Musica, la vittoria di Napster arriva dopo 19 anni

Nell'estate del 1999 uno studente di Boston, Shawn Fanning, pubblica un programma per lo scambio dei file mp3. Lì per lì sarà un inferno, ma oramai la rivoluzione digitale è compiuta

Musica, la vittoria di Napster arriva dopo 19 anni

Nel 1998, esattamente venti anni fa, nell’era della massima espansione dell’industria discografica, grazie al formato compact disc, le case discografiche proponevano al "Dvd forum" una standardizzazione del formato dvd per l’audio. La richiesta nasceva dall’esigenza di individuare un nuovo formato che avrebbe sostituito il CD con speciali caratteristiche legate anche al contrasto alla pirateria. Nello stesso momento altri scienziati iniziavano a lavorare sul formato SACD (super audio CD) il cui lancio commerciale sarebbe avvenuto nel 2000. Formati di alta qualità che avrebbero dovuto incontrare il grande favore dei fans di musica di tutto il mondo. Ma nei libri di storia dell’industria musicale il protagonista rimarrà invece un ragazzo sconosciuto nato nel 1980, due anni prima del lancio sul mercato del compact disc.

Shawn Fanning, uno studente di Boston, inizia a scrivere un programma che vedrà la sua comparsa nell’estate del 1999. È Napster, il programma di file sharing per mp3 che cambierà la storia dell’industria discografica e darà il via a quella rivoluzione che oggi possiamo raccontare anche attraverso i dati appena diffusi dalla federazione internazionale dell’industria musicale, IFPI.

Musica, la vittoria di Napster arriva dopo 19 anni

Per il terzo anno di fila, il mercato discografico del 2017 chiude in crescita con un +8, 1% a 17,7 miliardi dollari. 9,4 miliardi sono ricavi che provengono dal digitale, ovvero il 54% del totale e di questi il 38 % arriva dallo streaming, il segmento che ha guidato il rilancio del settore. Secondo Dennis Kooker, president, global digital business di Sony Music Entertainment, soprattutto lo streaming premium, con 176 milioni di abbonati è il vero carburante che alimenta l’industria della musica a livello globale. I ricavi per la prima volta sono cresciuti in tutte le aree del pianeta. Il Nord America ha fatto un + 12,8% , l’Europa + 4,3% , Asia + 4,5% con la Cina che è entrata in top ten dei Paesi leader. L’America Latina + 17%, qui grazie anche alla forte affermazione del repertorio latin , vero protagonista, insieme a rap ed hip hop, dello streaming.

L’innovazione spinta che ha trasformato le label discografiche da potenziali “disrupted” a effettivi “disruptor” dell’industria dei media per i cambiamenti messi in atto in questi anni non sembra rallentare. Come ha giustamente osservato Adam Granite, EVP market development di Universal Music, le nuove frontiere degli smart speaker e della realtà aumentata costituiranno un’ulteriore spinta, insieme alla crescita dei mercati emergenti. La Cina ha una prospettiva del raggiungimento di un miliardo di abbonati ai servizi streaming in pochi anni e la crescita dell’India di oltre il 60 % nel 2017 fa prevedere che il subcontinente possa presto entrare nella top ten dei mercati globali.

In questo contesto si osserva anche la resilienza del formato fisico. Nonostante la forte affermazione dello streaming in molti mercato il vecchio CD e la riscoperta del vinile hanno giocato un ruolo essenziale nei ricavi. L’Italia, mercato dove lo streaming cresce sistematicamente ma con tassi inferiori ai mercati più digitalizzati (nel primo trimestre del 2018 ha tuttavia superato per la prima volta il fisico) si piazza al settimo posto nel 2017 a livello globale sia nel segmento CD sia in quello del vinile. Lo stesso avviene con i nuovi business model. Nono mercato mondiale per diritti musicali ripartiti a case discografiche ed artisti l’italiana, SCF è una delle collecting più vivaci sul mercato delle royalty per la diffusione di musica al pubblico e i ricavi da radio e TV. Nel 2017 ha distribuito oltre 50 milioni di euro in diritti, una crescita di oltre l’otto per cento.

La conclusione forse più azzeccata sul futuro dell’industria musicale l’ha data Stu Bergen, CEO di Warner Music:  “Le aziende hanno continuato ad investire in ricerca e sviluppo anche in questi anni difficili ed ora, grazie ad un mercato globale che si sta riprendendo, con lo streaming che offre opportunità senza frontiere, siamo ben consapevoli che la prossima superstar globale potrebbe arrivare indifferentemente da San Paolo del Brasile o dal Suffolk nel Regno Unito”.



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