Se in Germania il carbone la fa ancora da padrone (nonostante il boom di rinnovabili)

Il Paese rischia di fallire gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 al 2020. Quest’anno la generazione da fonte rinnovabile  ha toccato un nuovo record ma il carburante più sporco del mondo comanda ancora e stabilisce il prezzo dell’elettricità che l’industria deve pagare

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In Germania, nonostante il boom di rinnovabili, il carbone la fa ancora da padrone. Continuando così, spiega un articolo di Bloomberg, il Paese rischia di fallire gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 al 2020.

Quest’anno la generazione da fonte rinnovabile in Germania ha toccato un nuovo record grazie ai nuovi parchi eolici, agli impianti solari e idroelettrici ma “il carburante più sporco del mondo comanda ancora e stabilisce il prezzo dell’elettricità che l’industria deve pagare”.

Quest'anno, per la prima volta, le turbine eoliche produrranno più energia delle centrali che bruciano l’antracite, mentre lo spostamento senza precedenti della nazione verso le energie rinnovabili ha spinto la produzione di energia solare ed eolica a oltre un terzo del totale. Tuttavia, i prezzi del carbone ai massimi livelli dal 2013, stanno spingendo verso l'alto le tariffe dell'elettricità per la prima volta in sei anni a causa del modo in cui funziona il mercato.

Mentre i colloqui per la formazione di un Governo ancora non hanno dato risultati, la Cdu, partito della Cancelliera Angela Merkel, e i suoi potenziali partner concordano almeno su una cosa: l’utilizzo del carbone deve essere limitato il più possibile. Eppure nonostante i consumatori abbiano pagato circa 650 miliardi di euro di sussidi per i pannelli solari sui tetti delle case, per gli impianti eolici offshore, per le batterie di accumulo, la nazione è sul punto di perdere il suo obiettivo di tagliare le emissioni di anidride carbonica al 2020.

Mentre l'energia eolica e solare sono diventate per legge prioritarie, sono ancora le centrali a carbone a stabilire il prezzo dell’elettricità per l’unità di potenza. Quest’anno, per la prima volta dal 2011, il prezzo medio dell'energia in Germania dovrebbe aumentare, parallelamente a un incremento del 28% dei prezzi del carbone in Europa.

"Finché restiamo nel carbone e non chiudiamo le centrali, questa fonte continuerà a influenzare i prezzi dell'energia elettrica in Germania", spiega Steffen Gursinsky, trader di Energieunion GmbH. "Se la tendenza al rialzo del prezzo carbone continuerà anche il prossimo anno, i prezzi dell'energia seguiranno questo trend".

Il mix energetico tedesco ha registrato, quest’anno, un nuovo record per le fonti rinnovabili toccando una percentuale record del 38% nella generazione elettrica, sottolinea il centro di ricerca Fraunhofer ISE. E anche il prossimo, probabilmente, sarà un altro anno record per l’energia pulita alla luce dei tre giganteschi parchi eolici nella parte tedesca del Mare del Nord che hanno una capacità equivalente a quella di un reattore nucleare.

Ma la lignite è ancora la principale singola fonte di energia in Germania, con i combustibili fossili che rappresentano quasi la metà del totale (49%). Mentre la quota del nucleare è crollata al 13% dopo la decisione di Merkel di abbandonare l’atomo dopo il disastro di Fukushima in Giappone nel 2011.



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