Diario di bordo. E' morto l'uomo condannato per l'omicidio Pasolini  

I fatti più importanti di oggi. Cosa leggeremo sui giornali domani 

Diario di bordo. E' morto l'uomo condannato per l'omicidio Pasolini  
Foto: LEEMAGE 
 Pier Paolo Pasolini

Mafia capitale? Ma quando mai! La mafia a Roma non esiste. I Carminati, i Buzzi i Gramazio, i Panzironi si sono certamente macchiati di reati gravi, anzi gravissimi. E per questo meritano pene molto dure. Ma mai e poi mai hanno messo in piedi un’associazione di stampo mafioso. E così la sentenza di primo grado di uno dei processi mediatici più importanti della storia giudiziaria italiana – e che tante conseguenze ha avuto anche sulla politica cittadina e nazionale - ci ha offerto oggi lo spettacolo che non ti immagini: legali di imputati condannati a pene fino a 20 anni che esultano e inneggiano alla “sconfitta del teorema del procuratore capo di Roma Pignatone”. E, in effetti, la stessa Procura non nasconde di essere un po’ delusa. “Questa sentenza – dice il pm Ielo – in parte ci dà torto, faremo appello”.

E' morto l'uomo condannato per l'omicidio Pasolini

Ma c’è un’altra notizia di cronaca che ci riporta indietro nel tempo: è morto Pino Pelosi, condannato per la morte di Pier Paolo Pasolini. Personaggio controverso, ‘Pino la rana’ (così veniva chiamato dagli amici) prima si autoaccusò del delitto e si prese 9 anni e 7 mesi. Poi cambiò versione. Malato di tumore, è morto questa notte al Policlinico Gemelli di Roma, portando via con sè i tanti segreti di quella terribile notte del 2 novembre 1975.

Migranti, teneteveli a Lampedusa

Tanta cronaca, insomma, nella nostra Prima pagina di oggi. E, ancora una volta, non potevamo non dedicare ampio spazio alla questione migranti. Stupisce il tono ultimativo con cui il ministro degli Esteri austriaco Kurz si è rivolto ad Alfano. Tenetevi i profughi a Lampedusa, ha detto in poche parole. Non fateli arrivare sulla terraferma perché poi da lì ci mettono poco ad arrivare da noi. Quindi l’avvertimento: siamo pronti a chiudere il Brennero in un batter d’occhio. Attendiamo, a questo punto, la replica del responsabile della Farnesina.

Politica, mal di pancia in maggioranza

E passiamo alla politica, con i mal di pancia nella maggioranza manifestatisi ieri con le dimissioni del ministro centrista Costa. Il presidente del Senato Grasso oggi ha ricevuto i giornalisti nella tradizionale cerimonia del Ventaglio e non ha nascosto le sue preoccupazioni: “Ci sono fibrillazioni – ha ammesso – e i prossimi mesi saranno delicati”. Il suo timore è che le forze politiche in autunno trasformino il dibattito sulla legge di bilancio e sulla riforma elettorale in veri e propri campi di battaglia in vista delle prossime elezioni politiche.

La Bce attenua li stimoli, ma... 

La pagina economica vede in primo piano le mosse della Bce che ha deciso di lasciare i tassi invariati avvertendo che gli stessi resteranno a questo livello ancora per lungo tempo. Contestualmente la banca centrale ha chiarito che per il momento di attenuare gli stimoli all’economia, non ci pensa proprio: andremo avanti con il ‘Qe’ così com’è, almeno fino alla fine dell’anno e, se necessario, anche oltre. E intanto Draghi ci fa sapere che nell’Eurozona la ripresa è solida e ampia. Di tutto ciò si è giovato l’euro che si è rafforzato sul dollaro.

Per riso e pasta obbligatoria l'origine in etichetta

Nei nostri titoli del giorno segnaliamo un’importante novità nel settore alimentare. In una conferenza stampa i ministri Martina e Calenda hanno annunciato che d’ora in avanti per pasta e riso sarà obbligatorio scrivere sull’etichetta l’indicazione d’origine. Un modo per proteggere i nostri prodotti di qualità.

Lo scontro Berlino Ankara

La pagina di esteri ci riporta al contrasto fra Berlino e Ankara che oggi si è arricchito di un nuovo capitolo. Ragione dello scontro l’arresto in Turchia di alcuni attivisti contrari al regime. Questa volta è scesa in campo la cancelliera Merkel avvertendo Erdogan di essere pronta ad adottare misure concrete per evitare le continue violazioni dei diritti umani. Replica durissima: “Basta ingerenze nei nostri affari interni”.

L'amico di Hitler a Londra

Segnaliamo infine una notizia che ci riporta indietro nella storia, addirittura alla seconda guerra mondiale. Dai National Archives di Londra è venuto fuori che Hitler aveva un ‘amico’ nella casa regnante britannica. Si trattava di Edoardo VIII che aveva abdicato al trono nel 1936 per sposare una cittadina americana e divorziata. Ebbene, il fuhrer aveva stretto un patto con lui: “Io ti reinsedio al trono e tu firmi la pace con noi”. Della cosa era perfettamente al corrente lo stesso Churchill che, per proteggere la corona, aveva deciso di mettere tutto a tacere, nascondendo la polvere sotto il tappeto. Polvere che oggi, finalmente, è venuta alla luce.