Così Bruxelles semplifica i finanziamenti per l'ambiente

La Commissione europea ha adottato il nuovo programma di finanziamento UE per l'ambiente e il clima LIFE 2014-2020. Tante le novità per il triennio 2018-2020

Così Bruxelles semplifica i finanziamenti per l'ambiente
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Nei suoi primi anni di attività il programma LIFE ha generato effetti positivi sulla conservazione degli habitat e delle specie e sulla tenuta dei siti protetti Natura 2000. Secondo la valutazione intermedia pubblicata recentemente dalla Commissione europea, la sola call 2014 ha fornito benefici alla società per un valore di 1,7 miliardi di euro, quattro volte il budget stanziato per il primo bando. Imprese private, enti pubblici e soggetti non profit hanno ricevuto contributi per un totale di 438 milioni di euro, mentre lo strumento finanziario per la promozione dell'efficienza energetica PF4EE, gestito dalla BEI nell'ambito del programma, ha messo a disposizione finanziamenti per 80 milioni, stimolando, tramite l'effetto leva, investimenti per 540 milioni.

Secondo Bruxelles, tuttavia, la gestione dell'unico programma UE espressamente dedicato all'ambiente e all'azione per il clima - con un budget di 3,4 miliardi per il settennato 2014-2020 - può ancora migliorare. Le procedure di gestione dei fondi devono essere semplificate, le proposte devono concentrarsi su un minor numero di temi, i risultati dei progetti devono essere chiaramente misurabili e replicabili, possibilmente anche trasferibili sul mercato grazie al concorso di soggetti e e capitali privati.

Da qui le proposte contenute nel programma di lavoro adottato dalla Commissione per il triennio 2018-2020, che chiude il ciclo dei sette anni con risorse per 1,6 miliardi di euro. Di questi, oltre 1,2 miliardi vanno al sottoprogramma Ambiente, che comprende i settori uso efficiente delle risorse, natura e biodiversità e governance e informazione ambientale, e 400 milioni vanno al sottoprogramma Clima, dedicato a mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e all'informazione sul tema.

La principale novità del nuovo triennio è la sperimentazione della procedura a due fasi per i bandi del sottoprogramma Ambiente. A partire dalla call 2018, cioè, i soggetti interessati potranno inviare a Bruxelles una descrizione di massima del progetto e, solo in caso di feedback positivo, saranno chiamati a presentare una proposta dettagliata. Se i beneficiari confermeranno di aver apprezzato la procedura a due fasi, nei prossimi anni la sperimentazione potrà essere estesa anche all'azione per il Clima.

Sempre per il sottoprogramma Ambiente lo sforzo di semplificazione riguarda anche il numero dei temi previsti, che scendono da 87 a 42, concentrandosi sulle priorità dettate dal Piano d'azione UE per l'economia circolare e dal Piano per la natura, i cittadini e l’economia. Almeno il 60,5% del budget del sottoprogramma Ambiente è riservato a progetti relativi alla protezione del capitale naturale, con un aumento di circa 60 milioni di euro rispetto al passato del livello dei finanziamenti per la conservazione della natura e della biodiversità.

Altre innovazioni coinvolgono, invece, entrambi i sottoprogrammi. I progetti dovranno chiarire come intendono facilitare la replica e il trasferimento dei risultati e indicare gli effetti - misurabili - che si aspettano di generare sull’ambiente o sui cambiamenti climatici.

Incoraggiato il coinvolgimento degli enti privati nei partenariati. La complementarietà tra fondi pubblici e privati, secondo Bruxelles, renderebbe le proposte più vicine alle esigenze di mercato e potrebbe facilitare la sostenibilità finanziaria dei progetti, anche una volta cessato il sostegno UE.

 



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