questo è un Paese in cui i discount prendono il posto dei supermarket. Quello era un Paese la cui Nazionale non riusciva a qualificarsi per i mondiali, questo è un Paese la cui Nazionale non riesce a qualificarsi per i mondiali. E' l'unico tratto in comune che hanno l'Italia di oggi e quella del 1958, l'anno più evocato in questi giorni di tregenda calcistica nazionale.

Ma com'era davvero l'Italia del 1958?

Fin dalla metà degli anni Cinquanta erano comparsi i sintomi di quello che sarebbe poi stato definito da un giornale inglese il 'miracolo economico' italiano. A innestare la marcia più alta fu l'industria, grazie a investimenti che fecero volare l'occupazione e portarono il contributo del manifatturiero al Pil a oltre la soglia del 45%.

Ecco come stavano le cose nella vita quotidiana del 1958 e come sono oggi. 

Auto

1958 - A dominare erano le minuscole utilitarie Fiat. La Cinquecento era stata appena immessa sul mercato e tre anni prima c'era stato il debutto della Seicento. All'inizio dell'anno la Fiat aveva prodotto 300mila vetture e alla fine del '58 avrebbe inaugurato il sistema di vendita rateale. Nel frattempo Alfa Romeo progettava la Giulietta  

2017 - Poco è cambiato: a maggio il podio delle auto più vendute è tutto occupato da Fiat (Panda, Tipo e Cinquecento) e nella top ten ben 7 modelli sono utilitarie

Elettrodomestici

1958 - A partire dalla fine di quell'anno la produzione di frigoriferi era destinata a crescere da 370mila a un milione e mezzo, quella di lavatrici da 72mila a 262mila, quella di televisori (che nel 1954 non era più di 88mila) a 634mila

2017 -  Nei primi 5 mesi dell’anno, le vendite di grandi elettrodomestici in Italia hanno guadagnato il 3,6% a volume, ma a valore il dato è quasi piatto: +0,2%. Il motivo è da ricercare dalle promozioni, dalla crescita dell’ecommerce e, più in generale, da una riduzione del prezzo medio che colpisce tutti i comparti. Il bonus governativo per l’acquisto di elettrodomestici aiuta a mantenere vivace la domanda, ma non ne preserva il valore.

Da Olivetti a HP

1958 - Le macchine da scrivere portatili e quelle contabili, costruite dalla Olivetti, aumentano rispettivamente di nove volte e di oltre sessanta volte la produzione. A fine anno la casa di Ivrea inizia a sviluppare l'Elea 9003, uno dei primi mainframe computer transistorizzati.

2017 - A partire dal 2012, le vendite di personal computer sono iniziate a crollare di anno in anno, causa lo spostamento degli utenti su smartphone e tablet, più comodi in termini di portabilità e nella navigazione web di tutti i giorni. Tuttavia, con una crescita a sorpresa che ha colto alla sprovvista perfino gli analisti, le vendite di Pc fissi e portatili sono aumentate dello 0,6 %. Tra i produttori HP è riuscita a riprendere il primo posto nella classifica, spodestando Lenovo, in seconda posizione. Seguono Dell, con un incremento del 6,2 % rispetto all’anno precedente e Apple. Olivetti è scomparsa da anni dalla classifica.

Quanto era diversa l'Italia del 1958. Esclusione dai Mondiali a parte 
Mimmo Frassineti / AGF 
 Lettere 22 Olivetti

Industria

1958 - L'Iri fa da volano nei settori della cantieristica, della metalmeccanica, dell'impiantistica, della telefonia e soprattutto in quello siderurgico. La produzione d'acciaio cresce in 2 anni a più di otto milioni di tonnellate rispetto ai tre del 1951. Dal canto loro, la Montecatini, la Pirelli, la Edison, la Falck, la Tosi, la Società Metallurgica Italiana, la Marzotto inanellano un successo dopo l'altro.

2017 - Fca Italy, Leonardo, Saipem, Luxottica, Prysmian, Parmalat, Fincantieri, Prada, Buzzi Unicem e Cofide nel 2016 hanno registrato un giro d’affari di 84 miliardi di euro. Le tedesche fatturano 10 volte tanto.

Europa

1958 - Le apprensioni destate dall'adesione nel 1957 al Mercato comune europeo (si temeva di non poter tenere testa alla concorrenza francese e tedesca) si rivelano infondate. Decisivi sono i vantaggi derivanti dalla partecipazione alla Comunità europea del carbone e dell'acciaio, per via della maggior stabilità dei prezzi del rottame e del rinnovamento degli impianti imposto dalla concorrenza dei partner della Ceca nel mercato interno. 

2017 - Nel 2015 l'Italia ha contribuito al bilancio Ue per 14 miliardi e 231 milioni di euro. La spesa Ue in Italia è stata pari a 12 miliardi e 338 milioni. La Brexit fa scricchiolare la struttura dell'Unione europea, ma apre alla possibilità per l'Italia di incamerare un'agenzia importante come quella per il farmaco.

Export

1958 - La crescente domanda interna è il trampolino di lancio per il boom economico, ma dal 1958 in poi fu soprattutto l'aumento delle esportazioni ad agire da traino per lo sviluppo, grazie alla collocazione all'estero di prodotti finiti più complessi e con più valore commerciale. Tant'è che la quota dell'export italiano, sul totale dei paesi dell'Oece (Organizzazione per la cooperazione economica europea), dal 4,7 per cento del totale passò al 7,3 entro il 1963

2017 -  Il progresso dei primi sei mesi per il nostro export è pari a 16,5 miliardi di euro e proiettando per l’intero anno il trend del periodo gennaio-giugno, a dicembre gli incassi potrebbero superare i 450 miliardi di euro, 33 in più rispetto al record in valori correnti realizzato lo scorso anno, in significativa accelerazione rispetto al magro +1,2% del 2016.

Politica

1958 - Quell'anno vide il succedersi di due governi. Il primo, guidato dal democristiano Adone Zoli, durò in carica fino a luglio e annoverava tra i ministri Giulio Andreotti (Esteri) e Aldo Moro (Pubblica Istruzione). Il secondo, guidato da un altro Dc, Amintore Fanfani (il Fanfani II), era destinato a durare fino al febbraio del '59 e annoverava anche qui Giulio Andreotti (Tesoro) e Moro (Istruzione) . Presidente della Repubblica era il democristiano Giovanni Gronchi.

2017 - A Palazzo Chigi siede Paolo Gentiloni. Al Quirinale l'indipendente - ma di salde origini democristiane - Sergio Mattarella

Sanremo

1958 - Vince Domenico Modugno con 'Nel blu dipinto di blu'

2017 - Vince Francesco Gabbani con 'Occidentali's Karma'

Fonti:

  • Sole 24 Ore
  • Fact-checking Agi
  • Federdat
  • ​Panorama

 



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