In 'Prima' oggi finisce l'intreccio tra politica e giustizia

In 'Prima' oggi finisce l'intreccio tra politica e giustizia
Foto: CITIZENSIDE / STEFANO RONCHINI / CITIZENSIDE 
25/04/2017 Virginia Raggi alle celebrazioni del 25 aprile (AFP)

I titoli della nostra Prima pagina erano già belli e fatti, quando è piombata in redazione la notizia della probabile richiesta di rinvio a giudizio per Virginia Raggi. I pm le contestano il falso e l’abuso d’ufficio per le nomine di Renato Marra e Salvatore Romeo. Proprio ieri la sindaca, a un anno esatto dalla travolgente vittoria del 2016, si era ampiamente autopromossa dandosi un bel sette e mezzo. I magistrati hanno ora alcune settimane per decidere se rinviarla a giudizio. Vedremo quali saranno i risvolti non solo giudiziari ma, a questo punto, anche politici della vicenda.

La notizia ha scalzato un’altra, sempre a metà fra politica e cronaca: il caso Consip su cui si sta alimentando uno scontro durissimo fra governo e opposizione ma anche all’interno della stessa maggioranza. Mdp insiste sulla richiesta di togliere le deleghe al ministro Lotti e il Pd sbotta: “A questo punto devono dire se sostengono ancora l’esecutivo, serve una verifica politica”. Minaccia che provoca la reazione di Bersani. “Non possono tapparci la bocca”.

Ma c’è un fatto di cronaca, di sola pura cronaca, che ha suscitato impressione e che riteniamo meritevole di una posizione alta nei nostri titoli di Prima pagina. Marco Prato si è suicidato in carcere. Prato era accusato, insieme all’amico Manuel Foffo, dell’efferato omicidio di Luca Varani avvenuto a Roma un anno fa. Il giovane è stato trovato nella sua cella con un sacchetto di plastica in testa. Accanto al corpo un biglietto con poche righe: “Sono innocente, non ce la faccio a reggere l’assedio mediatico”.

Merita un posto in Prima pagina anche la Strage di Brescia: a distanza di 43 anni, stiamo ancora aspettando che si metta la parola fine. Il Pg di Cassazione ha chiesto la conferma dell’ergastolo per Maggi e Tramonte, ora siamo in attesa della sentenza. E ancora brutte notizie sul fronte dei migranti: l’Unhcr ha ufficializzato che, dall’inizio dell’anno, sono annegate 2.000 persone nel Mediterraneo. Il tema dell’immigrazione continua ad avere risvolti politici importanti. Oggi è stato il presidente del Senato Grasso a sponsorizzare il ddl sullo Ius soli che tante polemiche ha scatenato in questi giorni. Grasso si è augurato che il testo diventi legge prima dell’estate. Secca la replica di Grillo che parla di fumo negli occhi e chiede che della materia si discuta a livello europeo. Peccato che il commissario Avramopoulos lo stoppi subito: “Si tratta di materia di competenza chiaramente nazionale”.

Restando sempre nell’ambito della cronaca, abbiamo deciso di segnalare le motivazioni della condanna di Formigoni per l’inchiesta Maugeri: “E’ stato corrotto con 6 milioni di euro”. Quindi, un paio di titoli più leggeri ma non certo meno importanti. Domani per mezzo milione di studenti inizierà l’esame di maturità: in programma la prova regina, il tema di italiano. E poi facciamo un titolo sul Papa che ha deciso di recarsi nelle terre di due preti scomodi, don Milani e don Mazzolari, per rendere loro omaggio.

La Pagina economica non è oggi particolarmente ricca. Abbiamo voluto dare risalto al Rapporto del commissario Gutgeld sulla spending review: in tre anni, dal 2014 al 2017, abbiamo risparmiato ben 30 miliardi di euro. Padoan esulta e parla di buoni risultati. Gentiloni ci tiene a dire però che non basta tagliare la spesa, occorre renderla anche più efficiente.

L’informazione internazionale, dopo averla fatta da padrone per tanti giorni, oggi sembra essersi presa una piccola pausa. Ci sono gli strascichi dei due attentati di ieri a Londra e agli Champs Elysees, ma niente di veramente importante. Piuttosto, abbiamo deciso di segnalare i guai dell’”allenatore degli allenatori”, quel Mourinho che ora è indagato per frode fiscale: l’Erario spagnolo gli contesta una super-evasione da 3,3 milioni di euro. Anche nel caso in cui alla fine dovesse essere costretto a pagare, non crediamo che il nostro Josè finirà la sua vita in miseria.