Il terrorismo in apertura della nostra prima pagina. Di nuovo

Il terrorismo in apertura della nostra prima pagina. Di nuovo
Foto: Daniel Leal-Olivas / AFP 
Un 48enne si è lanciato con il suo furgone contro fedeli musulmani fuori dalla Moschea di Finsbury Park a Londra (Afp)  

Il pericolo di una sorta di ‘guerra di religione’ era nell’aria e purtroppo sembra essersi avverato: a Londra un uomo di 47 anni si è lanciato con un furgone contro i musulmani che uscivano dalla moschea dopo la preghiera del Ramadan. Il bilancio è di un morto e 9 feriti ma il vero timore è che l’episodio possa scatenare il classico effetto emulativo e segnare l’inizio di una escalation di attentati alla rovescia contro gli islamici. Proprio per questi risvolti abbiamo deciso di aprire la nostra Prima pagina con il nuovo attentato di Londra.

Ma l’argomento terrorismo non si esaurisce, purtroppo, con quanto avvenuto nella capitale londinese. La Francia, Parigi in particolare, è di nuovo al centro delle attenzioni degli islamici radicalizzati. Uno di questi si è lanciato con la sua auto contro un furgone della polizia negli Champs-Elysees: la vettura è esplosa e l’uomo è stato ucciso dalle forze dell’ordine. Questa volta, per fortuna, l’attacco non ha provocato vittime. E nemmeno feriti.          

Il fronte terrorismo è aperto naturalmente anche in Italia. E oggi giunge una notizia che, da una parte preoccupa ma dall’altra dimostra l’attenzione che i nostri investigatori mostrano nell’azione di controllo contro i potenziali attentatori. A Crotone è stato arrestato un giovane iracheno che inneggiava alla Jihad e andava dicendo che agli infedeli andrebbe tagliata la gola. Il bello è che l’uomo aveva avanzato regolare richiesta d’asilo nel nostro Paese e svolgeva la sua attività di propaganda a favore del califfato all’interno del centro di accoglienza della città calabrese.

Gli avvenimenti legati al terrorismo fanno, per il momento, passare in secondo piano, lo scontro politico sulla vicenda Consip. Eppure domani sarà una giornata delicata per il governo: al Senato sono state presentate diverse mozioni. Una su tutte preoccupa la maggioranza: quella presentata da Mdp che chiede di togliere le deleghe al ministro Luca Lotti. Sempre sul versante politico, nella nostra Prima pagina segnaliamo Gentiloni che parla di una crescita economica superiore al previsto e promette un piano di rilancio degli investimenti pubblici. Gli fa eco il capo dello Stato Mattarella che sprona la politica a portare avanti le riforme per la crescita e il recupero di competitività.

Ancora uno strascico delle voci su una possibile alleanza fra M5S e Lega. Di Maio oggi vira decisamente sul no: “La Lega ci ha sempre insultati – dice – mai potremmo stare insieme a loro”. Ma dal fronte grillino la notizia del giorno è un’altra: sono esattamente 12 mesi che Virginia Raggi e’ sindaca della capitale. I sondaggi e i bilanci usciti in questi giorni sulla stampa non sono troppo lusinghieri nei suoi confronti ma lei sembra non curarsene e tira dritto: “Che voto mi darei? Sette e mezzo”.

E passiamo ai fatti cronaca, con la condanna all’ergastolo di Giuseppe Pellicanò, l’uomo che nel giugno dello scorso anno a Milano, per vendicarsi della moglie che lo aveva lasciato, fece saltare in aria una palazzina. Morirono la sua ex e altre due persone, oltre a tre feriti. E invece nel Bergamasco una donna, minacciata dall’ex, reagisce: lo investe e lo uccide.

Dallo scenario internazionale segnaliamo il gelo fra Russia e Usa in Siria. Ieri un caccia di Assad è stato abbattuto dagli americani, oggi si scatena l’ira di Mosca. E la minaccia: “I vostri aerei diventano da ora possibili bersagli, la collaborazione finisce qui”. Intanto la Gran Bretagna, mentre si dibatte fra roghi di grattacieli e attentati terroristici, deve occuparsi anche di Brexit. Oggi a Bruxelles sono scattate le pratiche di divorzio dall’Ue. Al primo confronto si è raggiunto un accordo su priorità e tempi.

Infine la Pagina economica con in primo piano Vivendi che congela la sua quota in Mediaset ma fa ricorso contro l’Authority che ha posto la società francese davanti all’aut aut: se vuole scalare la società del Biscione deve mollare il controllo di Telecom Italia.

Ottavio