Una cosa che ho imparato moderando i vostri commenti sulla presidente Boldrini

Scriveteci idee, spunti, link. Ma non passeranno gli insulti. Non se ne può più 

Una cosa che ho imparato moderando i vostri commenti sulla presidente Boldrini
 Blog CasaAgi nera


Immaginate la scena. A #vivalitalia c’è ospite Laura Boldrini, presidente della Camera, che parla di come le bufale alimentino l’odio e di quanto l’odio sia la cifra del nostro tempo. Contemporaneamente decine e decine di “leoni da tastiera” riempiono la nostra diretta, sulla pagina Facebook, di offese e volgarità. Alcune pesantissime, intollerabili. A quel punto ci siamo sentiti come Topolino, apprendista stregone nel film della Disney, del 1940, Fantasia. Cancellare un commento sessista non serviva a nulla. Improvvisamente ne comparivano altri. Una moltiplicazione continua. Come le scope del film.

Ma lo stesso avviene quando pubblichiamo notizie su Donald Trump, Virginia Raggi o Matteo Renzi; l’Unione Europea o la Brexit, le nuove o le vecchie generazioni, il mondo del lavoro o le ultime tendenze del lifestyle. L’unica cosa trasversale in Italia sembra essere l’insulto. Colpisce tutti, indistintamente. 

Nelle ultime settimane, del resto, è stata la nostra community ad insistere affinché prendessimo dei provvedimenti. Il suggerimento è sempre lo stesso: “eliminateli! Fate sparire tutti quei commenti d’odio”. C’è chi ci ha fatto i complimenti “siete tra i pochi che s’impegnano per moderare la pagina: ammirazione” ma anche chi ha sottolineato come “non capisco perché non vi impegnate a moderare i commenti”. Fino ad arrivare a “Agì..fatti un giro su altre pagine..e vedrai che non si limitano a chitemmuort!!!”. 

Il senso di Casa Agi e il nostro rapporto con voi sui social


Casa Agi è nata anche per rispondere alle richieste, alle critiche, ai consigli. Da qualche mese abbiamo deciso di aprire le finestre e farvi respirare un’aria nuova. Abbiamo cominciato ad arredare sempre meglio i nostri profili, ad appendere le foto con più gusto, a curare i video che passiamo sui nostri schermi con maggiore attenzione. Ma non solo. Abbiamo cercato di dare maggiori spiegazioni aggiungendo piccoli commenti, facendo riferimenti diretti a singoli personaggi e, quando serve, integrando i pezzi con citazioni e virgolettati. Insomma, abbiamo voluto rendere le nostre "stanze" accoglienti, con il desiderio di far sentire le persone a casa.

Un invito ai lettori di Agi.it

E vorremmo, pian piano, che diventasse ancor di più un luogo dove chiunque possa approfondire le notizie senza fare lo slalom tra ingiurie e monologhi senza coerenza, dove sono banditi urla e strepiti (non serve, ci sentiamo benissimo!). Una sorta di “Circolo Pickwick” moderno. Insomma, anche grazie a voi abbiamo capito che dobbiamo difendere questo spazio. Ce lo avete chiesto e lo faremo. Continueremo a non accettare offese gratuite, bestemmie e, la cosa peggiore di tutte, auguri di morti violente o tumori. Il mondo non ne ha bisogno. Il giornalismo non ne ha bisogno. Nessuno di noi ne ha bisogno. 


Noi non “blasteremo” nessuno. Non ci interessa. Vogliamo occuparci di chi ha qualcosa da dirci per farci crescere. Per questo anche noi vi rivogliamo un invito: sommergeteci di commenti intelligenti, di link, di argomentazioni costruttive. Di questo sì, ne abbiamo bisogno. Da parte nostra ci impegneremo a rispondere perché, ascoltandovi, miglioriamo la qualità del nostro servizio. La gentilezza è l’unica arma per combattere l’odio. Non solo sui social.