Se anche  Bloomberg  dichiara guerra al carbone  

Dal 2010 ha finanziato una campagna da 164 milioni di dollari che ha portato alla chiusura di più della metà delle centrali elettriche alimentate a carbone.

Se anche  Bloomberg  dichiara guerra al carbone 

  
FEDERICO GAMBARINI / DPA 
 Una centrale a carbone in Germania

Il carbone ha un nemico in più. Si tratta del miliardario statunitense Michael Bloomberg che ha deciso di portare anche in Europa e Asia la sua guerra al più inquinante combustibile fossile. Negli Stati Uniti, già da diversi anni, l’ex sindaco di New York ha intrapreso la sua battaglia ambientalista. Dal 2010 ha finanziato una campagna da 164 milioni di dollari che ha portato alla chiusura di più della metà delle centrali elettriche alimentate a carbone.

Bloomberg, che è anche inviato speciale dell'Onu sui cambiamenti climatici e partecipa in questi giorni alla Cop23 a Bonn, ha annunciato un piano da 50 milioni di dollari per allargare la sua iniziativa anche al Vecchio Continente e al resto del mondo. Grazie ai finanziamenti della Fondazione del miliardario americano si portano avanti, tra le altre cose, ricerche sugli impatti del carbone sulla salute delle persone e azioni legali contro le centrali.

"Il carbone è la sostanza più inquinante", ha detto Bloomberg al Guardian. "Se si potesse sostituire il carbone con qualsiasi altro combustibile, ci sarebbe un enorme cambio di prospettiva nella lotta al cambiamento climatico". Insomma una posizione diametralmente opposta a quella dell’attuale presidente Usa, Donald Trump. Distanza politica oltre che ambientale visto che pochi giorni fa, sempre in un’intervista al quotidiano britannico, l’ex sindaco di New York faceva una classifica delle decisioni politiche più stupide degli ultimi tempi mettendo al primo posto la Brexit ex aequo con l’elezione di Trump.

Secondo Bloomberg il problema dell’inquinamento o si affronta a livello planetario o è una battaglia destinata ad essere persa. In Europa, ad esempio, la combustione del carbone rappresenta ancora il 20% di tutte le emissioni, con Germania e Polonia che si distinguono come i più grandi inquinatori.

L'inquinamento atmosferico causa ogni anno milioni di morti premature in tutto il mondo."Se vivi a valle di un impianto a carbone, la tua aspettativa di vita è significativamente più breve. Questa iniziativa aiuterà ad accelerare i progressi e salvare molte vite ", sottolinea il decimo uomo più ricco del mondo (Forbes). 

 

 

 

 



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