Il Miur sblocca 700 milioni di finanziamenti per la ricerca. Cosa sapere

I fondi sono destinati a progetti di ricerca e sviluppo che facciano riferimento alle tecnologie chiave abilitanti e alle 12 Aree di specializzazione intelligente del Programma nazionale di ricerca 

Il Miur sblocca 700 milioni di finanziamenti per la ricerca. Cosa sapere

Pioggia di finanziamenti per il mondo della ricerca. Dai contributi per il potenziamento delle infrastrutture all'attrazione di ricercatori, fino al Fondo di Fondi gestito insieme alla BEI, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) ha sbloccato quasi 700 milioni di euro. Le risorse provengono dal Programma Operativo Nazionale (PON) Ricerca e Innovazione, lo strumento cofinanziato dai fondi europei che dispone in tutto di 1,2 miliardi per il periodo 2014-2020 per promuovere attività di R&S&I, con particolare attenzione al Mezzogiorno.

Con un primo bando da oltre 326 milioni di euro il MIUR sostiene il potenziamento delle infrastrutture di ricerca nelle regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna) e in ritardo di sviluppo (Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia) collegate a università ed enti pubblici di ricerca. In accordo con la Commissione europea, i progetti possono coinvolgere anche regioni del Centro-Nord, entro una quota non superiore al 15% del budget, e sono finanziabili fino al 100% dei costi ammissibili, fino a un importo massimo di 20 milioni di euro per progetto. Le candidature potranno essere presentate dal 5 aprile al 15 giugno 2018 e saranno valutate con riferimento alla capacità tecnico-organizzativa dei soggetti proponenti, alla qualità e all'impatto della proposta progettuale e alla sua sostenibilità economico-finanziaria.

110 milioni di euro è invece la dotazione del secondo bando MIUR, che finanzia le spese per l'assunzione di ricercatori da indirizzare alla mobilità internazionale e per l'attrazione nelle università del Mezzogiorno di ricercatori impegnati in atenei/enti di ricerca/imprese in altre regioni o all’estero. In questo caso le domande potranno essere presentate dal 23 aprile al 31 maggio 2018 e i contributi copriranno il costo mensile per ogni contratto di ricercatore a tempo determinato.

L'ultima iniziativa è un Fondo di Fondi gestito per conto del MIUR dalla Banca europea per gli investimenti, che ha già assegnato 186 milioni di euro a due intermediari finanziari - Banca del Mezzogiorno MCC ed Equiter/Gruppo Intesa San Paolo – e ha appena lanciato una nuova call per assegnare ulteriori 62 milioni di euro. A partire dai fondi BEI, gli intermediari finanziari dovranno creare un nuovo portafoglio crediti cofinanziato con fondi propri in una logica di ripartizione del rischio. Nello specifico, Banca del Mezzogiorno MCC interverrà mediante la concessione di finanziamenti, mentre Equiter/Gruppo Intesa Sanpaolo con strumenti di prestito, equity e quasi-equity.

I finanziamenti sono destinati a progetti di ricerca e sviluppo che facciano riferimento alle tecnologie chiave abilitanti (Key Enabling Technologies – KET’s) e alle 12 Aree di specializzazione intelligente del Programma nazionale di ricerca (aerospazio, agrifood, economia del mare, chimica verde, design, creatività e made in Italy, energia, fabbrica intelligente, mobilità sostenibile, salute, smart, secure and inclusive communities, tecnologie per gli ambienti di vita, tecnologie per il patrimonio culturale). Le proposte progettuali potranno essere presentate da imprese di tutte le dimensioni, enti di ricerca pubblici e privati e organismi di ricerca, in risposta a un bando pubblico già anticipato dal MIUR e aperto - salvo esaurimento delle risorse - fino al 31 dicembre 2022.



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