Sul caso di Charlie basta facili slogan

Sul caso di Charlie basta facili slogan

Oggi sarà staccata la spina della macchina che tiene in vita il piccolo Charlie Gard, affetto da una malattia incurabile e rarissima. I genitori, e non solo, sono furenti perché non soltanto è stato loro impedito di portare il figlio negli Usa ma è stato perfino proibito di farlo morire a casa nel suo lettino tra l'affetto di genitori, parenti e amici.

Raccontata così la vicenda di Charlie appare chiara e diafana: con i medici e il governo inglese nella parte degli aguzzini feroci che usano violenza contro vittime inermi che sono un bimbo e i suoi familiari. Ma se le cose fossero così semplici e lineari perché il padre di Eluana Englaro non aveva diritto di chiedere l'eutanasia per la figlia? E il caso Charlie quanta forza darà al movimento antivaccinista che infatti già si frega le mani traendo nuovo vigore per andare contro al governo che "costringe" i genitori a vaccinare i figli "contro la volontà della famiglia" così come è accaduto al piccolo Charlie?

Dunque, mentre scorrono gli ultimi minuti di vita del piccolino, scorrono anche gli ultimi minuti di vita per chi crede che la nostra vita oggi possa avere soluzioni semplici: quelle del tutto di qua o del tutto di là.

Chi pensa che la decisione di vita di un minore o di un disabile sia interamente affidata alla famiglia - e quindi che i medici, il governo inglese e la Corte Europea debbano solo stare zitti ne caso di Charlie -  sappia che sta anche mettendo le premesse perché la famiglia decida della morte dei figli o  dei disabili e della loro non cura. D'altra parte, chi pensa che la decisione ultima non possa essere della famiglia ma debba essere dello stato si rimbocchi le macchine per far approvare una legge seria e condivisa da tutti che davvero raccolga il meglio del senso della vita che ancora è presente nel nostro paese. Penso alla Chiesa Cattolica, certamente importante quanto meno come agenzia culturale, ma non solo. C'è, tra di noi, tantissimo di buono tra tanta gente e tra tante idee. Ma mettiamole tutte assieme, per favore, mettendoci a pensare sul serio senza fermarci a slogan da tweet, salotti televisivi e titoli di giornali.