Quanto pagano gli italiani per avere energia ‘pulita’

In Italia è diminuita la produzione da rinnovabili e aumentata quella termoelettrica

Quanto pagano gli italiani per avere energia ‘pulita’
Claudio Brufola / Agi
 Una centrale elettrica

Qualche giorno fa il presidente dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico, Guido Bortoni, ha presentato al Parlamento la Relazione annuale. Si tratta di un volume di quasi 300 pagine all’interno del quale, oltre all’attività dell’Authority, si trova quasi tutto quello che si vuole sul tema dell’elettricità, del gas e dell’acqua. Tra le tante cose risalta un dato interessante, ovvero il costo che paghiamo per avere energia ‘pulita’, quella prodotta da fonti rinnovabile (sole, vento, acqua).

Ma andiamo con ordine. Nel 2016 è aumentata la produzione elettrica nazionale lorda (+2,2% rispetto al 2015) raggiungendo i 289,3 Twh (283 Twh nel 2015). La produzione interna ha coperto una quota del fabbisogno complessivo nazionale pari al 93%. A tale incremento ha contribuito la produzione termoelettrica (+4% a 180 Twh contro i 173 dell’anno precedente) che ha coperto il 62% della produzione totale. L’impiego del gas naturale ha avuto l’incremento più significativo (+13,7%), mentre è notevolmente diminuito l’utilizzo del carbone (-17,6%) e ancor più quello dei prodotti petroliferi (-26,6%).

La produzione termoelettrica ha fatto fronte anche all’ulteriore diminuzione della produzione da rinnovabile (-1,1%), sebbene molto più contenuta rispetto all’anno precedente. Le fonti rinnovabili infatti hanno assicurato il 37% della produzione totale con poco meno di 108 TWh (era il 39% nel 2015 e il 43% nel 2014). Nel dettaglio, risulta in crescita l’eolico (+19%), mentre risultano in discesa rispetto al 2015 sia l’idroelettrico (-7,2%) sia il fotovoltaico (-3,7%).

Tra le rinnovabili a fare la parte del leone nel 2016 è stato l’eolico. Infatti, spiega l’Autorità per l’energia, in termini di quota sul totale della produzione da rinnovabili, tra il 2015 e il 2016 l’idroelettrico ha visto un calo (dal 41,8% al 39,2%) a favore dell’eolico (passato dal 13,6% al 16,4%), mentre le altre fonti rimangono sostanzialmente costanti, a eccezione di una lieve flessione del fotovoltaico, passato dal 21% al 20,5%.

Andiamo ora al punto della questione: quanto costa in bolletta l’energia rinnovabile. La quantità di energia elettrica da rinnovabili incentivata ha superato i 66 TWh (65 TWh nel 2015), per un costo nel 2016 di circa 13,6 miliardi di euro (12,5 miliardi un anno prima), coperti tramite la componente A3 della bolletta. Vediamo in che modo sono incentivati gli impianti che producono elettricità usando fonti rinnovabili:

  • tariffe incentivanti onnicomprensive (feed in tariff, significa che l’incentivo riconosciuto per l’energia elettrica immessa in rete include la vendita dell’energia elettrica che, quindi, non rimane nella disponibilità del produttore) CIP6 per l’energia elettrica immessa in rete da impianti alimentati da fonti rinnovabili o assimilate che hanno ottenuto tale diritto.
  • sistema dei certificati verdi (CV) per l’energia elettrica netta prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili entrati in esercizio fino al 31 dicembre 2012. A decorrere dall’1 gennaio 2016, i certificati verdi sono sostituiti da strumenti incentivanti di tipo feed in premium (l’incentivo riconosciuto per l’energia elettrica prodotta non include la vendita dell’energia elettrica che rimane nella disponibilità del produttore.) riconosciuti fino al termine del periodo di diritto ai preesistenti certificati verdi.
  • tariffe incentivanti onnicomprensive (feed in tariff) per l’energia elettrica immessa in rete da impianti alimentati da fonti rinnovabili, esclusi quelli alimentati da fonte solare, di potenza fino a 1 MW (200 kW per l’eolico) entrati in esercizio fino al 31 dicembre 2012.
  • tariffe incentivanti per l’energia elettrica netta immessa in rete da impianti alimentati da fonti rinnovabili, esclusi quelli alimentati da fonte solare, entrati in esercizio dall’1 gennaio 2013; tali tariffe incentivanti trovano applicazione in modalità feed in tariff nel caso di impianti di potenza fino a 1 MW e in modalità feed in premium nel caso degli altri impianti.
  • sistema di Conto energia (feed in premium) per l’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici entrati in esercizio fino al 26 agosto 2012
  • tariffe incentivanti per l’energia elettrica netta immessa in rete da impianti fotovoltaici entrati in esercizio dal 27 agosto 2012 e fino al 6 luglio 2013 (attualmente non è più possibile accedere a tali tariffe per impianti di nuova realizzazione); tali tariffe incentivanti trovano applicazione in modalità feed in tariff nel caso di impianti di potenza fino a 1 MW e in modalità feed in premium nel caso degli altri impianti. È anche previsto un premio per l’energia elettrica netta prodotta e istantaneamente consumata in sito


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