Come sta andando #SalviniNonMollare?

La base del ministro dell'interno (o forse il suo stesso team social) lancia un hashtag su Twitter a supporto delle sue posizioni su migranti e manovra. E c'è chi ha misurato il 'sentiment' della Rete

Come sta andando #SalviniNonMollare?
 Afp
 Matteo Salvini

Tra gli slogan più apprezzati dalla Rete e usati da Matteo Salvini nell’ultimo anno c’è sicuramente #IoNonMollo. Così il vicepremier ha comunicato la sua vicinanza con il suo elettorato e la sua voglia di mantenere quelle promesse elettorali che - a detta degli ultimi sondaggi - stanno portando la Lega a diventare il primo partito in Italia. Accanto a questa “promessa” social, sancita come un sigillo da quell’hashtag, c’è un altro mantra martellante usato dalla propaganda salviniana: “Se voi ci siete, io ci sono”.

Serrare le fila come se vivesse in uno stato di perenne guerra ha decretato, almeno fino ad ora, il successo del leader del Carroccio che, nei momenti di maggiore difficoltà, come nel caso dei migranti della Sea Watch 3 e delle critiche arrivate persino dal premier Conte, ha sempre rinnovato la sua chiamata alle armi a elettori e follower. In questi giorni, forse provando a mischiare le carte, ha provato a ribaltare questa strategia: da #IoNonMollo a #SalviniNonMollare. Una richiesta, vera o studiata a tavolino poco importa, che arriverebbe da quella base che il 4 marzo ha fatto una scelta di campo molto precisa.


Ma come sta andando?

La domanda l’ha fatta lo stesso Salvini, a notte inoltrata, ringraziando chi avesse aderito a quella nuova forma di sostegno dal basso. Una risposta, piuttosto netta, è arrivata da Pier Luca Santoro, uno dei massimi esperti di social, data analysis e comunicazione in Italia. C’è da sottolineare come questo giudizio sia arrivato di mattina, presto, con l’hashtag che nel frattempo è stato anche trending topic. Insomma, l’aspetto più interessante, ancora una volta, è la messa in discussione dell’efficacia di una strategia che sembra ormai un po’ ripetitiva ma ancora funzionante.


I principali contributor

La lista che non distingue tra chi lo fa per sostegno o denuncia (per quello c’è anche Santoro), oltre al vicepremier in persona, comprende alcune figure di rilievo all’interno del mondo leghista come  il deputato Borghi o il presidente della regione Friuli Venezia-Giulia, Massimo Fedriga. Poi c’è la comunità di supporto, Noi con Salvini, e il Sofista che ha raccontato, con diversi tweet espliciti di vicinanza al governo, le vicende legate a #SeaWatch3.

Al secondo posto, però, c’è un profilo dal cognome che ricorda l’Italia ma che opera e lavora al di là dell’oceano: Alana Mastrangelo. Come racconta bene Lettera 43, si tratta di una giornalista di Breitbart, membro della NRA, che spesso veste i panni dell’influencer pro-Salvini. Una di quelle che, per stare ancora dentro la metafora usata all’inizio, sembrerebbe alla guida delle milizie straniere assoldate per diffondere il verbo gialloverde e far crescere i numeri delle iniziative lanciate sui social .


Nelle ultime ore, per sostenere questa battaglia contro i numeri negativi diffusi da quelli che Salvini addita come “rosiconi”, sono scesi in campo anche altri esponenti di primo piano del partito. Da Luca Zaia ad Attilio Fontana. Tutto per ottenere un risultato che possa essere soddisfacente e, a sua volta, diffuso sui social a dimostrazione della forza di un elettorato che, sotto la continua e regolare spinta dei profili del vicepremier, sembra non potersi riposare mai.


Quello che emerge da questa storia, comunque vada a finire, sembra mostrare ancora una volta il leggero affanno mostrato da una strategia che prova, con grande fatica a rinnovarsi. Ma per parlare di crisi ci vuole altro che i risultati di un hashtag su Twitter.



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it