I cuochi italiani hanno vinto i Mondiali con questi piatti

La Nazionale azzurra si è aggiudicata la Villeroy and Boch Culinary world cup 2018, una delle più importanti competizioni culinarie internazionali. Plausi anche da Salvini e Centinaio

I cuochi italiani hanno vinto i Mondiali con questi piatti
 Facebook/Nic - Nazionale italiana cuochi
 La nazionale italiana cuochi

Che qualcosa era cambiato quest’anno lo si era percepito subito: impercettibili sensazioni positive, difficili da descrivere. Dopo sei partecipazioni consecutive in ventiquattro anni, un allenatore queste sfumature le coglie. Gaetano Ragunì, allenatore della Nazionale Italiana Cuochi, non si sbagliava.  Abbiamo vinto! Ha urlato a squarciagola dopo il verdetto. Dopo tanti anni la Nazionale è tornata su tetto del mondo.

Non gli azzurri del calcio, quindi, ma quelli dei fornelli. Quelli che il tricolore lo mettono prima addosso sulla loro casacca e poi nel piatto. Esattamente come un gol ben piazzato i cuochi italiani, si sono riusciti a portare a casa una medaglia d’oro alla Villeroy and Boch Culinary world cup 2018, una delle più importanti competizioni culinarie del mondo. Ogni quattro anni si disputa in Lussemburgo, all’interno di Expogast, il Salone internazionale della gastronomia.

Gli azzurri dal cappello bianco hanno avuto la meglio sulle altre trenta nazionali presenti nella categoria “tavolo freddo”, proponendo una lunga serie di preparazioni accurate tra finger food, pasticceria, primi e secondi. Piatti come il cremino gianduia, la pralina al cioccolato di Modica, la gelatina alla menta delicata e cremoso al pistacchio di Bronte, il tiramisù e fragole, il vegetariano di zucchine e Carnaroli con insalatina autunnale, le pere Abate con croccante al miele biologico e il Crudo di Ricciola e pomodoro di Pachino disidratato. Queste sono solo alcune delle preparazioni che sono state presentate per allestire i 16 metri quadrati del tavolo della competizione. Piatti italianissimi che ci hanno regalato una grande opportunità.

La giuria ha giudicato i lavori e abbiamo vinto noi.  Ma Gaetano il mister non è salito sul palco, ha voluto vivere da fuori l’emozione di guardare la sua squadra mentre veniva premiata. Si era immaginato troppe volte quel momento, l’aveva desiderato, inseguito da una vita. Non voleva perdersi nulla, voleva guardare in faccia tutto il suo staff, la giuria, sentire gli applausi e pensare: quelli sono i miei ragazzi!

Poi si ritorna negli “spogliatoi” per esaminare la partita. La differenza questa volta l’ha fatta non aver messo in piatto troppa italianità. Un paradosso per il nostro paese, ma così è stato.

La nostra anima c’era, la nostra materia prima anche, visto che i piatti vengono preparati rigorosamente con i prodotti del nostro territorio, ma quello che è cambiato è l’atteggiamento umano. Sono anni che Gaetano insegue questo sogno e da bravo allenatore l’avversario l’ha studiato attentamente: si deve scendere in campo, che in questo caso viene chiamato box, con un po' meno passione, un pizzico in meno di creatività, zero improvvisazione, ma tanta, tanta metodica. Questi sono i segreti che ha rubato con gli occhi in tutti questi anni in cui il suo team non riusciva a salire sul podio. E lui l’ha sempre saputo che se fosse riuscito a dosare bene tutti questi ingredienti, noi italiani saremmo stati insuperabili. 

E dopo la grande gioia per il trionfo mondiale i festeggiamenti, senza eccessi, proprio come i grandi campioni: poco alcool, cibo leggero e a letto presto perché le competizioni non finiscono qui e il cuoco della Nazionale deve essere allenato a sopportare tanta fatica fisica e mentale. 

La notizia inizia a girare e arrivano i primi complimenti “istituzionali”. Non è più l’epoca degli abbracci di Pertini, ma di Twitter. Il più veloce con la tastiera è il ministro dell'Interno Matteo Salvini, subito dopo gioisce pubblicamente anche il ministro dell’Agricoltura e del Turismo Gianmarco Centinaio. Il paese è con loro. Orgoglio italiano. Per ora godiamoci il successo della nostra cucina italiana nel mondo, per quello del calcio, invece, bisogna ancora attendere.



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