Migranti, c'è chi chiude i porti e chi apre le case

Migranti, c'è chi chiude i porti e chi apre le case

Nel giorno in cui Bill Gates, che ha fondato Microsoft diventando l’uomo più ricco del mondo e quindi il più grande filantropo del pianeta, dice in buona sostanza all’Europa, basta essere generosi, chiudete la porta ai migranti o sarete invasi; nello stesso giorno Airbnb lancia una iniziativa che va esattamente nella direzione opposta.

Leggi cosa ha detto Billa Gates nell'intervista a Welt am Sonntag

Immagino che tutti sappiate cosa è Airbnb: fondata nel 2008 a San Francisco è diventata la più grande piattaforma digitale per affittarsi una stanza o tutta la casa per periodi brevi. Per dare una idea, in questo momento ci sono oltre tre milioni di annunci, da 65 mila località in 161 paesi. E l’Italia è in testa, vista la nostra attrattività turistica, Roma è fra le 5 cinque città più richieste al mondo. Insomma, Airbnb è una bandiera dell’accoglienza e dell’incontro fra le persone.

E da ieri in Italia è arrivato il programma “accogli un rifugiato” che consente a chiunque di aprire la propria casa a chi è scappato da una guerra ed è stato accolto da una organizzazione umanitaria e in seguito ha ottenuto asilo politico. A quel punto che succede? Che può esserci il bisogno di trovare un alloggio per brevi periodi in attesa della sistemazione definitiva, e qui interviene Airbnb: c’è qualcuno disposto a ospitare un rifugiato, scelto da una ONG, per un periodo breve?

Il programma, realizzato in collaborazione con Refugees Welcome Italia e Comunità di Sant’Egidio, è appena partito, a Milano e Roma, e ci sono già un centinaio di offerte. Che non sono poche. E soprattutto sono un segnale. Perché è giusto dire che non possiamo aprire le porte a tutti senza gestire i flussi migratori e che il problema va risolto dove nasce, ovvero favorendo la pace e la crescita economica nei paesi da dove partono i migranti. Ma la generosità verso ci scappa da una guerra è un’altra cosa, e non è mai troppa.

Sono sicuro che chi avrà accolto un rifugiato a casa per qualche giorno, ne uscirà più felice. Aspettiamo le loro storie, è un esperimento dall’esito non scontato, da seguire con attenzione.