Il Vinitaly è bello, scoprire il vino nelle cantine è ancora meglio

La 53esima edizione della fiera di Verona si conferma un appuntamento da non perdere a livello internazionale. La novità dell'anno è lo spazio dedicato ai vini biologici. Il ministro Centinaio punta a collegare la degustazione dei nostri prodotti al turismo e alla scoperta dei nostri territori. Era ora

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VINCENZO PINTO / AFP 
Vinitaly

Impossibile ignorare il Vinitaly, grande evento di punta del vino italiano e oggi anche piazza politica e sociale di una delle attività economiche più importanti per il nostro paese. Sul fronte dei mercati internazionali il 2018 ha fatto registrare infatti un nuovo record per le spedizioni di etichette italiane all'estero che hanno superato quota 6,2 miliardi di euro (+3,3%) con un incremento in 12 mesi di ben 200 milioni (fonte: Il Sole 24 Ore - Qualivita) Siamo alla 53esima edizione, il Vinitaly è vecchio quasi quanto il vino italiano ma sta trovando una chiave contemporanea che gli dona un appeal sempre maggiore. Si tratta di 4.600 aziende di vino e distillati, provenienti da 53 Paesi diversi, che metteranno in comunicazione 16.000 etichette. Che poi sono più o meno il numero di etichette che si ritrovano nelle guide italiane più conosciute.

Se ci riflettiamo davvero è un mare magnum infinito e per il consumatore la possibilità di orientarsi sembra quasi impossibile. L’esperimento è presto fatto, basta osservare al ristorante i commensali per accorgersi che alla fine il consumatore medio, per ordinare il vino si divide solo tra poche caratteristiche: bianco o rosso, bollicine o fermo, secco o dolce. Resta al sommelier e al cameriere il compito di fare educazione e non solo vendita. Certo esiste anche un mondo di esperti e di operatori, ma l’impresa di ciascuna azienda per distinguersi verso il cliente finale è molto ardua. Chissà se il Vinitaly è l'investimento giusto in questo senso...

Torniamo al cuore della fiera però che quest’anno ha tante novità e presenta un programma sempre più intraprendente. Tanto per chiarire stiamo parlando di una fiera con una superficie netta di 95.449 metri quadrati, dove la spesa media per ogni azienda, a meno che non si tratti di un consorzio o altra simile aggregazione, è davvero imponente rispetto ai budget che si possono spendere per comunicare nel mondo del vino in un anno solare. Prima novità tra tutte un grande spazio, ben identificabile, denominato Organic Hall per accogliere Vinitalybio, dedicato ai vini biologici prodotti secondo la normativa europea e promosso con Federbio, e la collettiva di produttori artigianali dell’associazione Vi.Te – Vignaioli e Territori, che già da sette anni collabora con Veronafiere. Questo perché l’ambiente e i consumatori reclamano sempre più prodotti rispettosi della natura e della materia prima.

Una ricerca di IPSOS per il Salone della CSR e dell’innovazione sociale, delinea che l'attenzione a questi temi è un trend in decisa crescita nel nostro Paese: dal 2014 sono aumentati del 65% i consumatori italiani che dichiarano di conoscere il significato di sostenibilità. E che chiedono un impegno alle imprese, soprattutto nella comunicazione: il 53% dei cittadini riconosce che negli ultimi tre anni l’attenzione delle aziende è cresciuta, in particolare verso l’ambiente, ma il 76% della popolazione ritiene difficile capire quali imprese siano veramente sostenibili. Gli elementi che le persone ritengono più efficaci per comprendere l’impegno delle imprese in sostenibilità sono soprattutto quelli che derivano da terze parti, come nel caso delle certificazioni (considerate efficaci dal 42% del campione) o delle associazioni siano esse di consumatori, ambientaliste o umanitarie (considerate efficaci dal 35% del campione). La ricerca dimostra che l'idea dei "VINI Bio" è buona ma che il consumatore ha bisogno di certezze e di essere informato.

Vinitaly diventa una fiera sempre più B2B e internazionale, gli appuntamenti per gli appassionati sono quasi tutti pensati fuori dai padiglioni in Vinitaly and The City. Il catalogo online infatti – a proposito di internazionalizzazione – quest’anno è stato redatto in ben nove lingue dopo l’italiano, l’inglese e il cinese si ampliano le opportunità di contatto con i buyer, inserendo le lingue francese, tedesco, spagnolo, russo, giapponese e portoghese.

Interessante il grande sforzo che farà quest’anno il MIPAAFT proprio per riflettere sul vino made in Italy e la sua promozione e valorizzazione. E’ prevista la presenza del Ministro Gian Marco Centinaio e dei Sottosegretari Franco Manzato e Alessandra Pesce tutti i giorni e tante sono le attività che si svolgeranno nello stand istituzionale.

Non male finalmente il proposito di collegare il vino italiano alla promozione turistica: spingere la conoscenza delle nostre produzioni vitivinicole all’estero, al fine di attrarre la domanda turistica nelle aree del nostro Paese. Il fil rouge della vasta programmazione delle attività organizzate dal Mipaaft, dunque, è quello di un’Italia da vedere e da gustare, terra del bere bene, del “Made in Italy” culturale, artistico, architettonico, paesaggistico ed enogastronomico di inestimabile valore, in grado di attrarre flussi turistici da ogni parte del mondo. Era ora.

Si parlerà di "OCM Vino" per esempio, la regolamentazione unica dell’Unione Europea che detta alcune norme riguardanti il settore vitivinicolo, sia per quanto riguarda le norme di produzione che i contributi a fondo perduto assegnati alle aziende. Degustazioni guidate di etichette e show-cooking con prodotti Dop e Igp, accompagneranno i visitatori dello stand Mipaaft perché ovviamente la stretta relazione con l'abbinamento cibo rende l'offerta enogastronomica sempre più forte e virtuosa. Lo spazio Mipaaft si trova al piano terra del PalaExpo (Ingresso San Zeno), e si sviluppa tra l’area talk show, dove si svolgeranno gli eventi centrali, la sala conferenze che ospiterà i dibattiti e l’area degustazione.

Personalmente sarò impegnata in una giuria qualificata per promuovere il lavoro fatto da una serie di istituti agrari italiani, dove gli studenti non solo hanno prodotto un vino legato alla loro scuola, ma hanno pensato anche a un piano di comunicazione per lanciarlo sul mercato.  Il concorso è promosso da Crea e dall’Associazione Donne del Vino insieme al Ministero ovviamente e al sottosegretario Alessandra Pesce. (lunedì 8 aprile ore 14.30 Stand MIPAAFT area TALK)  A seguire prenderò parte al convegno “Gusto Divino” Il mondo del vino al femminile (ma non solo) sempre presso lo stand MIPAAFT nell'area TALK SHOW dalle 16 alle 17.00 Il Sottosegretario alle Politiche Agricole Alessandra Pesce quiincontra Le Donne del Vino e tutte le altre professioniste del settore.

Non un classico talk show, né un convegno frontale, ma un’occasione di dialogo diffuso. Partecipano, tra gli altri, Donatella Cinelli Colombini (presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino), Angela Colmellere (deputato, segretario Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera), Maria Grazia Morgan, preside del Cerletti di Conegliano Veneto (la più antica delle scuole enologiche al mondo), Tiziana Nardi (ricercatrice CREA Viticoltura ed Enologia), Stefania Ruggeri (ricercatrice CREA e docente universitaria di food design), Massimiliano Borgia (direttore Festival giornalismo alimentare). Modera Cristina Giannetti (giornalista e coordinatore ufficio stampa CREA).

Bello ricordare qui anche l'Arsial per la Regione Lazio ( la mia regione di appartenenza) che, come ogni anno, ospiterà in stage i ragazzi delle scuole alberghiere. Per questa edizione, saranno presenti al Vinitaly le studentesse e gli studenti degli istituti Tor Carbone di Roma, Alessandro Filosi di Terracina, Paolo Baffi di Fiumicino, Michelangelo Buonarroti di Fiuggi e il Ceccano. Per loro anche un contest:  “Il Territorio in tavola”, che premierà, con un riconoscimento in denaro di 500 euro la squadra che avrà saputo meglio rappresentare e raccontare il proprio territorio. 

Molto difficile segnalare invece qualche appuntamento di degustazione in particolare per chi vorrà addentrarsi nei dedali di questa grande manifestazione. Gli eventi sono davvero migliaia. Il suggerimento è quello di farsi guidare dall’intuizione e magari fare un bel programma prima di entrare utilizzando il sito della fiera  Il mio suggerimento poi, se davvero amate il vino, è prendere un treno (o una bicicletta meglio per rispettare l'ambiente) e mettersi a girare la nostra bella Italia, perché la visita in cantina resta un momento davvero irripetibile e non c’è fiera che tenga.

Ci vediamo al Vinitaly.



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