Cosa sono gli schiavi energetici ed esistono ancora? 

Anche se la schiavitù è stata da tempo abolita ufficialmente, qualcosa di non troppo diverso si riscontra ancor oggi in varie parti del mondo

Cosa sono gli schiavi energetici ed esistono ancora? 

Per molti millenni l’umanità ha tratto energia dal lavoro muscolare degli uomini e degli animali, dal vento (mulini e imbarcazioni), dai corsi d’acqua (navigazione fluviale e mulini ad acqua) e dalle biomasse (legname).

Nelle grandi civiltà del passato – egizia, cinese, greca, romana – una grande fonte energetica era rappresentata dagli schiavi. Senza di loro non si sarebbero potute realizzare grandi opere come le piramidi, la Grande muraglia o il Colosseo. Gli schiavi erano in gran parte prigionieri di guerra, ma anche condannati o debitori insolventi.

In epoche più recenti la schiavitù si è di usa particolarmente in America, dove per secoli sono stati deportati milioni di africani da utilizzare in agricoltura e nei lavori più faticosi. Anche se la schiavitù è stata da tempo abolita ufficialmente, qualcosa di non troppo diverso si riscontra ancor oggi in varie parti del mondo.

Un uomo in buona salute può generare una potenza di circa 800 watt (W) per un tempo breve, per esempio salendo di corsa una rampa di scale, ma in un’attività continuativa che duri molte ore non riesce a sviluppare una potenza superiore a circa 50 W. Quindi possiamo stimare che le 12 ore lavorative giornaliere di uno schiavo corrispondano a una quantità di energia di 600 wattora (Wh).

Vediamo ora come si confronta l’energia prodotta da un simile 'schiavo energetico' con quella che consumano le apparecchiature che usiamo nella vita di tutti i giorni.

Un computer portatile assorbe mediamente 50 W. Questo significa che il suo funzionamento consuma una quantità di energia circa uguale a quella prodotta dal lavoro di uno schiavo.

Per guardare una partita di calcio alla televisione con un apparecchio led-lcd da 50 pollici usiamo una potenza elettrica di circa 100 W, pari a quella prodotta dal lavoro continuativo di due schiavi.

Fare un bucato con una lavatrice di classe A (cioè una delle più e clienti, che consuma circa 800 Wh per un lavaggio a 60 °C) equivale a utilizzare per un’ora il lavoro di una quindicina di schiavi (figura 1).

Dieci minuti di uso di un asciugacapelli (potenza 1,2 kW) consumano 200 Wh, una quantità di energia pari a quella prodotta da quattro schiavi energetici che lavorano per un’ora. Riscaldarsi con una piccola stufa elettrica (2,5 kW di potenza) equivale a utilizzare l’energia generata dal lavoro di 50 schiavi.

Un semplice tosaerba a motore da giardino (non un 'trattorino') ha una potenza di 3,5 kW. In un’ora di lavoro questa macchina consuma una quantità di energia pari a quella prodotta da sei schiavi che lavorano per 12 ore.

Il motore di un’automobile di media cilindrata, che eroga una potenza di circa 80 kW, viaggiando a velocità di crociera, compie un lavoro pari a quello di 1600 schiavi. È evidente che neppure l’imperatore Cesare Augusto si poteva permettere il lusso della disponibilità istantanea di una tal massa di individui attraverso un semplice gesto, come è quello di girare la chiave in un cruscotto.

Una delle più potenti macchine da trasporto passeggeri oggi disponibile, il Boeing 747, in fase di decollo a pieno carico sviluppa una potenza di 80 MW, pari a quella erogabile da 1 milione e 600 mila schiavi energetici. In altre parole: ogni volta che un velivolo 747 decolla da Malpensa, per sviluppare tutta la potenza erogata dai legami chimici del combustibile occorrerebbe il contributo muscolare di tutti gli abitanti di Milano e del suo hinterland.

Infine una centrale termoelettrica di grande potenza (800 MW) potrebbe funzionare «per via muscolare» grazie al lavoro continuativo di oltre un quarto di tutti gli italiani, 16 milioni di persone.

In Italia sono installati oltre 100.000 MW di potenza elettrica, che equivalgono a una potenza muscolare umana di 2 miliardi di persone. 



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