Le sfide che attendono il regno di Naruhito, tutte in un ideogramma

Quanto c'è di nuovo nella nuova era che si apre con la successione ad Akihito e nel carattere Reiwa che la rappresenta

era reiwa
Xinhua
La presentazione del carattere giapponese per l'era Reiwa

Dopo essere stato rinchiuso per giorni nel proprio ufficio (per evitare tentativi di spionaggio o di sottrazione delle informazioni) il funzionario incaricato del governo giapponese che custodiva le 5 buste con le 5 proposte di “Gengo” (pron. Ghengo, il nome dell’era imperiale con cui il Giappone conta gli anni in un sistema parallelo al pur diffuso calendario gregoriano) aveva consegnato il 1 aprile le buste al governo che ha poi effettuato la sua scelta e l’aveva resa pubblica a Tokyo. E la scelta era ricaduta su Reiwa (令和), un combinato di due ideogrammi tratto da un’antica raccolta di poesie, considerata l’opera capostipite della letteratura giapponese. Testo che deve essere caro alla famiglia imperiale, avendo da esso preso nome e onorifico della principessa Sayako, sorella del prossimo imperatore e sacerdotessa del santuario di Ise. In questo senso una novità (nazionalistica), in quanto solitamente gli ideogrammi selezionati per il  “Gengo” provengono da opere letterarie antiche e quindi cinesi.

Beautifully together” oppure “ordine e armonia”?

I due ideogrammi di REIWA significano:

  • bello”, ma soprattutto “ordine” o “decreto” (令= Rei) ed è un ideogramma molto spesso usato in termini di potere o militari di ordine e comando 
  • “pace” o ”armonia” o “somma” ma per esteso, essendo l’armonia e la convivenza talmente importanti per i giapponesi da diventare identitarie, wa significa anche "giapponese” (和=Wa). Reiwa, dunque, si presta a una lettura più estetica (graziosa armonia) e ad un’altra più “dura” (ordine e armonia o Giappone dell'ordine) in una ambiguità e in un gioco di bilanciamenti squisitamente nipponico. Il primo ministro Abe, nel presentarlo, ha sposato la linea morbida, dichiarando che: "they signify “a culture being born and nurtured by people coming together beautifully.”, ma le sue posizioni politiche associate al “Rei” suggeriscono diversi valori. Niente di nuovo insomma, rispetto a quanto abbiamo vissuto nell’ultimo decennio di politica giapponese e nemmeno rispetto alle ere precedenti (Heisei e Showa) anch’esse incentrate su pace e armonia come concetti cardine. Come nota di costume, alcuni intellettuali giapponesi lo chiamano un “gioco a somma zero” in quanto:
era reiwa

Le 20 volte di WA

Di grande continuità anche l’uso di WA (和). Tant’è che ricorre in tutte le denominazioni di ciò che giapponese (Wafu,Wagshoku…) addirittura nel nome ancestrale del Paese, cioè Yamato 大和. È infatti la 20 volta su 247 che l’uso di questo ideogramma ricorre nei nomi delle ere imperiali. Ecco le 20 volte che è stato usato l’ideogrammaWA: 708 銅 Wadō - 834 承和 Jōwa also Shōwa or Sōwa - 885 仁和 Ninna also Ninwa - 961 応和 Ōwa - 968 安和 Anna also Anwa - 985 寛和 Kanna also Kanwa - 1012 長 Chōwa - 1099 康 Kōwa - 1181 養 Yōwa - 1312 正 Shōwa - 1381 弘 Kōwa - 1345 貞 Jōwa - 1352 文 Bunna - 1375 永 Eiwa - 1615 元 Genna also Genwa - 1681 天 Tenna also Tenwa - 1764 明ì Meiwa - 1801 享 Kyōwa - 1926 昭 Shōwa - 2019 令 Reiwa

Leggi anche: L'approfondimento sulle ere imperiali giapponesi

Un (altro) nuovo ciclo.

Un segno di novità è, infine, intrinseco nel fatto in sé. La cultura giapponese ha una concezione circolare, ciclica del tempo, scandito da ere imperiali, fattori geologici, grandi battaglie. Da Hiroshima al grande terremoto del Kanto del 1923, dalla tempesta del 1274 che salvò il Giappone dalla flotta mongola (detta Kamikazze, il vento degli dei) all’ascesa al trono dell’imperatore Meiji che avvia la rivoluzione industriale del Paese fino alle Olimpiadi del 1964 che segnano il boom economico del Sol Levante e lo posizionano nella mappa globale dei paesi avanzati  la storia del Giappone è fatta i cicli o fasi scandite da grandi eventi, tra cui le ere imperiali. Normale quindi un un senso di attesa, anche se  giapponesi, però, accolgono tutto con cautela e understatement

Le aspettative

Sono molte le sfide che attendono il Giapponese nei prossimi anni: geopolitiche, culturali, commerciali. Difficile pensare che l’avvicendamento a Palazzo Imperiale sia solo figlio della stanchezza di Akihito e non piuttosto della voglia di affrontare i prossimi anni, a partire dalle Olimpiadi 2020, con le energie fresche di un “giovane" Imperatore.

Naruhito e l'impertatrice Masako (che dopo una vita da seclusa emergerà alla pubblica visibilità), avranno da subito riflettori addosso e dopo una lunga stagnazione economica, una globalizzazione dei mercati e l’ascesa del potere cinese (e non solo) nell’area “pacific” dovranno “ricollocare” il Giappone sulla mappa globale. 

Grandi sfide lo/li aspettano, secondo me le principali non sono le “economica arrows" di Abe, ma sono:

  • la questione femminile, e un Paese che sprofonda nelle statiche sulla gender equality e deve ”rivisitarsi” profondamente sul tema 
  • la questione demografica, world negative record di denatalità, senza soluzioni all’orizzonte. Dov'è l’equilibrio che garantisce l’armonia tra calo demografico e pensioni? 
  • la questione immigrazione, questione insabbiata, ma pur dolorosa con abusi, sfruttamento, per quanto minoritari, sicuramente comunque allarmanti.
  • la questione “innovazione”, che mai si è ripresa dopo l’effetto “Galapagos” e lo switch hardware/software che ha proiettato la Silicon Valley al centro dei paradigmi globali dell’innovazione. Sarà la robotica la rivincita giapponese o il dominio sino-coreano prevarrà anche lì? 

Grandi, grandissime sfide, ma che il Giappone affronta con una base etica e collettiva molto forte (che personalmente, e avremo modo di parlarne, valuto molto): "coming together beautifully. Basterà?



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