Come funzionano gli incentivi per l’efficienza energetica per imprese e PA

Ai blocchi di partenza il Fondo nazionale efficienza energetica, che mette a disposizione delle imprese e della Pubblica amministrazione nuovi incentivi. Ecco come funziona

Come funzionano gli incentivi per l’efficienza energetica per imprese e PA

Favorire il finanziamento di interventi di efficienza energetica realizzati dalle imprese e dalla Pubblica amministrazione su edifici, impianti di teleriscaldamento e processi produttivi. Questo, in sintesi, l’obiettivo del Fondo nazionale efficienza energetica.

Si parte con 185 milioni di euro, 150 già resi disponibili dal ministero dello Sviluppo economico,  che destinerà un ulteriore introito annuale di circa 35 milioni tra il 2018 e il 2020. La gestione è affidata a Invitalia, che entro due mesi indicherà tempi e modalità per l’invio delle domande.

Nell’attesa, già sappiamo a chi si rivolge: aziende e Pubblica amministrazione.

Partiamo dalle prime: potranno richiedere le agevolazioni le imprese di tutti i settori, in forma singola o in forma aggregata/associata. Gli interventi dovranno riguardare il miglioramento dell'efficienza energetica dei processi e dei servizi, inclusi gli edifici in cui viene esercitata l'attività economica, e l’installazione o il potenziamento di reti o impianti per il teleriscaldamento e per il teleraffrescamento efficienti.

Le aziende potranno contare su due tipi di agevolazioni. Da un lato, la garanzia su singole operazioni di finanziamento, compresa tra 150mila euro e 2 milioni e mezzo (fino all'80% dell'ammontare delle operazioni finanziarie); dall’altro, il Fondo prevede un finanziamento agevolato fino al 70% dei costi, che copre da un minimo di 250 mila a un massimo di 4 milioni di euro.

Oltre che alle imprese, le agevolazioni possono essere concesse alle Pubbliche amministrazioni, anche in questo caso in forma singola o in forma aggregata/associata.

Incentivi aperti anche alle ESCO (le Energy Service Company). In questo caso gli interventi coincidono con quelli previsti per le Pubbliche amministrazioni, vale a dire: investimenti diretti all’efficientamento energetico di infrastrutture pubbliche (compresa la pubblica illuminazione), di edifici residenziali (specialmente se si tratta di case popolari) e di edifici di proprietà pubblica.

Per le PA il Fondo efficienza energetica prevede finanziamenti a tasso agevolato da un minimo di 150 mila euro ad un massimo di 2 milioni di euro. Il finanziamento non potrà superare il 60% dei costi, ad eccezione delle agevolazioni concesse per gli interventi che intendono migliorare l'efficienza energetica delle infrastrutture pubbliche, compresa l'illuminazione, per cui la soglia si alza all'80%.

Le agevolazioni per imprese e Pubbliche amministrazioni hanno un comun denominatore: il capitolo relativo ai costi. Oltre agli interventi di efficientamento in sé, sono ammessi ai finanziamenti agevolati i costi riguardanti le consulenze, gli interventi sull'involucro edilizio, le infrastrutture specifiche e i costi connessi ad apparecchiature, impianti e forniture di materiali utili.



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