Incentivi per l’efficienza energetica pronti a partire (con 4 anni di ritardo)

Istituito nel 2014 e disciplinato da un decreto del Mise, il fondo nazionale per l’efficienza energetica può contare su uno stanziamento complessivo di 185 milioni di euro: 150 già resi disponibili dal ministero, cui si aggiungono 35 milioni su base annuale tra il 2018 e il 2020

Incentivi per l’efficienza energetica pronti a partire (con 4 anni di ritardo)

Fermo al palo da quattro anni, il Fondo nazionale efficienza energetica dovrebbe partire nei prossimi giorni. A darne l’annuncio il sottosegretario allo Sviluppo economico Davide Crippa nel corso di una conferenza sull’efficienza energetica organizzata dall’associazione Amici della Terra. “Ci stiamo lavorando in maniera pressante”, fa sapere.

“Dopo i rilievi della Corte dei Conti abbiamo sistemato la nuova convenzione con Invitalia”, cui è affidata la gestione del fondo che mette a disposizione delle imprese e della Pubblica amministrazione nuovi incentivi. “A breve dovrebbero essere licenziate le regole applicative”.

Si tratta di recuperare un ritardo di quattro anni sulla tabella di marcia. “Una vergogna”, sottolinea Crippa, soprattutto considerando che si tratta di un “fondo con risorse già stanziate”.

Istituito nel 2014 e disciplinato dal decreto MISE del 22 dicembre 2017, il fondo nazionale per l’efficienza energetica può contare su uno stanziamento complessivo di 185 milioni di euro: 150 già resi disponibili dal ministero, cui si aggiungono 35 milioni su base annuale tra il 2018 e il 2020.

Risorse che, una volta sbloccate, andranno a finanziare interventi su edifici, impianti di teleriscaldamento e processi produttivi. Le aziende di tutti i settori potranno contare su due tipi di agevolazioni: la garanzia su singole operazioni di finanziamento, compresa tra 150 mila euro e 2 milioni e mezzo (fino all'80% dell'ammontare delle operazioni finanziarie) o un finanziamento agevolato fino al 70% dei costi, che copre da un minimo di 250  mila a un massimo di 4 milioni.

Agevolazioni che potranno essere richieste per interventi di miglioramento dell'efficienza energetica dei processi e dei servizi, e l’installazione o il potenziamento di reti o impianti per il teleriscaldamento/teleraffrescamento efficienti.

Ma il fondo si rivolge anche alle Pubbliche amministrazioni e alle ESCO (le Energy Service Company). Per le PA si prevedono finanziamenti a tasso agevolato compresi tra 150 mila e 2 milioni di euro fino al 60% dei costi (ad eccezione delle agevolazioni concesse per gli interventi che intendono migliorare l'efficienza energetica delle infrastrutture pubbliche, compresa l'illuminazione, per cui la soglia si alza all'80%).

Gli interventi ammessi - sia per le PA che per le ESCO - devono riguardare investimenti diretti all’efficientamento energetico di infrastrutture pubbliche, edifici residenziali (specialmente se si tratta di case popolari) e di proprietà pubblica.

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