Belli e buoni, quando il cibo è solidale

Il movimento solidale che ruota intorno al cibo e utilizza l’argomento per risvegliare le coscienze su questioni delicate coinvolge molti chef stellati

cibo solidale 

Se osserviamo bene tra tante notizie negative, c’è un bel movimento solidale che ruota intorno al cibo e utilizza l’argomento per risvegliare le coscienze su questioni delicate.

In prima linea tra tutti, lo chef Massimo Bottura che con la moglie Lara Gilmore ha fondato l’associazione “Food for Soul” per combattere lo spreco alimentare nell’interesse dell’inclusione sociale.

Innanzitutto Food for Soul recupera e rinnova spazi dimenticati per trasformarli in mense comunitarie, dove individui e famiglie in condizioni di vulnerabilità sociale possano sentirsi accolti, e dove si possa riscoprire il potenziale delle eccedenze alimentari. Ne abbiamo già parlato qui una volta, in occasione dell’apertura del Refettorio di Parigi. Oltre a favorire quotidianamente attività per produrre pasti sociali per famiglie in difficoltà o cene di raccolta fondi, come quella che di recente si è svolta a Cetara, presso il ristorante del mio amico Pasquale Torrente, che con altri chef, si è reso disponibile alla causa, con la sua consueta generosità e allegria.

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Un altro progetto interessante e dirompente è quello dello chef Dan Giusti, che nel 2016 ha lasciato il suo lavoro al Noma, uno dei migliori e più conosciuti ristoranti del mondo, per raccogliere un folto gruppo di giovani chef e occuparsi finalmente dell’alimentazione degli studenti americani: Brigaid.

Però non ci sono solo i cuochi a mettere a disposizione degli altri il loro tempo e la loro professionalità, ci sono anche molti attori e personaggi dello spettacolo che regalano attenzione a chi ha più bisogno e non solo sul tema dello spreco alimentare o dell’educazione al mangiar sano.

Da poco sono stata invitata da Cristina Tonelli Preside dell’Istituto Tor Carbone di Roma", coinvolto in maniera attiva con gli studenti impegnati nel servizio, ad una divertente cena che mi ha permesso di scoprire il progetto di Anna Foglietta: Every Child is my child.

Il pretesto è nato dalla ricorrenza inventata dal ristorante romano “Alfredo alla Scrofa dal 1924”, che da quattro anni celebra il suo piatto best seller con il “National Fettucine Alfredo Day”ormai i national day di qualsiasi cosa vanno di gran moda. Le Fettucine Alfredo sono diventate un cult della cucina romana soprattutto per i turisti americani, un piatto con due semplici ingredienti: burro e parmigiano, mantecati alla perfezione.

I primi ad accendere i riflettori sulle fettuccine furono gli attori del cinema muto Mary Pickford e Douglas Fairbanks che le assaggiarono nel ristorante, durante il loro viaggio di nozze a Roma negli anni ‘20. I coniugi rimasero talmente entusiasti che, rientrati negli States, ne parlarono con tutti i loro colleghi attori e, in segno di affetto, inviarono ad Alfredo un cucchiaio e una forchetta in oro con incisi i loro nomi.

Ancora oggi, le posate sono utilizzate per la mantecatura delle fettuccine nel piatto di portata.

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Con la scusa del rito delle fettucine Alfredo come gesto d’amore, si è dato spazio alla causa portata avanti da “Every Child is My Child” che raccoglie attori, cantanti e musicisti intorno al desiderio di sensibilizzare la società verso la condizione estrema che vivono molti bambini in diverse parti del mondo e in particolare in Siria.

L’idea della Foglietta è quella di mettere la propria notorietà e quella dei colleghi a favore della divulgazione di un messaggio di solidarietà imprescindibile.

“Every Child è un pensiero che nasce dall’esigenza, forte, di mettere a servizio dei bambini che soffrono, la nostra piccola o grande notorietà. Raccogliere fondi da destinare di volta in volta a progetti che si occupano della tutela dei minori è in cim aalla lista dei nostri pensieri ma anche sensibilizzare le persone per creare una società dove il messaggio del ‘fare del bene’ diventi un inno comune e, da quello ripartire per scoprire l’umanità che è dentro ognuno di noi. Oggi ci occupiamo di bambini siriani ma ci sono tante, troppe zone d’ombra dove l’infanzia non è protetta e dove i bambini lottano quotidianamente contro i mostri della guerra, della fame, della malnutrizione e della povertà educativa.” ha dichiarato Anna Foglietta.

Durante la serata da Alfredo alla Scrofa c’erano molti attori che prendono parte quotidianamente a “Every Child Is My Child” tra cui: Max Bruno, Martina Colombari, Paola Cortellesi, Edoardo Leo, Vittoria Puccini e Andrea Bosca.

Spassosa è coinvolgente un’asta di oggetti di proprietà degli attori stessi, come dischi a tiratura limitata o premi offerti dagli altri sponsor, ha movimentato l’evento.

Alla fine della serata sono stati consegnati agli attori due assegni: uno di 5.000,00 euro donato dal main sponsor Parmigiano Reggiano e un altro di 7.000,00 euro pari al ricavato della cena. L’importo raccolto è stato totalmente devoluto ad Every Child is My Child Onlus.

Devo dire che vedere questi giovani attori così seriamente impegnati mi ha riempito di ottimismo e adesso ogni volta che incappo nei loro volti in TV e al cinema, il mio pensiero va molto lontano, richiamando la mia attenzione sul contributo che siamo tenuti tutti a dare per la costruzione di un mondo migliore o almeno più umano.



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