Una medaglia d'oro che farà discutere. Diario di bordo

Una medaglia d'oro che farà discutere. Diario di bordo
Foto: Alexander Vilf / Sputnik 
Giorgio Minisini e Manila Flamini, nuoto sincronizzato (AFP) 

Mentre la riunione del mattino sta finendo arriva una bellissima notizia: il primo, storico oro azzurro ai mondiali di nuoto in corso a Budapest . La coppia formata da Manila Flamini e Giorgio Minisini si sono piazzati sul gradino più alto del podio del nuoto sincronizzato (categoria duo misto tecnico) con un esercizio, udite udite, dedicato ai migranti. Si intitola “A scream from Lampedusa”, la coreografia è stata curata da Michele Braga e Anastasija Ermakova. La coppia azzurra è stata superiore a quella russa e a quella americana. Un risultato clamoroso per un tema, quello scelto per l’esercizio, di grande attualità negli ultimi giorni, non solo in questo Paese.

L’aumento degli sbarchi e la polemica politica legata alla legge sullo ius soli avevano aperto stamattina la nostra riunione di redazione. Dopo giorni di negoziati serrati all’interno del governo e tra governo e partito democratico, è stato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ad annunciare lo slittamento dell’esame del provvedimento da parte del  Parlamento a dopo l’estate. Non ci sono le condizioni, oggi, per far passare in sicurezza una riforma contestatissima dalle opposizioni e sulla quale la stessa maggioranza non è per nulla coesa. Si può rischiare la vita del governo, con un voto di fiducia a scrutinio segreto, in un momento in cui l’economia mostra timidi, ma importanti segnali di ripresa? No, non si può, deve aver pensato quella parte del Pd contraria all’ipotesi di elezioni anticipate, magari in concomitanza con quelle regionali siciliane a novembre. Matteo Renzi, come noto seduto tra i banchi di chi vorrebbe invece accelerare una fine della legislatura, per il momento si arrende e accetta di rimandare l’esame dello ius soli alla ripresa di settembre.
 
Gli altri temi del giorno riguardano l’emergenza incendi che al Sud non dà tregua, e l’attesa per la sentenza del processo sul caso di Yara Gambirasio. La camera di consiglio è cominciata e  Massimo Bossetti rilascia in aula alcune dichiarazioni spontanee: “Yara poteva essere mia figlia, un animale chi l’ha uccisa”. Sapremo a breve se i giudici della Corte d’appello di Brescia confermeranno l’ergastolo del primo grado o accetteranno la richiesta della difesa per una nuova perizia sul Dna del muratore.
 
Dall’estero impariamo che negli States il gradimento per Donald Trump è crollato, che i giudici inglesi che devono decidere sulla vita di Charlie Gard si daranno ancora qualche giorno prima di sentenziare sulla richiesta di nuove cure sperimentali avanzate dalla famiglia e da parte della comunità scientifica per il bambino di 10 mesi vittima di una malattia rara e incurabile; l’economia cinese continua a crescere, mentre in Venezuela il risultato del referendum non riconosciuto dal governo di Caracas è scontato: il 98% dice no alle riforme annunciate da Nicolas Maduro.
 
Dal nuoto potrebbero arrivare ancora nuove medaglie, dopo quelle del fondo femminile e dal trampolino da un metro tra gli uomini. L’oro di Flamini-Minisini ci riempie di orgoglio. Vediamo se anche sulla scelta della coreografia dedicata a Lampedusa la politica (e la rete) riusciranno a dividersi