Quanto avrà inciso il fact checking sulle scelte elettorali degli italiani?

Giornali, radio e televisioni hanno utilizzato in questa campagna elettorale diversi modelli per la verifica real time delle dichiarazioni dei politici. Il format di Agi e Pagella Politica 

Quanto avrà inciso il fact checking sulle scelte elettorali degli italiani?

Non sapremo subito quale leader e quale maggioranza guideranno il Paese nei prossimi tempi, ma chi avrà vinto e chi perso queste elezioni politiche lo capiremo prestissimo. Esistono soglie percentuali di voti che assegneranno forse già domenica sera medaglie e cartellini rossi in maniera abbastanza indiscutibile a tutti i partiti. Non solo a quelli che supereranno il 3% necessario per mandare alle Camere qualche deputato o senatore. Il tempo tecnico di finire lo spoglio delle schede e di registrare i calcoli sull’assegnazione dei seggi, e capiremo quale proposta avrà ‘bucato il teleschermo’ e conquistato la fiducia degli italiani, quale sarà stata la molla più efficace, se la paura per l’emergenza migranti o la fiducia per gli indicatori economici che raccontano una ripresa su diversi fronti.

L’Europa è un ombrello come dice Gentiloni o un fardello come sostiene Salvini? L’ipotesi di una flat tax avrà sedotto gli italiani più poveri o quelli più ricchi? La 'rimborsopoli' dei Cinquestelle sarà stato un boomerang per chi l’ha cavalcata o avrà tolto consensi a Di Maio? 'Prima gli italiani' diventerà il nuovo mantra di governo o resterà uno slogan per la piazza? Saranno stati creduti quelli che dicono che in Italia c’è più lavoro di cinque anni fa o quelli che parlano di precarizzazione dilagante?

I calcoli si faranno in fretta, al netto delle reali opzioni di governo (il presidente Mattarella si prenderà molti giorni, vedrete, per capire quale coalizione potrà davvero reggere l’urto di una fiducia parlamentare). Questa è stata la campagna elettorale del fact checking, della verifica costante della veridicità degli annunci elettorali dei partiti dai parte dei media. Forse non c’era mai stato in Italia un tentativo così strutturato e organizzato di verificare la sostenibilità delle promesse dei candidati da parte di giornali, radio e televisioni. Nell’era dei social  - una testa, un media – dell’informazione all news, del diluvio di dichiarazioni e commenti H24, in tanti hanno provato a controllare, ‘formattando’ un modello di analisi.

In un tempo in cui i politici non aspettano le domande di qualcuno, ma distribuiscono risposte e certezze senza contraddittorio, i giornalisti hanno sistematizzato (ci hanno provato, almeno) l’analisi degli annunci, per offrire al pubblico elementi certi di valutazione. L’Agenzia Italia è tra questi. Siamo stati i primi a dotarci di un modello di fact checking realizzato con Pagella Politica e in queste elezioni non abbiamo realizzato interviste ai candidati premier. Una scelta precisa. Abbiamo selezionato le migliori interviste prodotte da altri e verificato le risposte, la loro rispondenza alla verità dei fatti.

Perché una verità quasi sempre c'è, se si parla di economia, di sbarchi, di posti di lavoro, di pressione fiscale, di numero dei crimini. Non è vero che l’informazione oggettiva non esiste, basta saperla e volerla cercare. Poi ognuno commenterà come vuole, quello della interpretazione dei fatti è sì un partito in costante ascesa. Ma è dai fatti che bisogna partire, altrimenti davvero vale tutto e vince sempre solo il più brillante in televisione o il più svelto sui social.

Ha scritto qui Giovanni Zagni, direttore di Pagella Politica: "I politici, a ogni modo, non dicono sempre la verità. Il discorso politico è un universo particolare: il suo fine non è informare, ma convincere. Non bisogna aspettarsi che gli esponenti politici siano bollettini del meteo. Dato che alla loro rappresentazione della realtà è sempre accompagnata una lettura politica ‒ che pensa in termini di come bisognerebbe fare leggi o in generale prendere decisioni politiche ‒ è facile che presentino come scritte nella pietra cose che invece sono incerte, che forzino le conclusioni dei loro ragionamenti e magari esagerino i loro numeri".

Agi, come Repubblica, La Stampa, Il Corriere, Il Sole 24 Ore, e tante altre testate, ha inaugurato questa volta un sistema nuovo di ricerca (perché la verità pochi hanno il dono e la capacità di trovarla) della verità dei fatti, offrendola al pubblico e agli elettori come elemento di valutazione in un formato riconoscibile e chiaro.

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Non abbiamo risparmiato nessuno dei candidati premier, che sono passati sotto la lente di Pagella Politica e di Agi tante volte dopo apparizioni televisive o radiofoniche. Abbiamo raccontato quando hanno detto la verità e quando hanno mentito, usando argomenti a sostegno delle loro tesi in maniera distorta. Abbiamo anche rettificato la nostra analisi di fronte ad errori e aggiornato il nostro giudizio quando necessario. Giudizio che non è mai stato politico, ma tecnico, mirato alla correttezza di un’informazione utilizzata a sostegno di una tesi.

Qualcuno avrà cambiato idea sul proprio partito o il proprio leader anche grazie al lavoro dei giornalisti? O piuttosto – pur di fronte ad evidenti falsità – quanti avranno confermato il proprio sentimento, la propria convinzione? Lo scopriremo tra poche ore. In cabina elettorale, da sempre, si vota con la pancia, oltreché con la testa, e la verità dei fatti è sempre solo un elemento di giudizio, men che mai l’unico.

Noi da lunedì riprenderemo il nostro fact checking, la verifica dei fatti e degli annunci, cuore ed essenza del nostro lavoro. Metteremo passione e metodo nel nostro giornalismo, con un nuovo obiettivo: la verifica quotidiana e costante delle azioni di governo. Pubblicheremo – non appena si conosceranno i nomi – tutte le promesse e i programmi dei vincitori, seguendoli da quel momento nel loro cammino ‘esecutivo’. Ci interessano i fatti che seguono le parole. E a voi interessano? Buone elezioni a tutti e che vinca il migliore (che per noi è anche chi fa bene quello che dice).

 

 



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