Lo show di Belinelli in quattro quarti. Battuta anche l'Ucraina 

Cosa è successo durante il secondo match dell'Italia del basket agli Europei. E ora viene il bello 

Lo show di Belinelli in quattro quarti. Battuta anche l'Ucraina 
Per adesso è percorso netto per l'Italia di Messina agli Europei di pallacanestro. Due partite e quattro punti in classifica. Dopo quella con Israele è arrivata anche la vittoria contro l'Ucraina che puntella la fiducia dell'ambiente in vista dei match più complicati con Lituania, Georgia e Germania. La formula di questi Europei è chiara: 6 squadre per girone con le prime 4 che si qualificano agli ottavi di finale e le ultime 2 che tornano mestamente a casa.
 
L'obiettivo minimo dell'Italia è quello di superare questo primo ostacolo e per farlo ci vogliono almeno tre vittorie. Nel girone di Tel Aviv le due principali indiziate a rimanere indietro sono proprio Israele e Ucraina. Averle battute vuol dire aver fatto il proprio lavoro. Facile a dirsi, bello a vedersi. Da domani gli azzurri potranno capire davvero il loro valore con una Lituania che punta almeno alla semifinale. 
 

Primo Quarto: partenza lenta 

Gli ucraini bissano la partenza della prima giornata quando, nei primi 10 minuti, misero in grande difficoltà la Germania, uscita poi alla distanza. L'Italia inizia con le mani fredde. L'unico a trovare la via del canestro, anche forzando qualche tiro, è Belinelli: 7 punti in pochi minuti e tante soluzioni per lui. Ma sotto il canestro Kravstov fa la voce grossa e, dopo una tripla in contropiede, l'Ucraina allunga 15-11. I ragazzi dell'est sono più alti e più grossi e sotto canestro questa differenza si vede tutta. Messina chiama timeout per ripristinare l'ordine. La risposta arriva in attacco: Datome infila la tripla e Aradori segna i suoi primi due punti in penetrazione. Ma il tempo si chiude con l'Italia lenta e costretta a inseguire una buona Ucraina (16-19). 
 

Secondo Quarto: Belinelli sale in cattedra

L'Italia però è più forte sul perimetro. Aradori e Filloy se lo ricordano, infilano due triple e cancellano la distanza tra le due squadre (23-23). BIligha, il nostro centro di riserva, resta in campo diversi minuti e tra tiri folli, rimbalzi incredibili, difese non perfette (eufemismo) rappresenta al meglio un'Italia troppo confusionaria per essere vera. Gli ucraini sono buoni atleti ma hanno limiti tecnici evidenti. Il risultato? Una partita equilibrata ma, a dirla tutta, poco spettacolare (altro eufemismo). Poi, dalla panchina, rientra Belinelli. In due minuti arrivano tre triple consecutive.
 
La squadra di Messina prende coraggio anche in difesa costringendo gli ucraini a tiri forzati e palle perse. È il primo tentativo di fuga azzurra (35-29) che, in 20 minuti, ha persino lasciato per strada moltissimi punti dalla lunetta: 7/15 ai tiri liberi. Una percentuale da spavento soprattutto se dall'altra parte hanno il 100%. Ma l'attacco inizia a carburare. Muove meglio la palla, legge meglio i punti deboli degli avversari e gioca per mettere in ritmo il suo migliore giocatore che continua a martellare la retina. Il primo tempo si chiude 43-33 per gli azzurri. Quasi la metà, 21 punti, portano la firma di Belinelli. 
 

Terzo quarto: il festival degli errori 

Benvenuti al festival dell'errore. Le mani sono fredde e le gambe si muovono lente. Dopo i primi 5 minuti il punteggio è ancora 47-37. L'Italia tiene sotto controllo la partita ma non accelera. L'Ucraina ci mette il fisico ma le mani non sono certamente quelle di un pianista. La tripla di Datome (50-37) serve a mettere in partita il tiratore sardo e a dare, a tutti, l'impressione che la pratica sia quasi archiviata. Quelle di Baldi Rossi, Filloy e Aradori spengono il tentativo di rimonta degli ucraini, abili a sfruttare i loro lunghi ma incapaci di ridurre le distanze (59-48). 
 

Ultimo quarto: la paura, poi il sollievo 

Una partita di basket però non termina fino a quando il tempo, sul tabellone, segna lo zero. L'Italia commette l'errore di alzare la mani dal manubrio della gara troppo presto. L'Ucraina, con una difesa fisica e qualche contropiede, rientra fino a meno quattro (62-58). Poi ci pensano ancora Datome e Aradori, dalla grande distanza, a scacciare via la paura (68-58). All'Ucraina manca quel giocatore guida capace di dare quel qualcosa in più nei momenti di difficoltà. Uno come Belinelli che a tre minuti dalla fine, mette un'altra tripla, il primo canestro del secondo tempo, per sancire di nuovo la certezza della vittoria. La panchina azzurra tira un grande respiro di sollievo mentre scorrono via i titoli di coda di una partita insidiosa ma che era assolutamente da vincere. Il punteggio finale è 78-66. Ora, dopo il compitino, inizia il bello. 


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