Ecco com’è stato costruito il più grande telescopio spaziale della Storia (e altre 12 notizie dalla rete) 

C'è l'intervista cult di Serena Williams a Vogue e la causa tra Lana Del Rey e i RadioHead per due brani che si somigliano troppo

Ecco com’è stato costruito il più grande telescopio spaziale della Storia (e altre 12 notizie dalla rete) 
 Afp
 Lana Del Rey

Ci sono pochi modi migliori di questo di iniziare una rubrica sulle notizie “virali” o “particolari” dalla rete. Vogue ha dedicato la copertina del suo ultimo numero alla tennista più forte degli ultimi vent’anni, Serena Williams. E lo ha fatto immortalandola con sua figlia, due mesi appena, e con un’intervista che ispirerà moltissime donne e anche tanti uomini. “Non so perché le donne si limitino. So che a volte ci viene insegnato di non pensare in grande come gli uomini, di non credere che potremmo diventare amministratori delegati o presidenti. Sono felice di avere una figlia perché le voglio insegnare che non ci sono limiti”.

Ecco com’è stato costruito il più grande telescopio spaziale della Storia (e altre 12 notizie dalla rete) 
 Serena Williams su Vogue
 

Com’è stato costruito il più grande telescopio spaziale del mondo

Il James Webb Space Telescope entrerà in funzione nel 2019. Manon è ancora certo. Sono dieci anni che si procede alla sua costruzione e, una volta completato, potrà cogliere alcuni segreti che l’universo ancora ci nasconde. Parliamo di un telescopio spaziale orbitante a raggi infrarossi che partirà dalla Guiana francese. Il più grande telescopio mai inviato nello spazio, in grado di raccogliere l’eredità di Hubble e di altre tecnologie. È nato grazie alla collaborazione tra NASA, Agenzia Spaziale Europea e Agenzia Spaziale Canadese. E in questo timelapse è riassunta la sua ”nascita”.

La ape-libreria specializzata in felicità  

Una libreria specializzata in felicità che giri l’Italia raccontando il potere delle storie. Questa è l’idea che Marco Sacchelli con la sua apecar sta realizzando, tappa dopo tappa, dalla scorsa estate. Un modo originale per mettere a frutto il suo percorso di studi: una laurea in Scienze Psicologiche e un master in Psicologia positiva. “È la scienza che studia la felicità” racconta a Il Cambiamento. La ricerca di Sacchelli è iniziata in rete, grazie a Chapterzero, un blog dove raccontava la sua constante ricerca verso un benessere più profondo e intimo. Una ricerca che, ad un certo punto, ha avuto bisogno di uscire dalla rete per approdare sulla strada. Da una dimensione virtuale e intangibile a una più fisica che h portato realmente quella che era una filosofia in un vero laboratorio itinerante capace di conquistare persone di tutte le età. Una storia simile a quella di Giusepi, il ragazzo di origine italiana che da 9 anni gira gli Stati Uniti offrendo tazze di tè agli sconosciuti in cambio di storie.

Un’anatra molto speciale

Si chiama Aflac ed è il frutto del lavoro, durato più di un anno, di una startup che si occupa di creare giocattoli focalizzati sul tema salute. Quest’anatra, in particolare, è quella di accompagnare i bambini malati in un percorso molto difficile come può essere quello della chemioterapia. Non solo una fonte di conforto ma un vero sostegno nel fronteggiare il trattamento.

“Razzismo bianco” insegnato all’Università

Parlare di razzismo nell’epoca di Donald Trump, come spiega Quartz, non è semplicissimo. La Florida University, però, ha deciso di approfondire quello che negli Stati Uniti, ma non solo, è diventato un problema da non sottovalutare. Il corso, chiamato “White Racism” andrà ad approfondire ideologie razziste, leggi, politiche e pratiche che hanno permesso per secoli ai bianchi di mantenere il dominio su chi veniva considerato inferiore e, per questo, perseguitato. IL problema è che non tutti hanno apprezzato l’iniziativa tanto che i 50 frequentanti sono protetti e sorvegliati dalla polizia dopo il fiume di commenti piombati sui social nelle ultime settimane.

Parliamo di CES (con 3 notizie)

1) Ok, da oltre 40 anni è il posto più tecnologico, futuristico e innovativo della Terra. Eppure anche a Las Vegas non tutto fila liscio come l’olio. In questa edizione, ad esempio, c’è stato un blackout che ha fatto sorridere e twittare migliaia di ospiti presenti. Meno male che hanno inventato l’app “torcia”.

2) Non è che tutte le tecnologie siano proprio capaci di convincere il pubblico. Fasta Company, ad esempio, ha messo in fila le 6 idee peggiori di quest’anno. Sono particolarmente d’accordo nel dare la medaglia d’oro di questa classifica ad Artgasm, il modo più semplice per realizzare infografiche che rappresentino il piacere ottenuto grazie a un vibratore di ultima generazione. Com’è che si dice? Ah sì, bene ma non benissimo.

Dopo mille anni tornano a crescere gli alberi in Islanda

Ai tempi dei vichinghi la superficie dell’Islanda era ricoperta di alberi. Si parla di una percentuale tra il 25 e il 40%.  Nei secoli successivi, per avere a disposizione più spazi da dedicare all’agricoltura, molti alberi sono stati eliminati. Così tanti da esporre l’isola ad un problema serio di desertificazione. Così si è corso ai ripari e gli alberi, dopo mille anni, stanno tornando a crescere. Lo racconta un mini-documentario di National Geographic (un’ottima scusa per perdersi tra le meraviglie di quello che è davvero un paradiso).

 Silicon Valley, la quinta stagione sta arrivando

Chiudiamo la parentesi per “nerd” con una bella notizia. Almeno per chi ama le serie televisive fatte particolarmente bene. Sta tornando Silicon Valley con la sua, attesissima, quinta stagione. Qui c’è il teaser, buona visione.

Il ritorno di David Letterman (con un ospite molto speciale)

Il 12 gennaio ritornerà uno dei mosti sacri dell’intrattenimento americano. Quel David Letterman che, con il suo show sulla NBC, è entrato per alcuni decenni nelle case di milioni di telespettatori. In America come nel resto del mondo. Il suo nuovo programma andrà in onda su Netflix e si chiamerà My Next Guest Needs No Introduction. Una puntata al me se per un’ora  di chiacchierata con ospiti davvero speciali. Il primo sarà l’ex presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama. In quelle successive invece appariranno George Clooney, Jay-Z, Howard Stern e, persino, il premio Nobel Malala Yousafzai.

Fare pipì sulla pubblicità. L’idea “innovativa” di Ikea

Sembra uno scherzo, ma non lo è. L’ultima pubblicità per Ikea è dedicata alle donne iche stanno aspettando un bambino (o che pensano di essere incinte). Per scoprirlo basterà fare pipì sulla pubblicità pubblicata all’interno della rivista svedese Amelia. In realtà si tratta anche di un camuffato test di gravidanza. Se il risultato è positivo si potrà avere un bello sconto su una culla. No, non ho ancora capito se sia efficace o no. Voi che ne pensate?

IKEA - Pee Ad from Ourwork on Vimeo.

La diatriba “Lana Del Rey - RadioHead” per una canzone

Partiamo dall’inizio e dal pomo della discordia. La canzone “Get Free” contenuta nell’ultimo album di Lana Del Rey.

Secondo i Radiohead è molto, troppo simile a “Creep” (e detto tra noi… come dare loro torto?)

La giovane cantante ha scritto su twitter di aver proposto un accordo alla band offrendo il 40% dei ricavi.  Accordo che è stato rifiutato perché i RadioHead avrebbero richiesto il 100% dei profitti. L’appuntamento è stato quindi spostato in tribunale.

La storia è finita così? Manco per idea. Il gestore dei diritti dei Radiohead ha pubblicato una smentita dove sottolinea che non c’è mai stata una richiesta di questo tipo da parte dei suoi assistiti. Insomma, una telenovela che ogni giorno si arricchisce con nuovi capitoli. Attendiamo il prossimo.

10 cose che quelli nati nel 2018 (probabilmente) non conosceranno mai

La lista è stata pubblicata da Futurism e racconta di come, nei prossimi anni, spariranno alcune abitudini a noi familiari. Dalla patente di guida, tra 18 anni potremmo muoverci con mezzi diversi dalle auto di oggi, alle lingue straniere, con i traduttori che diventeranno rapidi e automatici. La previsione più inquietante però è quella che riguarda l’assenza di “quiet places”. Ci sarà rumore, ovunque (ma speriamo di no).  Ma li invidieremo tantissimo quando, tra le competenze a loro richieste, ci sarà quello di adattarsi a vivere in pianeti diversi dalla Terra. Come Marte.



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